PacC

Vitamina D: come agisce sul sistema immunitario?

Contenuto sponsorizzato da Publiedi

03 aprile 2020, 16:42

Vitamina D: come agisce sul sistema immunitario?

Si attiva con il sole e combatte infezioni batteriche e virali

 

In questo momento difficile, "vorrei parlare delle proprietà della Vitamina D per dare un piccolo contributo alla serenità delle persone". Così introduce l'argomento la Dottoressa Patrizia Barcella, Allergologa e Immunologa del Poliambulatorio Città di Collecchio, che prosegue: "la Vitamina D, o più correttamente Ormone D, è un immunomodulatore del sistema immunitario, cioè lo aiuta a combattere infezioni batteriche, virali e parassitarie. È attiva nei confronti di virus influenzali, parainfluenzali, Rhinovirus, infezioni autoimmuni e tante altre malattie".

Le pubblicazioni scientifiche degli ultimi decenni hanno dimostrato come livelli ottimali permettano di rispondere meglio all’attacco dei virus che colpiscono le vie respiratorie. Ad esempio "il paziente allergico, in genere carente di Vitamina D, subisce più facilmente infezioni di questo tipo". Ciò spiega perché le persone carenti, a contatto con agenti virali e batterici si ammalino più facilmente. Mantenere livelli ade guati di Vitamina D può quindi rappresentare un valido aiuto per le persone più a rischio di infezioni virali respiratorie, non ultimo il Covid19.

"Non deve essere considerata la panacea di tutti i mali, ma, soprattutto in questo periodo, è importante puntare sulla prevenzione, raccomandando, in associazione alle ben note misure di ordine generale, di controllare – e se necessario aumentare – i livelli di Vitamina D per sostenere il nostro sistema immunitario e ridurre i fattori di rischio di sviluppare infezioni.

“Non dobbiamo per forza uccidere il virus, anche se sarebbe auspicabile, ma dobbiamo aumentare le nostre difese immunitarie per combatterlo meglio: aumentando le nostre difese, riduciamo il rischio di ammalarci, ma per fare questo dobbiamo avere livelli sufficienti di Vitamina D, oltre ad un pizzico di zinco” chiarisce l'immunologa.

 

Il Consiglio dello Specialista – Controllate i livelli di Vitamina D

 

Per capire se siamo carenti basta eseguire il dosaggio della Vitamina D3 tramite un prelievo di sangue. “Si può sospettare una ipovitaminosi in chi soffre di allergie (dove la risposta immunitaria è in eccesso) o di malattie autoimmuni (lupus, artrite reumatoide, sclerodermia, ecc.), di osteoporosi (dove la Vitamina D aiuta perché estrae calcio dai tessuti molli e lo fa depositare sulle ossa), di ipertensione arteriosa o di molte altre malattie come il diabete o di problemi gastrointestinali. La Vitamina D agisce su qualunque forma di infiammazione, anche sulle citochine infiammatorie, riducendole” spiega la Dottoressa Barcella.

 

Focus – Salute e Benessere

 

Come e quando integrarla?

I valori accettabili devono essere superiori a 30 ng/ml. La Vitamina D è sintetizzata dalla cute grazie all’esposizione al sole, soprattutto nelle ore centrali della giornata, dalle 12:00 alle 15:00. “Ciò non significa che dobbiamo scottarci, soprattutto se siamo di pelle chiara. Bastano 1015 minuti facendo attenzione alla protezione solare che va messa dopo perché non permette di attivare la Vitamina D”.

Va da sé che durante l’inverno i livelli di questa sostanza si riducano sensibilmente sia per la minore irradiazione solare, sia per l’esaurimento delle riserve accumulate dur ante l’estate. A ciò aggiungiamo che la vita attuale, per lo più condotta in luoghi chiusi, non ci consente di esporci sufficientemente al sole. Problema ancora più sentito in queste settimane di isolamento contro la diffusione del Covid19.  "In caso di Ipovitaminosi D si consiglia di integrarla con l'assunzione per bocca di specifici preparati farmaceutici, sotto prescrizione medica e non per lunghi periodi poiché anche troppa Vitamina D può essere dannosa" raccomanda la Dottoressa Barcella.

Prima di ricorrere all’integrazione, è sempre bene sottoporsi agli esami del sangue.

 

Domanda della Signora Claudia da Parma

 

«È vero che la Vitamina D influisce anche sull’umore? Può essere utile in questo difficile periodo?»

Risposta della Dottoressa Patrizia Barcella, Allergologa e Immunologa del PacC

È vero: essendo liposolubile passa la barriera ematoencefalica e agisce a livello cerebrale migliorando l'umore. È un aiuto anche per i depressi. Se si immagina un popolo felice, si penserà a persone abbronzate e sorridenti, non tristi e pallide. Un consiglio per affrontare l'isolamento? Viverlo come un'opportunità di cambiamento per stare in famiglia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA