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Lesioni tendinee e artrosi: arriva la medicina rigenerativa

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20 novembre 2020, 08:33

Lesioni tendinee e artrosi:  arriva la medicina rigenerativa

Grazie al “plasma ricco di piastrine” possiamo rigenerare pelle, ossa e tendini danneggiati

 

“Da qualche tempo si parla di novità nella cura delle patologie della cartilagine e delle lesioni tendinee. Tra queste novità troviamo sicuramente il Gel Piastrinico, detto anche PRP (Platelet-Rich Plasma) o Concentrato di Fattori di Crescita” spiega il Prof. Stefano Folzani, Radiologo Interventista del Poliambulatorio Città di Collecchio.

Insieme alle cellule staminali, all'utilizzo delle cellule adipose e del cordone ombelicale, i Fattori di Crescita Piastrinici fanno parte di una nuova promettente branca della Medicina detta Medicina Rigenerativa. Il PRP è quindi un concentrato di Fattori di Crescita ed è alla base di numerose nuove metodiche in campo medico, soprattutto in Ortopedia e in Chirurgia Plastica.

“In Ortopedia in particolare il PRP viene utilizzato in alcune specifiche patologie dell’apparato muscolo scheletrico al fine di accelerare il naturale processo di guarigione e di favorire la rigenerazione nei tendini, nei muscoli e nella cartilagine articolare, se danneggiati” prosegue il Prof. Folzani. “È possibile poi sfruttare l'effetto antalgico e antinfiammatorio del PRP nel dare sollievo al paziente anziano affetto da artrosi”.

Studi recenti dimostrano che il PRP ha in certi casi un effetto anche più duraturo rispetto all’infiltrazione con acido ialuronico o corticosteroidi. L'alta concentrazione di Fattori di Crescita nel PRP è in grado di stimolare una rigenerazione tissutale molto più rapida del normale.

 “Da una piccola quantità di sangue dal paziente, con centrifugazione, si ottiene il plasma arricchito di piastrine che il medico, sotto guida ecografica, inietta nella zona da trattare. Sono sufficienti di norma 3 sedute distanziate di circa 3-4 settimane l'una dall'altra, ma molto dipende dalla specifica patologia trattata. Nella zona di iniezione si potrà sentire un po’ di dolore per alcuni giorni. Questo è il segno che la risposta fisiologica alla guarigione è stata attivata” precisa il Radiologo.

 

 

Focus on

 

Innovazione nella cura

Un valido aiuto per gli sportivi

Mininvasività e innovazione hanno modificato il modo di intervenire su tendinopatie croniche e lesioni muscolari negli sportivi: ora si può ricorrere alla Medicina Rigenerativa. A seguito di sollecitazioni meccaniche ripetute, si ha un sovraccarico tendineo. Prima compare una tendinosi (degenerazione del tendine), poi lacerazioni parziali fino ad arrivare alla rottura completa del fascio tendineo. Tramite l’uso del PRP si possono trattare le lesioni della cartilagine del ginocchio dei giovani sportivi, quelle tendinee della cuffia dei rotatori o del sovraspinato nella spalla. Il PRP ha poi un grande utilizzo nelle patologie tendinee croniche come la Epicondilite del gomito, la Tendinopatia del tendine di Achille, la Tendinite rotulea e le Fasciti plantari.

 

Il Consiglio dello Specialista

 

Valutare ogni singolo caso

“Il PRP può essere iniettato da un Radiologo Interventista o da un Ortopedico preparato sulla metodica con una certa facilità. Ma vi sono regole, concentrazioni e modalità d’utilizzo che non s’improvvisano. L’infiltrazione di PRP non è “solo un’iniezione”: va effettuata dopo aver valutato scrupolosamente la problematica del paziente attraverso approfondimenti ecografici o con risonanza magnetica. L’infiltrazione di PRP non è sostitutiva della Chirurgia, ma oggi rappresenta una nuova ed efficace tecnica per ottenere un miglioramento dei sintomi e la guarigione” commenta il Prof. Folzani.

 

Domanda del Sig. Filippo da Parma

 

Per una lesione muscolare mi hanno consigliato le infiltrazioni di PRP. Sono un procedimento sicuro?

Risposta del Prof. Stefano Folzani, Radiologo Interventista del Poliambulatorio Città di Collecchio

Sì, senza dubbio. Il PRP è molto sicuro perché durante il trattamento viene utilizzato solo il sangue prelevato dal paziente stesso presso il Centro Trasfusionale. Per questo, essendo autologo, non esiste il rischio di malattie trasmissibili, né di allergie o reazioni avverse.

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