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Camini e Stufe a Parma: cosa prevede la Normativa Antinquinamento

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18 febbraio 2020, 11:04

Camini e Stufe a Parma: cosa prevede la Normativa Antinquinamento

Quando dal fronte dello smog arriva un bollettino scoraggiante, è necessario imporre limiti più severi alle fonti inquinanti. E non basta pensare solo al blocco del traffico. In Emilia-Romagna le misure emergenziali per non far aumentare le polveri sottili sono arrivate al contenimento dell’uso delle caldaie a biomasse - cioè che consumano legna o pellet - fino alla categoria 3 stelle compresa.

Il Piano Aria regionale

La legge anti-inquinamento dell’Emilia-Romagna, il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR2020) entrato in vigore il 1° ottobre 2019, stabilisce una restrizione all’uso di combustibili solidi finalizzato al riscaldamento. Questa direttiva interessa i Comuni che si trovano al di sotto dei 300 metri di altitudine.

In Emilia-Romagna come già accade per gli autoveicoli (da Euro 0 a Euro 6), le stufe e i camini si distinguono secondo il criterio di classificazione “a stelle”, da 2 a 5, previsto dal DM 186 del 7/11/2017. Utilizzare o installare apparecchi a legna o a pellet poco efficienti viene scoraggiato in favore di soluzioni più ecologiche. Le stelle indicano una maggiore qualità ambientale del prodotto, ossia alti rendimenti e basse emissioni. Maggiore è il numero di stelle, minori sono le emissioni inquinanti e più alto è il rendimento dei generatori di calore.

Biomassa sì, ma controllata

Il riscaldamento a legna costituisce un’alternativa efficiente, ecologica, non produce emissioni aggiuntive di anidride carbonica in atmosfera e riduce l’utilizzo di fonti fossili inquinanti. Pellet e legna sono ecologici e naturali, ma se bruciati in apparecchi tecnologicamente obsoleti, rischiano di danneggiare la qualità dell’aria.

L’allarmante livello di Pm10 registrato nelle città del Nord Italia dall’inizio dell’anno a oggi ha spinto a vietare ai cittadini l’utilizzo di caldaie ed altri sistemi di riscaldamento domestico alimentati a legna, biomassa legnosa, cippato, pellet e similari. Queste fonti alternative di calore scaldano tanto e fanno risparmiare ma sono tra i maggiori «indiziati» per l’aumento delle particelle inquinanti nell’atmosfera. Caminetti e stufe liberano troppo particolato se non sono di nuova generazione. Un caminetto con focolare aperto ha un rendimento del 15% a causa della dispersione del calore dalla canna fumaria, a differenza di un caminetto con focolare chiuso che ha una resa tra il 60 e l'80%.

 

Cosa fare con un vecchio caminetto?

Secondo un comunicato di Arpae: “In Emilia-Romagna oltre il 50% delle emissioni di Pm10 è dovuto al riscaldamento domestico a biomassa. Le emissioni di un camino aperto tradizionale sono stimate in 2.880 tonnellate di Pm10 all’anno e quelle di una stufa a legna di 1.228, a fronte delle 17 tonnellate all’anno degli impianti a metano”.

Alla luce di queste informazioni, non è necessario rinunciare al piacere del crepitio del fuoco, basta sostituire un vecchio camino aperto con un inserto. Impianti superati che non soddisfino i requisiti imposti dalle normative o che presto non saranno più utilizzabili, come per esempi i caminetti aperti, possono essere messi in regola con la semplice integrazione di una camera di combustione ad alta efficienza o altri interventi in grado di migliorarne le prestazioni e ridurne l’impatto ambientale. Grazie a questa operazione, il caminetto sprecherà molta meno legna e produrrà molto più calore generando emissioni compatibili con le norme ambientali vigenti.

Gli incentivi statali

Chi decide di investire in un sistema di riscaldamento a biomassa può beneficiare delle detrazioni fiscali previste per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica, secondo le modalità indicate dall’Agenzia delle Entrate.

La scelta di mettere a norma un vecchio camino è incentivata da diverse forme di agevolazione (es. Conto Termico), che permette di risparmiare sulla riconversione di un focolare o sull’acquisto di un nuovo dispositivo.

Si possono utilizzare gli incentivi del Conto Termico 2.0 erogati dal G.S.E. (Gestore Servizi Energetici) per chiudere il caminetto e trasformarlo in un impianto ad alta efficienza utilizzando il termocamino. Gli incentivi possono arrivare fino al 65 per cento del costo sostenuto e che vengono erogati in tempi brevi e in una rata singola.

La soluzione

Un esperto termotecnico come Conti Installazione e Assistenza di San Secondo Parmense può aiutare il cliente nella scelta di un impianto di riscaldamento a legna di nuova generazione e nella gestione delle pratiche necessarie per ottenere gli incentivi. Conti installa caldaie a condensazione ad alta efficienza tutte made in italy : di marca Unical, prodotte a Caorso e Baxi prodotte a bassano del Grappa, di tutte fornisce la garanzia e l’assistenza. Inoltre, installa inserti chiusi su camini aperti per adeguarli o termocamini.

 

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