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Semidigiuno come strategia per invecchiare al meglio e contrastare le malattie

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09 febbraio 2021, 11:27

Semidigiuno come strategia per invecchiare al meglio e contrastare le malattie

Una componente fondamentale in grado di detossificarci e rallentare l'invecchiamento è la riduzione dell'apporto calorico. La maggior parte degli studi condotti, infatti, porta a pensare che un ruolo chiave nel contrasto all'invecchiamento appartenga a una riduzione delle calorie assunte con l'alimentazione quotidiana. Il risultato è una minore occorrenza delle malattie metaboliche e circolatorie rispetto a chi assume pasti abbondanti.

Uno studio sulla restrizione calorica è stato eseguito anche sui roditori: una dieta ristretta di oltre il 30% delle calorie normalmente assunte dagli animali, è corrisposto un maggior grado di salute e longevità degli stessi, rispetto ai roditori a cui non erano state modificate le razioni di cibo.

Quando si digiuna, o si attua un semidigiuno, il tasso di zucchero nel sangue diminuisce, l'insulina scompare ed entra in scena un ormone chiamato glucagone, il cui ruolo è mantenere un livello minimo circolante di zucchero per il cervello. Lo zucchero viene preso sotto lo stimolo del glucagone dal fegato e, una volta esaurito, stimola il grasso a trasformarsi in zucchero. Più produciamo glucagone, più togliamo grasso dalle riserve e di conseguenza togliamo infiammazione, che sappiamo essere proporzionale alla quantità di grasso che abbiamo nel corpo.

 

L'ipoglicemia e la ridotta quantità di proteine ​​disponibili, indotta dal digiuno, va a stimolare anche una via metabolica chiamata chinasi ampk ciclico. Questo percorso, meno famoso di quello dell'insulina e del glucagone, è altrettanto importante in quanto la proteina chinasi attivata (ampk) svolge un ruolo chiave come regolatore della fornitura di energia per le cellule. L'attivazione di ampk stimola la sintesi energetica (atp) nelle cellule. Per fare questo, in mancanza appunto di zuccheri e proteine, utilizza due sistemi: l'ossidazione, cioè l'utilizzo degli acidi grassi, e l'autofagia, cioè l'utilizzo delle sostanze e degli organi intracellulari non più utili al corretto funzionamento della cellula, eseguendo di fatto una "pulizia strategica" intracellulare, permettendo alla cellula stessa un migliore funzionamento.

A causa del suo ruolo del regolatore centrale del metabolismo dei lipidi e del glucosio, l'ampk è considerato un potenziale bersaglio terapeutico per il trattamento del diabete mellito di tipo II, dell'obesità e del cancro. Ampk è stato anche implicato in un certo numero di specie come modulatore critico dell'invecchiamento attraverso le sue interazioni con mtor e sirtuine.

Un altro importante ormone che viene stimolato dal digiuno e risulta fondamentale per la salute e la longevità, è il gh, od ormone della crescita, che ripara il nostro corpo facendolo crescere. Il gh quindi non deve assolutamente essere eccessivamente stimolato in quanto, se da un lato aiuta a crescere e a riparare il nostro organismo, dall'altro ne facilita l'invecchiamento, stimolando in modo eccessivo l'anabolismo e la crescita cellulare. La prima funzione è sempre desiderabile ma la seconda no: se nelle prime fasi della vita o in certe condizioni la crescita è necessaria, con il passare degli anni e in condizioni nutrizionali non carenziali, come quella in cui viviamo oggigiorno, può diventare fonte di invecchiamento e di sviluppo di linee tumorali.

La nostra scelta alimentare deve quindi essere la perfetta mediazione tra la crescita e la longevità. La crescita e la riparazione sono i meccanismi fondamentali per lo sviluppo del nostro fisico e sono indotte da nutrienti quali gli zuccheri e le proteine, che però comportano anche l'invecchiamento a causa della marcata produzione di sostanze di scarto. La longevità, l'omeostasi e l'autofagia, sono meccanismi in grado di mantenere l'organismo in salute e in armonia, allungandone la vita. Questa fase è indotta dalla restrizione calorica e dall'esercizio fisco.
Il perfetto bilanciamento tra queste due differenti fasi rappresenta probabilmente la vera strada che conduce alla longevità.

Dir. Sanitario Dr. Massimo Gualerzi

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