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Citroen C5 X, l'ammiraglia 2.0

Arriverà entro fine anno, ibrida plug-in. Citroën riscrive il segmento strizzando l'occhio ai Suv

di Aldo Tagliaferro -

17 luglio 2021, 09:10

Citroen C5 X, l'ammiraglia 2.0

Se c'è una cosa che a Citroën non è mai mancata è il coraggio di osare. Prendiamo le ammiraglie, dalla Traction Avant alla CX passando per la gloriosa DS, il dobule chevron può dire di aver scritto alcune delle pagine più importanti nella storia dell'auto.

Diventa sempre più difficile inventarsi qualcosa di inedito nel XXI secolo, però la nuova ammiraglia (dal nome in verità poco seducente, C5 X) ci prova ridisegnando lo stile del segmento. Addio berlina, ecco una due volumi e mezzo che mette insieme varie idee, hatchback, Suv, Gran Turismo. Una sintesi - ben riuscita soprattutto dalla tre quarti posteriore - di diverse idee scaturite in ambito premium nel corso degli anni (Panamera o Bmw Gt, tanto per buttare lì un paio di suggestioni) innestate in modo originale con gli ingredienti tipici  del Suv, a partire dall'altezza da terra.  E se cercate un rimando al passato, rispolverate dal catalogo  la XM.

La scorsa settimana c'è stato il giorno del revealing milanese, entro la fine dell'anno la C5 X farà il suo debutto affiancando la “cugina” DS 9 con cui condivide la piattaforma. Troppo presto per avere una data esatta e sbirciare nel listino. Però ci sono tre punti fermi. Vediamoli


Il design
Il primo è un design fluido, aerodinamico, deciso, griffato dalla V dei gruppi ottici a Led. Il cofano lungo, la cintura alta, le ruote grandi fanno molto Suv: l'assetto rialzato spalmato su 4 metri e 80 fa la sua figura. Il passo generoso (2.785 mm) si traduce in tanto spazio anche per i passeggeri posteriori.


Il comfort
E questo ci porta al secondo punto, che è un classico per  Citroën. L'approccio al benessere è globale: le sospensioni Advanced Comfort (debuttano anche in versione attiva), l'isolamento acustico, i sedili da autentico salotto si sposano bene con le linee orizzontali della plancia (che si estende fino alle portiere) dove fluttua un bel touchscreen da 12”. Buona la cura dei dettagli (una chicca le impunture con gli chevron), rivedibile qualche plastica di contorno visto il livello dell'auto.  

Comodità è anche un bagagliaio da 545 litri (fino a 1640) molto regolare e con bassa soglia di carico sotto il portellone con tendina solidale apribile anche con il movimento del piede. La luminosità è garantita dal tetto in vetro apribile.


La tecnologia
Il terzo pilastro ci porta alla propulsione  ibrida plug-in (benzina + elettrico) da 225 Cv che promette 50 km in puro elettrico fino a 135 km/h. Poi la lista dei gadget è lunga: il nuovo Head-up display a colori in 3D, la guida semiautonoma livello 2, il rear cross, la visione a 360° in manovra, l'highway driver assist. Come «assaggio» non è male.