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Volvo XC40, brivido elettrico

Volvo XC40, brivido elettrico

di Lorenzo Centenari

12 Giugno 2021,09:47

Recharge o plug-in? Volvo risponde al grande dilemma

Sin dal suo esordio nel 2017, Volvo XC40 aveva una destinazione in mente ed sola una: l’alimentazione full electric, cioè l’approdo finale (orizzonte: 2030) che in realtà Volvo ha già assegnato alla sua intera flotta. Traguardo nei confronti del quale, in formato EV, l’Auto dell’Anno 2018 è dunque in netto anticipo. Forse - a differenza della più «umana» XC40 Plug-in - sin troppo?

Tra i punti di forza di XC40 Recharge T8 AWD Pure Electric (questo il nome per esteso), indubbiamente le performance: due motori elettrici gemelli da 204 Cv ciascuno, uno che trasmette la potenza all’asse anteriore, l’altro al retrotreno, sviluppano in totale 408 Cv (!) e soprattutto 660 Nm di coppia (2 x 330 Nm) quasi istantanea. Trazione integrale elettrica allo stato dell’arte. Numeri che fanno pensare a prestazioni da supersportiva, e in effetti è proprio così, almeno in ripresa ed accelerazione da fermi: quanti altri Suv compatti guizzano da 0 a 100  in 4”9 secondi e quanti, soprattutto, lo fanno in assoluto silenzio? Doti da centometrista, ma anche qualità da decathleta: in chiave dinamica XC40 elettrica rispecchia le caratteristiche delle sorelle termiche, in particolare della consanguinea che elettrificata la è solo in parte, ovvero XC40 T4/T5 Plug-in Hybrid. Cioè sospensioni morbide ma non cedevoli, sterzo comunicativo senza essere nervoso. Questo nonostante il peso, 2,2 tonnellate in ordine di marcia, vale a dire 4 quintali in più rispetto alla Plug-in, che pure una piuma non è. E sin qui, pagella immacolata.

Autonomia di 400 km, ma dipende dalle condizioni del percorso e dallo stile di guida. La ricarica ultraveloce richiede solo 40 minuti, dallo 0 all’80%, da colonnina a corrente continua da 150 kW, ma non è che nel 2021 ancora spuntino a ogni angolo come la gramigna (anche se Volvo, attraverso il programma Recharge Highways, sta facendo la sua parte). Da presa domestica, infine, l’unità di misura sono i giorni di calendario… Insomma, come per ogni elettrica, la diabolica combinazione di autonomia, tempi di rifornimento e capillarità della rete di «rifornimento» ancora limitano la scelta di XC40 Recharge a uno spettro di utilizzo prevalentemente urbano. In ultimo, il prezzo: 59.600 euro. Gli incentivi (fino al 10.000 euro con rottamazione) ci mettono una bella pezza, l’allestimento è il top di gamma (R-Design), ma sono pur sempre quasi 9.000 euro in più rispetto a XC40 Plug-in (50.800 euro la versione più ricca). Che ha costi di esercizio superiori (ma comunque bassi, fino a 2 l/100 km), che ha minor potenza (211 Cv la T4, 265 Cv la T5), ma che ha pur sempre un briciolo di autonomia in elettrico (circa 40 km a batterie cariche), e che grazie al motore a benzina, almeno la «range anxiety» la annulla del tutto. XC40 Recharge è semmai la scelta migliore per tutti gli impallinati di tecnologia, essendo la prima auto al mondo ad adottare come sistema di infotainment nativo la piattaforma Android Automotive (da non confondere col protocollo Android Auto per il «mirroring» col proprio smartphone). Tra le funzioni principali richiamabili dal display centrale verticale a sfioramento da 9” (ovviamente anche a comandi vocali): Google Assistant, Google Maps, Google Play Store. Un capolavoro di tecnologia, XC40 Pure Electric, che non scende a compromessi. 

L'identikit

Volvo XC40 Recharge Pure Electric T8 AWD
Dimensioni lunghezza 443 cm, larghezza 186, altezza 166
Bagagliaio 413 litri (post.) + 30 litri (ant.)
Motore elettrico ant. + post. 408 Cv, 660 Nm Batteria ioni di litio, 75 kWh
Prestazioni vel. max. 180 km/h, 0-100 km/h in 4,9 secondi
Autonomia 400 km (ciclo combinato Wltp)
Prezzi 59.600 euro (R-Design)
PIACE
Design svedese allo stato dell’arte, accelerazione da supersportiva, alto comfort e tecnologia di bordo
NON PIACE
Prezzo elevato, range di utilizzo inferiore a XC40 Plug-in Hybrid

© Riproduzione riservata

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