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Quintavalla: "I debiti di Parma Infrastrutture scaricati su Ghirarduzzi"

La candidata al Parlamento europeo con Tsipras: "Ecco la storia di questa vicenda paradossale"

Quintavalla: "I debiti di Parma Infrastrutture scaricati su Ghirarduzzi"
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"I debiti di Parma Infrastrutture non possono essere scaricati su Ghirarduzzi". A dirlo è Cristina Quintavalla, candidata al Parlamento europeo nella lista L'altra Europa con Tsipras.

E' lei a tornare sulla vicenda dello sgombero (non riuscito) dell'artigiano.

"Invio una ricostruzione dettagliata della assegnazione di questi local - scrive Quintavalla -. 

Nel 1979, il Sig. Ghirarduzzi, quale artigiano, veniva incaricato dal Comune (Servizio Asili nido) del compimento di diversi lavori manutentivi presso alcuni immobili comunali (che venivano individuati, d’intesa con l’Amministrazione, in alcuni locali adiacenti all’asilo nido di Via Kennedy, che Ghirarduzzi provvedeva a risanare.
I locali visionati dal Sig. Ghirarduzzi gli venivano concessi in uso e il Comune lo allacciava alla rete dell’energia elettrica.
Il sig. Ghirarduzzi chiedeva di stipulare un regolare contratto di locazione già dal 1985.
In ogni caso, i locali venivano assegnati a Ghirarduzzi con successiva delibera di Giunta municipale n. 3070 del 27.08.1986.
La delibera del 1986 veniva richiamata nella delibera di Giunta municipale n. 3063/94, con la quale si decideva di stipulare un contratto di locazione con il Sig. Ghirarduzzi; contratto, in realtà, mai siglato.
Dopo aver firmato una denuncia di contratto verbale nel 1998, il Comune cambiava idea arrivando al punto di far causa al sig. Ghirarduzzi per risolvere il contratto (2009). Il Tribunale rigettava, però, la domanda del Comune e ordinava la restituzione dell’immobile al Ghirarduzzi.
Nell’agosto 2013, approfittando dell’assenza per ferie del Ghirarduzzi, il Comune disattivava l’allacciamento all’impianto elettrico.
Il Sig. Ghirarduzzi contestava l’improvvisa interruzione dell’energia elettrica.
Qualche settimana dopo il Personale di Parma Infrastrutture effettuava un accesso informale all’immobile per verificare l’allacciamento all’impianto elettrico; al termine dell’accesso informale, senza redigere alcun verbale, si concordava di programmare un ulteriore sopralluogo presso l’immobile, alla presenza di un Tecnico di fiducia di Ghirarduzzi.
Tuttavia, poco dopo, il Comune di Parma contestava al sig. Ghirarduzzi di occupare senza titolo l’immobile, e di averlo abusivamente allacciato alla rete elettrica.
Nonostante tutto, il sig. Ghirarduzzi ribadiva, nei giorni seguenti, la propria disponibilità ad un’ulteriore verifica, in presenza di un suo Tecnico; il Comune non rispondeva, e poco tempo dopo gli notificava una “Ordinanza di sgombero”.
L’ordinanza risultava fondata su una non conosciuta relazione tecnica di Parma Infrastrutture.
Il Sig. Ghirarduzzi chiedeva all’Amministrazione di annullare l’Ordinanza di sgombero e di avere copia della sconosciuta relazione tecnica sulla stato dei luoghi.
Ad oggi, il Ghirarduzzi non ha avuto risposta alla propria istanza di riesame dell’ordinanza e presenterà ricorso al TAR nei prossimi giorni."

