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I controlli da fare al seno per una diagnosi precoce

I controlli da fare al seno per una diagnosi precoce

di PacC

08 Ottobre 2021,09:57

Contenuto sponsorizzato da Publiedi

L’importanza della diagnostica e di un approccio multidisciplinare alla malattia

 

Il tumore alla mammella, seppur in costante aumento anche tra le giovani donne, è sempre più facilmente curabile grazie alle nuove terapie e alle nuove tecniche diagnostiche ma, soprattutto, alla diagnosi precoce

“Uno degli esami più importanti è senza dubbio l’ecografia mammaria” afferma il Dottor Stefano Folzani, Spec. in Radiologia Oncologica del Poliambulatorio Città di Collecchio. L’ecografia mammaria è un’indagine diagnostica, semplice, innocua in quanto non utilizza radiazioni e molto sicura, basandosi sull’emissione di ultrasuoni a bassa frequenza e alta intensità. “L’esame non può in alcun caso provocare danni all’organismo, nemmeno nelle persone in condizioni di grande sensibilità. Gli ultrasuoni sono riflessi in maniera diversa a seconda del tipo di tessuto che colpiscono. Ciò consente di vedere le zone che hanno una diversa densità all’interno delle mammelle, distinguendo tra quelle a contenuto liquido e quelle a contenuto solido quindi alla fine vedendo con grande sensibilità e buona specificità anche le piccole lesioni tumorali”.

Le donne più giovani, i cui tessuti sono solitamente più densi, sono le migliori candidate per l’ecografia, che in questi casi, permette di ottenere anche maggiori informazioni rispetto alla mammografia. 

“Si tratta di un esame che dura circa 15 minuti e può essere ripetuto senza problemi. Proprio per questo motivo, è in discussione la sua introduzione come possibile metodo di screening generalizzato per le donne più giovani” spiega il Radiologo. 

L’ecografia mammaria studia la ghiandola, il suo aspetto e il suo contenuto, ma non è in grado di identificare le micro-calcificazioni, spesso spia di una iniziale lesione tumorale, che infatti si studiano meglio con la mammografia. “Qualora l’esame evidenzi delle alterazioni viene completato con ulteriori accertamenti necessari ad arrivare alla corretta diagnosi come ad esempio una mammografia e una risonanza magnetica della mammella” conclude il Dottor Folzani. Per fare una diagnosi certa di una lesione è comunque sempre necessario eseguire un esame istologico prelevando con una microbiopsia un frammento del tessuto patologico ed analizzarlo al microscopio.

Focus

Prevenzione e salute

Quanto è utile l’ecografia mammaria?

“Rimane un esame indispensabile per le donne sotto i 40 anni, per consentire una diagnosi precoce anche nelle donne giovani, la cui densità ghiandolare non consente una completa valutazione con la mammografia, evitando quindi di sottoporre a indagine radiologica una paziente giovane senza reale beneficio”, suggerisce il Dottor Folzani. “Lo stesso vale per le donne che hanno una elevata densità ghiandolare: la mammografia può risultare poco leggibile e potrebbe essere valutata come ‘negativa’ inducendo una falsa tranquillità”.

È ugualmente importante anche per le over 40 per completare il quadro mammografico al fine di caratterizzare lesioni sospette e poterle eventualmente tipizzare correttamente con la biopsia o l’agoaspirato.

Domanda della Sig.ra Emma da Parma

 

A quale età si consiglia di iniziare i controlli al seno? Ho una figlia di 33 anni e una storia pregressa di tumore al seno. Grazie.”

Risposta del Dottor Stefano Folzani, Spec. in Radiologia Oncologica del Poliambulatorio Città di Collecchio

“I controlli periodici individuali devono iniziare già a 25-30 anni con un’ecografia mammaria annuale e dai 40 anni in poi con una mammografia annuale integrata sempre da un’ecografia. L’età dai 30 ai 50 anni è delicata poiché coesistono patologie benigne (fibroadenomi, cisti, displasia) e neoplastiche”.

 

Il Consiglio dello specialista

Affidarsi ai centri d’eccellenza

“Per un migliore risultato e un approccio personalizzato, diventa fondamentale affidarsi a centri d’elezione specializzati dove è presente un team multidisciplinare di specialisti che affianca la donna in tutte le sue esigenze, non solo mediche (chirurgia e terapie), ma anche psicologiche e sociali, per l’intero percorso di cura, assicurando un supporto continuo alla paziente” suggerisce il Dottor Stefano Folzani. Le ricerche sui tumori della mammella hanno cambiato l’approccio medico e sicuramente chirurgico di questa neoplasia, prediligendo sempre più interventi conservativi e trattamenti individuali basati sulle caratteristiche biologiche di ogni singolo tumore.

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