ITS TECH&FOOD

Investi sul tuo futuro: scegli i percorsi professionalizzanti di ITS

31 agosto 2020, 10:38

Investi sul tuo futuro: scegli i percorsi professionalizzanti di ITS

In periodi incerti come quelli che stiamo vivendo, per un neodiplomato è fondamentale scegliere la propria strada a colpo sicuro. E oggi la scelta migliore sono gli Its, i percorsi professionalizzanti che in due anni assicurano un titolo immediatamente spendibile nel mercato del lavoro, in Italia e all'estero.

Sono gli Istituti tecnici superiori le scuole d'avanguardia che formano figure professionali nei settori strategici per lo sviluppo del Paese, che ci stanno accompagnando verso il futuro. Gli ITS sono le scuole che servono all'Italia se vogliamo salire al livello successivo nella lotta alla disoccupazione giovanile. Da quando esistono, cioè dal 2010, il tasso degli occupati Its è risultato sempre in crescita: dal 78,3% del monitoraggio 2015 all'83% del 2020. Ma non solo. Il tasso di coerenza tra percorso di studi e impiego svolto è del 90%.

Presenti sul nostro territorio con l'ITS Tech & Food (dedicato al settore dell'agroalimentare) e l'ITS Maker (impegnato nei comparti della meccanica, meccatronica, motoristica), il segreto di queste scuole di alta tecnologia che mettono letteralmente un lavoro in mano agli studenti, sta nell'essere legato al sistema produttivo perché nate da bisogni reali delle imprese. Obiettivo degli ITS è formare tecnici in aree strategiche per lo sviluppo economico del Paese: efficienza energetica; mobilità sostenibile; nuove tecnologie della vita; nuove tecnologie per il made in Italy; tecnologia dell'informazione e della comunicazione e tecnologie innovative per i beni e le attività culturali. Nel contesto della formazione terziaria professionalizzante, gli ITS funzionano perché si appoggiano su un sistema flessibile, che dialoga con le imprese ed è in grado di rinnovarsi nell’offerta.

Il vantaggio competitivo di questi percorsi, rispetto alla didattica tradizionale, è la velocità di progettazione: potenzialmente ogni anno si può adattarne il contenuto e mutare la finalità del corso, basandosi sulle esigenze espresse dalle realtà economiche. E questo è attuabile perché gli Its si costituiscono secondo la forma della Fondazione di partecipazione che comprende scuole, enti di formazione, imprese, università e centri di ricerca, enti locali.

Grazie a oltre il 70% dei docenti che proviene dal mondo del lavoro, gli studenti vengono messi a contatto fin da subito con un “tecnico” che lavora già in azienda. Il 43% dell’attività didattica consiste in stage in azienda (a fronte del vicolo normativo del 30% per le ore di stage del 50% per i docenti). Il restante 57% di lezioni teoriche si svolge per il 26% in laboratori di impresa e di ricerca e nei laboratori 4.0 degli Its.

I percorsi hanno una durata biennale o triennale (4/6 semestri - per un totale di 1800/2000 ore), lo stage è obbligatorio per il 30% delle ore complessive di tutto il corso. Gli Its permettono di acquisire un Diploma Tecnico Superiore con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche (European Qualification Framework).

Unico neo? Gli Istituti tecnici superiori rappresentano un’eccellenza ma contano ancora pochi iscritti. Secondo l’ultimo rapporto Education at a glance 2019 si deve agli Its un tasso di occupazione dell’82% nella classe 25-64 anni ma gli studenti frequentanti nel 2017 erano appena l’1,7% di tutti gli iscritti a un corso di studi terziario. Pensati per garantire una più veloce transizione al mondo del lavoro e per ridurre gli abbandoni dell'Università, gli Its in Italia sono 104 con ben 616 percorsi attivi per avvicinare sempre più domanda e offerta (nel 2017 erano 93, con solo 380 percorsi attivi). Oggi la parola d’ordine delle “super scuole” è una sola: aumentare gli iscritti e i diplomati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA