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Congiuntivite: ecco come riconoscerla e curarla

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17 aprile 2020, 10:26

Congiuntivite: ecco come riconoscerla e curarla

Evitare le lenti a contatto per ridurre il rischio di contagio e di recidiva

 

La congiuntivite è un'infiammazione della congiuntiva, la membrana trasparente che ricopre la parte bianca dell’occhio e la superficie interna delle palpebre. "È una delle malattie oculari più comuni. Può manifestarsi in forma acuta o cronica e tra le cause più frequenti si segnalano le infezioni oculari, le allergie, diverse sostanze chimiche e l’esposizione eccessiva al sole. Spesso si presenta con lacrimazione eccessiva, fotofobia, occhi rossi, gonfiore delle palpebre, bruciore, sensazione di sabbia negli occhi e secrezione" afferma il Dottor Alessandro Giannone, Oculista Chirurgo del Poliambulatorio Città di Collecchio. Possiamo distinguerne diverse forme. La congiuntivite batterica è la forma più comune e in cui si verifica spesso abbondante produzione di muco. È molto contagiosa e spesso coinvolge prima un occhio e poi l’altro. La congiuntivite virale, invece, è causata principalmente dagli adenovirus o dagli herpesvirus e può essere associata a lieve febbre, tosse, mal di gola e rigonfiamento dei linfonodi del collo. La secrezione è di tipo sieroso e non diviene mai di tipo purulento, a meno che non si sovrapponga un’infezione batterica.

Infine, ricordiamo le congiuntiviti allergiche che possono essere stagionali o croniche. Nel primo caso occorre agire prima che l’allergia si presenti recandosi dal proprio Oculista, in modo che appronti per tempo una profilassi per ridurre i sintomi della fase acuta della malattia; può essere anche opportuno consultare un allergologo che potrebbe prescrivere una terapia desensibilizzante specifica (il cosiddetto "vaccino"). Le terapie variano a seconda del tipo di congiuntivite. Generalmente si ricorre a colliri e, più raramente, a medicinali assunti per bocca. È fondamentale l’igiene accurata delle mani e cambiare spesso la federa del cuscino e gli asciugamani, evitando al contempo contatti ravvicinati con altre persone.

 

A VOI LA PAROLA

 

Domanda della Signora Marilena da Parma

«Si possono usare le lenti a contatto se si ha una congiuntivite?»

Risposta della Dottor Alessandro Giannone, Oculista Chirurgo del Poliambulatorio Città di Collecchio

In caso di congiuntivite non si devono usare le lenti a contatto almeno fino a quando non si è completamente guariti. Inoltre, per ridurre il rischio di recidiva, è fondamentale buttare le vecchie lenti a contatto, il contenitore che si è utilizzato e il relativo liquido di conservazione (oltre a cambiare federe ed asciugamani).

CONSIGLIO DELLO SPECIALISTA

 

La congiuntivite da Covid-19

Il Covid-19 può entrare nel corpo anche attraverso gli occhi, considerati una delle porte di ingresso. Il virus viene poi trasportato all’interno dell’organismo tramite le lacrime, convogliate attraverso i canalini lacrimali nel naso e quindi nella gola.

"La congiuntivite virale, che può manifestarsi nei pazienti contagiati, può rappresentare uno dei primi sintomi di malattia. In caso di positività al virus, l’infiammazione colpisce generalmente un solo occhio, causando arrossamento e lacrimazione, spesso senza secrezione. A volte il virus potrebbe essere presente nelle lacrime anche senza manifestazioni evidenti. Una certa protezione è data dai normali occhiali da vista, mentre è fortemente sconsigliato l’uso di lenti a contatto" consiglia il Dott. Giannone.

Un articolo pubblicato dal Journal of Hospital Infection il 6 febbraio scorso dedicato alla persistenza del Coronavirus su materiali sintetici, dimostra che il tempo di sopravvivenza medio del virus su gomma di silicone è di 5 giorni.

Il silicone è infatti il materiale con cui sono costruite molte lenti a contatto. Solo per un numero limitato di pazienti e su stretta indicazione dell'Oculista è possibile utilizzare lenti a contatto giornaliere monouso, evitando quelle riutilizzabili, con il vantaggio di avere una lente nuova tutti i giorni che non deve essere “sterilizzata” durante la notte per poterla indossare il giorno dopo; le sostanze utilizzate per la loro pulizia sono aggressive per la congiuntiva, provocando spesso allergie o intolleranza alle lenti stesse.

"Si ribadisce quanto sia fondamentale lavarsi spesso le mani, considerate uno dei veicoli più efficaci per la diffusione del virus. Per questo viene ripetuto fino alla noia il concetto dell’utilità di non toccarsi gli occhi, né di strofinarli, al fine di mantenerli sani. Risulta ovvio che applicare lenti a contatto con le mani comporta una inevitabile manipolazione che, nel contesto attuale, aumenta il rischio di contagio" raccomanda lo specialista.

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