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Tumore al polmone: la sigaretta è fra le cause

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21 febbraio 2020, 16:32

Tumore al polmone: la sigaretta è fra le cause

Anche per questa neoplasia è finalmente possibile effettuare una diagnosi precoce

Il tumore del polmone rappresenta oggi una delle prime cause di morte a livello mondiale per cancro. È una malattia subdola che a volte può impiegare molto tempo prima di manifestarsi. “Questo tuttavia apre uno spiraglio alla medicina. Questa caratteristica potrebbe costituire un vantaggio in quanto ci dà la possibilità di intervenire “in tempo”” spiega il Prof. Stefano Folzani, Radiologo Oncologico del Poliambulatorio Città di Collecchio. Le cause principali sono due: fumo e inquinamento (anche su base lavorativa). “Non sono le sole, ma sono quelle sulle quali possiamo intervenire con la prevenzione. Per esempio, per quanto riguarda il fumo, si può continuare nella lotta mediatica al tabagismo, convincendo la maggior parte della popolazione dei rischi gravi che si corrono continuando o iniziando a fumare. Nel caso dell'inquinamento, invece, si dovrebbe agire a livello sociopolitico per ottenere programmi di miglioramento della qualità dell'aria soprattutto nelle grandi città. Ma chiediamoci il singolo cosa possa fare per affrontare questa terribile malattia? Oltre a non fumare deve cercare di mantenere uno stile di vita il più sano possibile e sottoporsi a controlli medici periodici”. La prevenzione secondaria, cioè la diagnosi precoce, assume poi un rilievo altrettanto particolare. “Quello che noi (medici e non) possiamo già da oggi fare è insistere sul concetto di programmazione individuale dei controlli, senza ossessioni, ma con metodo. Se, poi, nella propria famiglia ci sono già stati casi di tumore, dopo i 50 anni una radiografia polmonare o, ancora meglio, una TAC a basse dosi, ripetuta ogni 5 anni, può fare il miracolo di sorprenderlo agli inizi e dunque quando spesso è ancora guaribile. Recentemente è stato introdotto anche un test genetico, il Mir-Test, che può indirizzare meglio la diagnosi precoce, ma merita sempre di essere discusso con il medico di fiducia” conclude il Radiologo.
 

Il Consiglio dello Specialista

SMETTERE FA SEMPRE BENE

Prima lo si riesce a fare, meglio è. Ma non c'è un momento oltre il quale non abbia senso provare a smettere di fumare. Che valga sempre la pena lo confermano tutti gli specialisti abituati a registrare i progressi compiuti dai loro pazienti (ex fumatori) anche dopo decenni di fumo. Adesso la conferma giunge anche da un gruppo di ricercatori inglesi che ha osservato che le cellule dell'epitelio bronchiale degli ex fumatori, rigenerandosi, sarebbero in grado di «cancellare» buona parte delle mutazioni indotte dalle oltre 60 sostanze cancerogene sprigionate dal fumo di sigaretta.

 

Focus
Diagnosi precoce

La novità della TAC a bassa dose di radiazioni

Studi scientifici nazionali e internazionali hanno mostrato l’efficacia della diagnosi precoce del tumore del polmone mediante screening con TAC a bassa dose di radiazioni ionizzanti. Con la TAC sarebbe possibile individuare tumori in individui che non presentano sintomi, permettendo di intervenire in uno stadio precoce di malattia.

Questo tipo di esame è fortemente consigliato per la ricerca di lesioni polmonari su forti fumatori (o ex fumatori da meno di 10 anni) che hanno fumato almeno 15 sigarette al giorno per almeno 25 anni o 10 sigarette al giorno per almeno 30 anni. Al PacC è disponibile un’apparecchiatura TAC di ultima generazione che permette l’esecuzione di questo esame. È utile ovviamente integrare una spirometria per testare la funzionalità polmonare.

Domanda del Sig. Luigi da Parma

"Mi hanno riscontrato dei micronoduli polmonari, cosa devo fare?"

Risposta:

Deve sicuramente parlarne con un medico radiologo esperto ed un pneumologo. Lo specialista, prima di fare diagnosi, deve valutare con attenzione età, familiarità, abitudine tabagica, storia clinica individuale e il risultato della TAC. Se necessario, si stratificherà il rischio e si programmeranno eventuali controlli successivi.

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