Intervista

Capanna: «La qualità, garanzia di successo»

01 settembre 2017, 13:52

Capanna: «La qualità, garanzia di successo»

Vittorio Capanna, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, parla - alla vigilia dell’inaugurazione del Festival del Prosciutto, giunto quest’anno alla sua ventesima edizione - di un mercato in costante crescita grazie ad un’altissima qualità del prodotto e di mirate strategie di marketing su scala globale.

Quest’anno ad incontrarsi al Festival saranno il «re del cioccolato», Ernst Knam, e il «re» delle nostre tavole, il Prosciutto di Parma. Cosa si aspetta?

L’incontro tra Prosciutto di Parma e Ernst Knam è speciale e solo apparentemente distante, perché quando si parla di eccellenza non esistono differenze, ma soltanto caratteristiche comuni che convergono tutte nella qualità. La presenza di Ernst Knam ci permetterà di conoscere meglio un mondo molto affine al nostro che lavora ugualmente con passione, in modo artigianale e alla ricerca costante della qualità e della dolcezza.

Com’è cambiato in 20 anni il Festival?

In questi 20 anni il Festival si è evoluto molto e oggi possiamo vantare una manifestazione conosciuta sia in Italia sia all’estero che richiama molti turisti e amanti della cultura italiana. L’obiettivo è da sempre quello di valorizzare il Prosciutto di Parma e il suo territorio di origine attraverso quanti più momenti dedicati alla conoscenza e alla degustazione del Prosciutto di Parma. Tutto questo si traduce infatti in tre appuntamenti principali: “Finestre aperte” che permette di visitare le nostre aziende; la Cittadella a Langhirano, un’area dedicata ai produttori per raccontarsi e raccontare il proprio prodotto; e il Bistrò a Parma con un calendario di attività all’insegna del gusto. L’identità “valoriale” del prodotto e del territorio è anche il tema sviluppato nella nostra recente campagna di comunicazione “Sei di Parma se…” che, proprio in occasione del Festival, si arricchirà di nuovi contenuti grazie alla collaborazione con i noti videomaker Casa Surace già iniziata qualche mese fa. Attraverso alcuni video, Casa Surace darà il via a un concorso che permetterà ai vincitori di vivere un’esperienza unica alla scoperta del nostro territorio, ma soprattutto vedranno come nasce il Prosciutto di Parma visitando uno dei prosciuttifici aperti proprio durante il Festival.

Il Consorzio del Prosciutto di Parma è riuscito a combattere la crisi attraverso la qualità del prodotto?

La qualità del prodotto è per noi imprescindibile e rappresenta una vera garanzia di successo. A questo si è aggiunto il ritrovato equilibrio fra domanda e offerta di prodotto che ci ha permesso di chiudere il 2016 in modo positivo, nonostante il persistere del calo dei consumi. La produzione è cresciuta del 2,8% rispetto al 2015 raggiungendo 8.700.000 prosciutti, il che ha portato a un fatturato alla produzione di 800 milioni di euro che diventa di 1,6 miliardi al consumo. L’Italia, nostro primo mercato, ha assorbito circa il 68% della produzione, mentre le esportazioni hanno toccato i 2.757.000 prosciutti in aumento di circa 1,2%, per un fatturato di 280 milioni euro: in particolare gli Stati Uniti si confermano primo mercato con 623 mila prosciutti esportati (+7%), davanti a Francia (476 mila prosciutti, +4,7%) e Germania (468 mila prosciutti, +3%).

Quali sono i vostri obiettivi e i piani di sviluppo?

Continuare a garantire un prodotto buono, sano e naturale ai nostri consumatori di tutto il mondo è indubbiamente la nostra priorità. La partita poi si gioca sul mercato globale che presenta sfide molto complesse da affrontare, ma siamo stimolati dai risultati ottenuti fin qui e dall’apertura di nuovi mercati - come Taiwan e India, per citare gli ultimi in ordine temporale - che ci spingono a perseverare nel progetto di crescita che abbiamo costruito. Crescere si può e lo faremo consolidando la nostra leadership in alcuni mercati, come quello italiano e in quelli tradizionali europei aumentando la nostra penetrazione anche in provincia. Senza dimenticare i mercati più piccoli grazie ai quali le nostre esportazioni possono sicuramente aumentare.

Come lavorate all’estero? Quali sono le attività promozionali in corso?

Recentemente le nostre attività e gli investimenti si sono concentrati su due mercati in particolare, Stati Uniti e Germania, ma sono in corso iniziative promozionali che coinvolgono tutti i principali mercati di sbocco del Prosciutto di Parma. Le attività di degustazione nei punti vendita sono il fulcro del nostro progetto promozionale all’estero, ma partecipiamo anche a molte fiere internazionali tra cui Fancy Food di San Francisco e New York, Foodex a Tokyo, recentemente Sial a Toronto, dove abbiamo preso parte alla missione dell’Unione europea guidata dal commissario Hogan in vista dell’approvazione del Ceta (l’accordo economico e commerciale globale) che ci permetterà finalmente di poter utilizzazione il nostro nome, e per la prima volta saremo al Restaurant and Bar a Hong Kong dal 5 al 7 settembre. Ci occupiamo di formare gli operatori professionali e collaboriamo con il canale HoReCa principalmente in Francia, Giappone e Stati Uniti, mentre abbiamo coinvolto direttamente i negozi e i ristoranti di tutto il mondo specializzati sul Prosciutto di Parma in un progetto dedicato, Specialist. Siamo attivi inoltre all’estero con alcuni progetti cofinanziati con fondi pubblici per diffondere la cultura e la qualità dei prodotti Dop, un concetto ancora lontano per alcuni Paesi. Recentemente abbiamo infatti lanciato un nuovo programma triennale che ci vede protagonisti insieme al Grana Padano in Giappone, Cina e Hong Kong.

A proposito di Ceta, in questi mesi se n’è parlato molto. Cosa rappresenta per il Prosciutto di Parma? Siete sostenitori dell’accordo?

Per noi rappresenta senza dubbio un risultato storico perché dopo 20 anni potremo vendere finalmente il nostro prosciutto in Canada con la corretta denominazione “Prosciutto di Parma”. Questo vuol dire poter investire sulla marca, promuovere il prodotto e le sue caratteristiche e sviluppare le nostre esportazioni, ma è importante soprattutto per i consumatori che sapranno riconoscere il Prosciutto di Parma e acquistare con consapevolezza. E’ chiaro che si tratta di un compromesso, poiché tale intesa prevede la coesistenza della denominazione “Prosciutto di Parma” e del marchio “Parma”, attualmente detenuto dalla società canadese Maple Leaf, ma è l’unica strada percorribile. Siamo comunque soddisfatti perché l’accordo ci permetterà di utilizzare liberamente il nostro nome.