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IL TEST

Audi Q5, professione Suv. E il cuore diventa touch

Il modello più amato dice addio alla manopola ma non a un diesel raffinato (e mild hybrid)

di Lorenzo Centenari -

18 aprile 2021, 21:16

Audi Q5, professione  Suv. E il cuore diventa touch

Non è il genere di Suv che usa cambiarsi d’abito tre volte al giorno, ed è un segno di forza. Q5 è il Suv che a lungo (2009-2015) ha conservato il titolo di più amato al mondo e che anche oggi, nonostante la spietata concorrenza, si difende: è il più venduto della intera flotta Q). 
Seconda generazione, primo giro di restyling, ovviamente in punta di matita. La griglia «single frame» ottagonale cresce in superficie (e attira sguardi come una potente calamita), idem prese d’aria laterali e passaruota: in gol con tre passaggi.

Anche a bordo, Audi Q5 2021 le sue novità le nasconde bene, dal momento che interessano più la sfera cognitiva, che non l’aspetto fisico. Tutte, tranne una: il display centrale del sistema di infotainment non solo si ingrandisce, passando da 8,1” a 10,1”, ma acquista anche l’interfaccia 100% touch, mandando in pensione la classica manopola sul tunnel a pressione-rotazione.

L’evoluzione può piacere o non piacere, sta di fatto che, grazie alla nuova piattaforma MIB 3, dieci volte più veloce a fare i calcoli, è ora possibile imprimere comandi a testo libero sia digitandoli sullo schermo, sia tramite la propria voce. Non prima di aver pronunciato la formula magica «Hey Audi». Un database in cloud sempre in aggiornamento, l’integrazione di Amazon Alexa, predisposizione infine a Apple CarPlay ed Android Auto: più digitali di così, si muore. In tutto il resto, l’abitacolo è lo stesso: ampio spazio davanti, buono anche per tre il divano posteriore, da grandi viaggi il vano di carico da 520 litri.

Cuore di gamma è Audi Q5 40 TDI quattro S tronic: motore 2 litri diesel da 204 Cv, 0-100 in 7”6, consumi sotto controllo (sì e no 7 l/100 km) sia grazie al sistema mild hybrid 12 Volt, che in frenata e decelerazione recupera energia e consente a di avanzare per inerzia a motore spento (per alcuni secondi), sia al sistema di trazione quattro  che ripartisce una quota di coppia motrice al retrotreno solo quando necessario.

Sei modalità di guida (da Efficiency a Individual, passando per Offroad), sei caratteri diversi ma ciascuno in grado di restituire il giusto mix di comfort e sportività. E un quattro cilindri diesel dal timbro così educato, dalle vibrazioni neutre, dal tiro così virile, da far rimpiangere il triste destino del gasolio. Q5 una certezza. Anche alla cassa: la 2.0 TDI 204 Cv parte da 53.950 euro. Vuoi gli scenografici fari OLED? Altri 1.440 euro. Vuoi l’head-up display? Scuci 1.200 euro. E via così.