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Riabilitazione del pavimento pelvico: quando è indicata?

Riabilitazione del pavimento pelvico: quando è indicata?

27 Giugno 2022,09:11

Tratta e previene in modo non invasivo disfunzioni spesso invalidanti

“Possiamo immaginare il pavimento pelvico come un rombo che si estende in tutta la sua area nella zona compresa tra sinfisi pubica e coccige e lateralmente sino alle tuberosità ischiatiche” spiega la Dottoressa Chiara Barbieri, Ostetrica del PacC. “Il pavimento pelvico è costituito da diverse strutture muscolo-connettivali che hanno il compito di contenere i visceri (gli organi della cavità pelvica), garantire un corretto funzionamento degli sfinteri durante l’evacuazione e la minzione e di permettere una vita sessuale soddisfacente.

“Non dobbiamo pensare al pavimento pelvico come a qualcosa di statico, ma piuttosto come ad un’amaca che si adatta e accompagna i cambiamenti di pressione della cavità addominale. Pensiamo durante la gravidanza ai cambiamenti posturali e all’azione degli ormoni nell’imbibire i tessuti rendendoli più morbidi e adatti alla nascita del neonato. Durante la gravidanza, il travaglio e il parto il perineo ha un ruolo fondamentale ed è consigliato prendersene cura” suggerisce l'ostetrica del Poliambulatorio Città di Collecchio.

Anche i muscoli del pavimento pelvico richiedono allenamento. Nella migliore delle ipotesi è sufficiente averne percezione, ma per chi non si è mai soffermato ad ascoltare questa zona del corpo può risultare difficile e una seduta con uno specialista in riabilitazione del pavimento pelvico può fare la differenza.

"In caso di problematiche più importanti, come le situazioni di ipotono e ipertono, sono indicati più incontri con l’ostetrica che in accordo con la paziente decide il percorso riabilitativo più adatto. Per ipotono si intende una condizione di lassità dei muscoli che può causare incontinenza a urine, feci e gas, prolassi, difficoltà o impossibilità di provare piacere durante i rapporti. Con l'ipertono, ossia rigidità, si ha difficoltà alla minzione e all’evacuazione, dolore durante i rapporti, cistiti frequenti e infezioni vaginali recidivanti".

 

IL CONSIGLIO DELLO SPECIALISTA

Non sottovalutare mai il dolore

"Il dolore non è mai un aspetto da sottovalutare, è un messaggio del nostro corpo che qualcosa non sta andando e va sempre ascoltato. Questo vale anche per la dismenorrea, ossia i dolori mestruali, che quando superano una certa soglia di tollerabilità non devono in alcun modo essere considerati la normalità. Questo dolore può arrivare a essere spesso invalidante. La responsabilità di questo dolore è da ricercare in più fattori quali squilibri ormonali, scorretta alimentazione, inadeguata o eccessiva attività fisica e anche in una contrattilità del pavimento pelvico. Per questo in caso di dismenorrea consiglio anche una valutazione del pavimento pelvico" suggerisce la Dottoressa Barbieri.

 

Domanda della Signora Maria Elena da Parma

«A quale età è più indicata una valutazione del pavimento pelvico?»

Risponde Dottoressa Chiara Barbieri, Ostetrica del Poliambulatorio Città di Collecchio

Non c’è limite di età per la valutazione del pavimento pelvico, dall’età fertile, alla menopausa e oltre. Anche quando non si hanno problematiche evidenti un consulto con l’ostetrica può fare la differenza nell’acquisire pratiche quotidiane amiche del pavimento pelvico che possono riguardare la postura come l'alimentazione.

 

FOCUS: SALUTE E BENESSERE

Quali sono le tecniche riabilitative più efficaci?

"Una volta che si è valutata la tonicità dei muscoli del pavimento pelvico e le problematiche riferite dalla paziente si può iniziare un percorso di riabilitazione che, oltre a comprendere anamnesi, valutazione stili di vita, percezione, rilassamenti e stretching, può essere supportato da differenti tecniche" spiega la Dottoressa Barbieri.

"In particolare si possono applicare:

- tecniche manuali ossia manipolazioni interne ed esterne;

- elettrostimolazione è una stimolazione passiva dei muscoli del pavimento pelvico del tutto indolore effettuata attraverso sonde;

- l'elettroporazione che permette di far assorbire creme/gel contenenti principi attivi a livello transdermico e transmucoso;

- la radiofrequenza utilizzata per dolore e altre disfunzioni del pavimento pelvico;

- l’ossigeno terapia associata ad acido ialuronico per trattare problematiche quali secchezza vaginale, lichen, cistite e infezioni vaginali".

© Riproduzione riservata

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