"Si tratta di una vicenda paradossale, che potrebbe essere oggetto di una rappresentazione teatrale, se di mezzo non ci fosse la storia di una persona e della sua famiglia.
Si tratta soprattutto di una spregiudicata gestione del patrimonio del Comune da parte della società Parma Infrastrutture, che, indebitata per oltre 26 milioni, va alla ricerca di immobili da alienare, nel tentativo di reperire risorse. Non ha in realtà prospettive di ripianamento del suo ingente debito, perchè Parma Infrastrutture è una società-farsa: non ha sostanzialmente entrate proprie, ha avuto bisogno di continue iniezioni di capitali da parte dell'Amministrazione comunale, che per rianimarla ha ceduto progressivamente quote azionarie che deteneva nel colosso IREN, pari a circa 20.275.703 azioni.
Oggi Parma Infrastrutture detiene circa l'1,71 % del capitale sociale di IREN e si trova in una situazione paradossale. Da un lato ha dovuto cedere parte di queste azioni Iren in nuda proprietà alle banche con cui era indebitata. Dall'altro le sue principali entrate sono costituite dai DIVIDENDI IREN, vale a dire che Parma Infrastrutture (e con essa il Comune di Parma) ha interesse alla maggiore quotazione azioni Iren, per usufruire dei maggiori dividendi.
Infatti nel periodo in cui le lotte contro inceneritore furono più intense, e più problematica appariva la risoluzione della vertenza sull'inceneritore (marzo12), le azioni Iren hanno realizzato un minusvalore, (da 1 euro ad azione a 0,70 centesimi), le banche, che avevano avuto in pegno le azioni, richiesero all'Amministrazione comunale di coprire la differenza di valore.
Di questa politica sciagurata devono pagare il prezzo Ghirarduzzi e la sua famiglia, che, una volta sfrattati lasceranno liberi i locali, che potranno essere venduti?
Naturalmente appare ancora una volta incomprensibile il cinismo di questa giunta, che aziona la leva degli sgomberi senza alcuna considerazione di giustizia sociale, e senza ricercare soluzioni concordate, nello stesso modo in cui operavano le precedenti giunte di centro destra."

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • presente

    19 Aprile @ 13.08

    @Alberto, a parte il fatto che il termine corretto è USUCAPIONE, poi visto che, come dice lei, il Comune, gli ha concesso FORSE in uso il locale, di fatto decade l' usucapione, che pure decade se in questi anni, il Comune ha reclamato, amche con una sola missiva la proprietà dei locali. @19/04/1014 ore 11.47 concordo con lei pienamente...... Ora i sinistroidi del Sovescio stanno facendo la guardia al loro compagno.... Fulgido esempio di democrazia....

    Rispondi

  • gherlan

    19 Aprile @ 11.47

    purtroppo la Quintavalla pensa ancora che possedere una certa, ben nota, tessera politica abiliti al godimento di qualsivoglia diritto

    Rispondi

  • Alberto

    19 Aprile @ 11.02

    Andiamo indietro nella storia... io non ero neppure a Parma quando è iniziata... Ci sarebbero forse i presupposti per usocapione, visto che il Comune gli ha dati in uso nel lontano 1979. Comunque non è una occupazione abusiva, ma una persona che sta lì da 30 anni...

    Rispondi

  • Davide

    19 Aprile @ 08.42

    Per anni c'è chi ha pagato regolarmente gli affitti sia per vivere che per lavorare. Questo qui ha usufruito di capitali pubblici( mantenuti dalla collettività ) e adesso che non lo può più fare fa anche la vittima!!!!!!! Ma per piacere!!!!!!!! Vergogna!!!!!!

    Rispondi

  • presente

    19 Aprile @ 00.49

    Ma perchè difendere una persona che, a leggere l'articolo, occupa ABUSIVAMENTE un immobile di proprietà pubblica???? Grazie sig.ra Quintavalla, ora, a leggere la storia tutto appare chiaro: edificio abusivamente occupato e allaccio alle utenze altrettanto abusivo. Adesso si capisce come mai tanta mobilitazione da parte del "servizio d' ordine" del Sovescio,. Comunque è ovvio che i vigili abbiano dovuto " congelare " lo sfratto è stato proposto un ricorso al TAR per un accesso ad atti che.... sempre a leggere dal racconto NON ESISTONO!!!!! Bene, è solo questione di tempo!!!! Sfratto, anzi sgombero immediato se verrà accertata la non idoneità dei luoghi. A proposito, se gli allacci della corrente, come dice il comune, sono abusivi, il minimo sarebbe addebitargli tutti gli anni di mancato pagamento delle bollette

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