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The Allman Brothers Band, al Fillmore East un live leggendario

The Allman Brothers Band, al Fillmore East un live leggendario

di Michele Ceparano

26 Novembre 2021,04:58

Ci sono dischi dal vivo che non sono delle mere raccolte con, in più, rumori di sottofondo e applausi. Brillano, infatti, di luce propria. Come “The Allman Brothers Band at Fillmore East”, doppio live pubblicato cinquant'anni fa da The Almann Brothers Band, mitico gruppo statunitense di southern rock tanto bravo quanto perseguitato dalla malasorte. Dalla Georgia con furore, si potrebbe dire di questa band capitanata appunto dai fratelli Almann, Duane, alla chitarra, e Gregg, alla voce e alle tastiere, che in quel periodo affascinano il pubblico travalicando anche i confini degli Stati Uniti. Della squadra fanno parte anche Dickey Betts, chitarra, Berry Oakley, basso, Jaimoe Johanson, percussioni, e Tom Doucette, armonica.

Il doppio dal vivo degli Allman, registrato nel leggendario locale di Manhattan dove sfornarono dei live anche “mostri sacri” come Crosby, Stills, Nash e Young e Jimi Hendrix, della durata di quasi ottanta minuti, arriva dopo due buoni album ma di non grande successo. Trascinati proprio dalla verve di Duane e Gregg, tra cover e pezzi originali, The Allman Brothers Band qui danno vita a un gran bel concerto pieno di brio e virtuosismi. Insomma, un disco dal vivo di grande suggestione e, non a caso, considerato tra i migliori live di tutti i tempi.

A partire dal brano d'apertura, “Statesboro Blues” che chi scrive ascoltò la prima volta, rimanendo ovviamente colpito, nel 1981 a casa di un amico. O l'arrangiamento da urlo di “Stormy Monday”, blues scritto da T-Bone Walker, tra i pionieri della chitarra elettrica, nel 1947. Inoltre, la lunga, quasi venti minuti, e jazzata “You don't love me” oppure “Hot 'Lanta”, firmata da tutti i membri della band.

Tra i pezzi di maggior suggestione, “In memory of Elizabeth Reed”. A ispirare il gruppo la lapide di una donna morta nel 1935 nel cimitero di Macon, in Georgia, dove i musicisti si recavano per trovare ispirazione. Nello stesso cimitero di Rose Hill vennero poi sepolti Duane Allman, morto nell'ottobre del 1971 in un incidente motociclistico, e il bassista Berry Oakley. Anche lui, un anno dopo, trovò la morte mentre era in sella alla sua moto.

L'ultimo brano in scaletta è “Whipping post”, il pezzo più famoso degli Allman Brothers Band. Con i suoi quasi 23 minuti occupa l'intera quarta facciata del disco e venne ripreso da Frank Zappa in una cover del 1984, “Them or us”.

 

© Riproduzione riservata

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