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Linfoma non Hodgkin: sintomi, diagnosi e terapie

Contenuto sponsorizzato da Poliambulatorio Città di Collecchio

01 febbraio 2021, 09:28

Linfoma non Hodgkin: sintomi, diagnosi e terapie

Grazie alla medicina personalizzata si tratterà con terapie costruite sul paziente

 

Il linfoma non Hodgkin è un tumore che si sviluppa dai linfociti . La causa è sconosciuta, ma sono noti alcuni fattori che possono aumentare il rischio di ammalarsi: immunodepressione, infezioni virali e pesticidi . "! Non sono purtroppo note modalità per prevenire in modo specifico l'insorgenza di questi linfomi" spiega il Professor Stefano Sacchi, Ematologo ed Oncoematologo del Poliambulatorio Città di Collecchio .

“È di fondamentale importanza una diagnosi precoce ed accurata ” continua l'ematologo. Innanzitutto va eseguito un accurato esame obiettivo: l' ingrossamento non dolente dei linfonodi di collo, ascelle o inguine è spesso l'unico segno di linfoma non Hodgkin agli stadi iniziali. Vengono quindi eseguite le analisi del sangue e delle urine, ma il primo vero passo per la diagnosi di linfoma non Hodgkin è la biopsia, che arriva a stabilirne anche il sottogruppo di appartenenza. Il linfoma non Hodgkin è classificato in circa 30 tipi diversisulla base di numerosi fattori, tra cui la derivazione del tumore dai linfociti B o dai linfociti T, le loro modificazioni genetiche, le modalità di aggregazione delle cellule tumorali e il loro tasso di crescita. Successivamente vengono prescritte radiografie, ecografie, TAC, Risonanze Magnetiche e PET allo scopo di valutare le malattie ai vari organi e tessuti ”. Al termine di queste indagini al linfoma viene attribuito uno stadio da I a IV in base al numero di sedi infiltrate.

I trattamenti solitamente utilizzati includono sola osservazione, immunoterapia, chemioterapia, radioterapia e trapianto di cellule staminali. “Recentemente è stata introdotta la terapia CAR-T che rappresenta una strategia rivoluzionaria utilizzata solo nei pazienti refrattari o plurirecidivati ​​”sottolinea il Professor Sacchi. La scelta della terapia dipende dal tipo e dallo stadio del linfoma, dall'età del paziente e dal suo stato di salute generale.

 

IL CONSIGLIO DELLO SPECIALISTA

 

Non trascurare segni e sintomi!

Oltre all'ingrossamento non dolente dei linfonodi di collo, ascelle o inguine, i sintomi in genere sono aspecifici.

Quelli più comuni includono:

  • febbre
  • sudorazione notturna
  • spossatezza
  • perdita di peso
  • dolore o gonfiore addominale
  • prurito persistente
  • dolore toracico
  • tosse o difficoltà respiratoria.

 

 

Domanda della Signora Chiara da Parma

 

«La terapia è la stessa per tutti i pazienti a cui viene diagnosticato il linfoma non Hodgkin?»

Risposta del Professor Stefano Sacchi, Ematologo e Oncoematologo del PacC di Collecchio

No, mentre prima tutti i tumori sono stati trattati con terapie simili per bloccarne la crescita, con il tempo ci è accorti che hanno caratteristiche biologiche differenti e cambiano da un paziente all'altro. Da queste scoperte nasce la medicina personalizzata costruita su misura per il malato che consentirà di applicare terapie specifiche.

INNOVAZIONE NELLE TERAPIE

 

Linfoma a grandi cellule B: in arrivo terapie personalizzate

Il linfoma diffuso a grandi cellule B è il tipo di linfoma non Hodgkin più comune: il 30% circa di tutti i casi. Il trattamento più utilizzato è l'immuno-chemioterapia (R-CHOP) efficace nel 60% circa dei pazienti. Il restante 40% o è refrattario al trattamento o recidiva rapidamente. Questi pazienti vanno individuati alla diagnosi per indirizzarli da subito verso terapie reperibili sulla conoscenza delle specifiche alterazioni biomolecolari che caratterizzano il loro linfoma. Questo tipo di approccio è definito terapia personalizzata ed è basato sulle terapie mirate. Per poter applicare queste terapie è necessario conoscere a fondo, oltre ai dati clinici del paziente, anche le alterazioni dei geni e delle proteine ​​da questi codificati. Le vecchie, ma ancora valide tecniche di immunoistochimica e FISH individuano pazienti a maggior rischio che necessitano di terapie più aggressive. Nel prossimo futuro lo studio dell'espressione genica (GEP) ed il sequenziamento di nuova generazione (NGS) permetteranno di individuare terapie specifiche per ogni singolo paziente.

Direttore Sanitario Dr. Stefano Folzani

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