ITS TECH&FOOD

Il made in Italy agroalimentare ha bisogno di tecnici

Contenuto sponsorizzato da Publiedi

06 ottobre 2020, 08:26

Il made in Italy agroalimentare ha bisogno di tecnici

La pandemia da coronavirus sta cambiando le prospettive di sviluppo di ogni settore merceologico. Forte nonostante il Covid-19, il settore agroalimentare cerca risorse e rappresenta un'occasione per tanti giovani. La filiera agroalimentare garantisce 3,8 milioni di posti di lavoro e vale il 25% del Pil .

L'alimentare è l'unico settore in crescita

 

L'emergenza causata dalla pandemia ha fatto crollare i fatturati di tutti i comparti protagonisti del “made in Italy“, dalla moda alle automobili, ma ha dato slancio all'agroalimentare. In un'analisi della Coldiretti realizzata in occasione del Cibus Forum alle Fiere di Parma, si legge che con 538 miliardi di valore, la filiera agroalimentare, negli ultimi mesi, è diventata la prima ricchezza del Paese resistendo meglio degli altri settori al tragico impatto della pandemia da coronavirus.

Settore alimentare e innovazione

 

L'emergenza sanitaria mondiale provocata dal Covid-19 ci ha reso più consapevoli del valore rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Cresce così l' innovazione nel settore del packaging, che vede l'Italia tra i leader di mercato, soprattutto per quanto riguarda l'innovazione e la sostenibilità: il confezionamento green è in forte crescita, grazie alla domanda dei consumatori e all'attenzione sempre più crescenti delle aziende. Secondo un report dell'Istituto Italiano Imballaggi, il mercato del confezionamento è in continua tendenza positiva fin dal 2014. Nella bolla che è diventata la nostra vita negli ultimi mesi, si accorcia la filiera del cibo e per un italiano su due il prodotto a km 0 acquista molta importanza. Per questioni di sicurezza, il cibo confezionato in un anno è cresciuto più del doppio rispetto all'intero comparto alimentare: + 2,3% contro + 0,5% (giugno-metà agosto 2020). Il packaging protettivo sembra in questo caso fare la differenza in tutti i comparti: l'ortofrutta e persino i salumi e latticini.

Il futuro dell'imballaggio alimentare: l'eco-design

 

Il bisogno di igiene ci porta a rivalutare la plastica e dobbiamo chiederci se utilizzare di tutti questi dispositivi avrà un impatto sull'ambiente. L'esigenza di maggiore protezione del prodotto alimentare ha comportato un forte aumento della domanda d'imballaggi plastici, ma ha anche dato il via alla ricerca di nuove soluzioni ecologiche. E l'innovazione è nelle mani dei giovani. Che possono diventare Tecnici Superiori in design di prodotto e packaging per l'agroalimentare seguendo la formazione ITS. Saranno professionisti in grado di seguire tutto il processo dalla progettazione iniziale alla messa in produzione, con competenze su materiali, gestione e il project management. In un territorio come il nostro, che rappresenta la culla della Food Valley, l'offerta formativa ITS nel settore agroalimentare è gestita dalla Fondazione ITS Tech & Food.

Il Tecnico superiore per la sostenibilità dei prodotti (design e packaging) progetta alimenti in risposta ai nuovi bisogni del consumatore (surgelati, pronti, facili da usare ecc.); conosce ed applica le tecnologie innovative del packaging per aumentare la shelf life del prodotto, ridurre l'impatto ambientale ed aumentare la customer experience; e favorisce la sostenibilità ambientale del prodotto e dell'intera filiera produttiva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA