×
×
☰ MENU

Il disco

“Rockets”, 45 anni fa il primo  volo

“Rockets”, 45 anni fa il primo  volo

di Michele Ceparano

03 Dicembre 2021,15:31

Quarantacinque anni fa i “razzi” venivano lanciati in orbita. “Rockets” è, infatti, il titolo del primo album in studio della band francese icona dello space-rock, “The Rockets”, che in quella data aveva comunque già inciso alcuni singoli. Capitanati dall'istrione Christian Le Bartz (ma la “vera” voce della band era quella del bassista Gerard L'Her), gli “uomini d'argento” seppero fondere le atmosfere “extraterrestri” - in quegli anni la fantascienza cominciava ad andare forte e nel 1977 sarebbe uscito il primo film della lunga saga di “Star Wars”, ma già erano salite alla ribalta serie tv come “Star Trek”, “Ufo” e “Spazio 1999” - con un innato senso per lo spettacolo. Non solo musica, infatti, ma anche effetti speciali. I Rockets, sorta di risposta in salsa transalpina ai già famosi tedeschi “Kraftwerk”, quelli di “We are the robots”, che sarebbe comunque uscito due anni dopo, in quegli anni sfornarono una serie di dischi che stregarono letteralmente l'Italia, Paese dove ottennero un grande successo e dove intrapresero diverse tournée. L'Italia sarà anche il luogo dove, nel '78, grazie anche all'intuizione del manager della Cgd-Messaggerie Musicali Maurizio Cannici, Le Bartz e soci si trasferiranno partecipando a programmi come “Stryx”, del visionario Enzo Trapani. Ruolo? Cosmodiavoli, ovviamente.

Testi tutti in francese, tranne “Future woman”, già registrato come singolo e nell'album del '76 in due versioni, la canzone destinata a maggior fama del loro lavoro d'esordio, scritta, oltre che in francese, anche in inglese e tedesco, “Rockets” si snoda tra brani originali e cover di successo. Come “Apache”, pezzo cult del '60 dei britannici Shadows, che i Rockets riarrangiano in stile “spaziale” donandogli nuova vita. Proprio “Apache” sarà uno dei pezzi più amati dell'album dei “razzi” francesi. Altre cover sono “Last space train” degli Spotnicks del '63, “Apesanteur” dei King Set del '67 e “Terre larbour” dei Visitors, altro gruppo “spaziale” prodotto, come i Rockets, da Claude Lemoine. Temi spaziali anche per le accattivanti “Ballade sur mars” e “Fils du ciel”, oltre a “Le chemin” e “Genese future”. Il volo dei Rockets proseguirà con album di successo che hanno come tema costante il futuro, come “On the road again”, “Plasteroid”, quello di “Electric Delight” e il concept “Galaxy”, trainato dal brano “Galactica”, vincitore dell'allora molto ambito Telegatto, che spopola nelle discoteche e alla radio.

Apache video da Youtube

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI