Speciale giro d'Italia

Una storia leggendaria dai pionieri a oggi

Si disputa l'edizione numero 100 di una corsa che ha regalato momenti e imprese epiche

05 maggio 2017, 17:35

Una storia leggendaria dai pionieri a oggi

Non c’è altro sport così legato alla propria memoria storica come il ciclismo. E l’edizione numero 100 è l’occasione per ripercorrere l’epopea del Giro d’Italia, dove sono state scritte alcune delle pagine più memorabili di questo sport.

Pagine indelebili

Una storia iniziata il 13 maggio 1909 alla 2.53 da Milano, quando 127 coraggiosi presero il via della prima tappa del primo Giro d’Italia, ben 397 km fino a Bologna, vinta dal romano Dario Beni. Da quella prima edizione, portata a termine da 49 pionieri del ciclismo su strade sterrate e con bici pesantissime e senza cambio, tutto è cambiato, ma non il fascino del Giro, capace ogni anno di infiammare le strade italiane. Una corsa in cui tutti i più grandi campioni del ciclismo, da Binda a Coppi, da Bartali a Merckx, da Hinault a Pantani, hanno lasciato il loro segno.

Le vicende del Giro sono legate a doppio filo con quelle dell’intero paese. Basti pensare a cosa successe nel 1946, prima edizione dopo la fine della seconda guerra mondiale. Nella tappa con arrivo a Trieste, governata dagli Alleati, la carovana è costretta a fermarsi a Pieris perché la strada è cosparsa di chiodi, sui corridori piovono pietre dai giovani comunisti seguaci di Tito e parte addirittura uno sparo che ferisce un agente.

Momenti leggendari

Altre pagine di storia del ciclismo sono legate a tappe corse in condizioni meteo estremo. Come la tappa del Monte Bondone nel 1956, vinta da un Charlie Gaul semiassiderato sotto una tormenta di neve dopo oltre nove ore di sforzo fisico al limite del sopportabile. Scene che si ripetono nel 1988 nella Chiesa Valmalenco-Bormio, quando si scala il Passo Gavia sotto la neve. Per primo transita in vetta l’olandese Van de Velde in maglietta a mezze maniche: in discesa rischia l’assideramento e taglia il traguardo a quasi 47 minuti dal vincitore, l’olandese Erik Breukink.

Gesta strepitose e crolli clamorosi hanno segnato la storia del Giro, ma l’impresa sportiva più leggendaria resta forse ancora quella del campionissimo Fausto Coppi nella Cuneo-Pinerolo del 1953: una cavalcata solitaria di quasi 200 km scalando Maddalena, Vars, Izoard, Monginevro, Sestriere, per tagliare il traguardo con quasi 11’52’’ di vantaggio sull’eterno rivale Gino Bartali.