sicurezza lavoro

Mettersi in piena regola salva vite e fa risparmiare

A livello globale il tasso di irregolarità riscontrato nelle imprese italiane è rimasto sostanzialmente stabile

27 marzo 2018, 20:26

L'8 febbraio scorso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato il suo Rapporto annuale sull’Attività di Vigilanza 2017 evidenziando come la sicurezza sia fondamentale sui luoghi di lavoro per tutelare le vite e risparmiare. 

Analisi

A livello nazionale, su 160.347 imprese ispezionate, 103.498 hanno evidenziato manchevolezze, quindi quasi due su tre, un dato che comunque è “viziato” dalla territorialità, infatti in alcune zone del nostro Paese le irregolarità sono maggiori rispetto, ad esempio, alla nostra regione. Gli accertamenti finalizzati al contrasto del lavoro sommerso hanno portato, invece, all’individuazione di 48.073 lavoratori in “nero”. Nell’ambito del dato globale si distingue il numero di accessi, pari a 122.240 , effettuati nell’ambito della vigilanza in materia di lavoro, che hanno registrato un tasso di irregolarità stabile rispetto agli anni precedenti. Con riferimento alla vigilanza previdenziale sono stati effettuati 24.291 accessi che hanno registrato un tasso di irregolarità anch’esso stabile rispetto agli anni precedenti.

Settore edile

Sempre a livello nazionale, sono state 2.611 le aziende controllate dall’Ispettorato per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro; in gran parte nel settore dell’edilizia. Anche in questo caso la territorialità sbilancia il dato, ma tendenzialmente c’è una costante tendenza positiva all’adeguamento alle norme. 

Molte delle aziende analizzate per salute e sicurezza hanno avviato un processo di adeguamento

L’analisi: l'insicurezza ha sempre costi elevati

I costi della sicurezza di un’azienda – o meglio, della non-sicurezza  – sono distinti in costi diretti e costi indiretti. Tra quelli diretti ci sono i danni a strutture e macchinari; la perdita di produzione; lo stipendio da retribuire a lavoratori assenti per infortunio o malattia professionale; l’aumento del premio assicurativo da versare all’Inail. I costi indiretti, invece, comprendono danno dell’immagine aziendale, calo di produttività del personale, tempo speso per l’effettuazione di indagini a seguito di un infortunio e insoddisfazione dei clienti. Per questo motivo è sempre bene fare formazione e investire sulla sicurezza.

Legislazione: le norme italiane di riferimento per orientarsi nella prevenzione.

Dal codice civile a quello penale

Il codice penale (articoli 589 e 590), prevede i reati di omicidio colposo e lesioni colpose commessi in violazione della normativa antinfortunistica, ma la prima norma di valenza generale è l’articolo 2087 del codice civile che impone ai datori di lavoro, di adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure necessarie a tutela dei lavoratori. 

Lo Statuto dei lavoratori

La Costituzione afferma l’obbligo della tutela della salute quale diritto fondamentale dell’individuo. I d.p.r. 547/55 e 303/56 hanno costituito pietre miliari in tema di infortuni e igiene. Infine lo Statuto dei lavoratori prevede la facoltà per i lavoratori di controllare l’applicazione delle norme di prevenzione

Decreto legislativo 81: dal 2008 un testo unico che tutti devono seguire

Il decreto legislativo 81/2008 (Testo unico) ha sostituito la 626 del 1994, riordinando e coordinando le diverse norme emanate in tema di sicurezza sul lavoro in un unico testo organico. Questo documento si applica a tutti i settori di attività, pubblici e privati; a tutte le tipologie di rischio; a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi; e ai soggetti equiparati ai lavoratori.