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IL TEST

Mini, vita da Countryman

Al volante della versione Suv Cooper SD: 190 Cv e consumi ridotti. Da 40.600 euro 

 

di Lorenzo Centenari -

31 luglio 2021, 11:08

Mini, vita da Countryman

Con l’elettrificazione, anche Mini ha già intrecciato una storia d’amore destinata a trasformarsi, prima o poi, in una relazione stabile. Nel frattempo, tuttavia, il brand più glamour del mercato coltiva ancora la passione per valori più tradizionali.

E a Mini Countryman ibrida plug-in (Cooper SE) fa da contraltare Countryman con propulsore diesel (Cooper SD). Cambia solo una lettera, cambia di poco - in fondo - anche il conto che presenta a fine mese: se i consumi di appena 1,7 l/100 km della plug-in li puoi raggiungere solo a determinate condizioni, tipo quella di tenere l’auto in carica ogni notte (o quasi), i 5,5 l/100 km della versione col 2 litri turbodiesel Bmw a pompare sotto il cofano sono una cifra dalle oscillazioni minime. Che si imbocchi tutti i giorni l’autostrada, e ai suoi 190 Cv si chiedano gli straordinari, o che ci si sposti di due isolati, e si avanzi con un filo di gas, sfruttando la schiena robusta dei suoi 400 Nm a 1.750 giri. Che l’esemplare, inoltre, adotti la sola trazione anteriore, o che sia armato di trazione integrale All4 (metti che ti avventuri spesso per stradine sdrucciolevoli). 


Il cambio automatico Steptronic a 8 rapporti (non il doppia frizione a 7 marce che invece equipaggia i turbo benzina), Countryman Cooper SD lo adotta invece di default, ed è una garanzia di comfort, ma anche di gusto sportivo in caso di «paddle» al volante. Sottoposto a restyling a fine 2020, il sempre popolare Suv anglo-tedesco cambia solo nei particolari ed è meglio così: nuovi griglia e paraurti, nuovi i proiettori a Led, di serie i gruppi ottici di coda con il tema della Union Jack britannica. All’interno ora puoi opzionare il quadro strumenti interamente digitale, piacevole come design e anche efficace nel neutralizzare i riflessi. Tutto il resto è identico al passato, iconico display da 8,8” con cornice circolare, levette cromate sulla plancia e infinite possibilità di personalizzazione comprese. 


Quasi ogni funzione di infotainment può essere governata tramite comandi vocali o a sfioramento (il sistema riconosce, ovvio, Apple CarPlay e Android Auto), tuttavia ai conservatori suonerà rassicurante poter ancora «manovrare» la manopola sul tunnel: in marcia, la navigazione tra i sottomenù è più semplice. 
Per essere un crossover lungo 4 metri e 30, lo spazio a bordo è buono e soprattutto modulabile al bisogno: utile il divano posteriore sia scorrevole, sia frazionato in parti tre anziché in parti due, così da deformare a piacimento il bagagliaio (450 litri in configurazione standard). 
Il solito go-kart feeling declinato in chiave Suv (fin troppo kartistico per la città) completa l’esperienza. Countryman Cooper SD al prezzo di 40.600 euro: la diesel top di gamma come la versione meno accessoriata della plug-in hybrid. Che ha il futuro dalla propria parte, ma anche che, rispetto a un (poco) rumoroso 4 in linea diesel, sa di…artificiale? 

L'identikit
Mini Countryman Cooper SD All4 Automatica
Dimensioni lungh. 4297 mm, largh. 1822, alt. 1557
Bagagliaio 450/1390 litri
Motore 4 cil., 1995 cc, diesel Twin Power Turbo, Euro 6d 190 Cv
Trasmissione Cambio automatico Steptronic a 8 rapporti. Trazione integrale All4
Prestazioni vel. max. 224 km/h, 0-100 km/h in 7”6 
Consumi 5,5-5,8 l/100 km (ciclo combinato WLTP)
Emissioni CO2 144-153 g/km
Prezzo Da 40.600 euro

CI PIACE Guida sportiva nonostante la carrozzeria da Suv, consumi ridotti grazie al diesel di ultima generazione

NON CI PIACE  Assetto rigido per la guida cittadina, accessori più sfiziosi solo dietro pagamento