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Il test

Renault Captur, l'ibrido che fa tutto da solo

Al volante del Suv compatto in versione E-tech

Captur, l'ibrido che fa tutto da solo

di Lorenzo Centenari

30 Aprile 2022,10:00

Non deve sorprendere che occupi con regolarità le prime posizioni delle vendite (nono modello più venduto a marzo 2022), oggi come ai tempi di Captur prima generazione (2013-2019). Un design che strappa il sorriso anche nei giorni più bui, ingombri a misura di ingorgo (4 metri e 23) senza per questo imporre la scelta tra vita da single e l’idea di farsi una famiglia, soprattutto una filosofia di propulsione che scrosta dalla coscienza ogni senso di colpa, ma che al tempo stesso - per quanto sofisticata - non si aspetta di essere compresa.

Captur E-Tech (da 26.500 euro franco ecobonus) va solo guidata, il Full Hybrid by Renault fa tutto da solo, incluso lo sforzo di consumare meno benzina possibile (20 km/l), decidendo in continuazione cosa accoppiare alle ruote, o disaccoppiarlo tramite una speciale frizione elettronica. Se il 1.6 benzina da 91 Cv, o il motore elettrico da 48 Cv, oppure entrambi (potenza combinata di 145 Cv).

Niente ansia da ricarica, la batteria si autorigenera. E addomesticando il pedale del gas, in città viaggi spesso e volentieri con la spia «EV» illuminata, assaporando riprese scattanti in totale silenzio, interrotto solo da un leggero «clack» al momento della transizione da elettrico a termico.

A bordo, perfezionabile la velocità del software del pur servizievole tablet verticale. Perfetti già così, invece, sia visibilità, sia comfort e maneggevolezza del telaio (vedi Clio). Allestimento R.S. Line (29.450 euro) per quel retrogusto racing che non guasta.

© Riproduzione riservata

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