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Appello Ruby: nuove condanne (ridotte) per Fede, Minetti e Mora

Appello Ruby: nuove condanne (ridotte) per Fede, Minetti e Mora
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(ANSA) - MILANO, 13 NOV - La Corte d’Appello di Milano con la sentenza sul caso Ruby ha ridotto le pene inflitte in primo grado a Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede. L’ex direttore del Tg4, che era stato condannato a 7 anni nel luglio 2013, oggi è stato condannato a 4 anni e 10 mesi, mentre per Nicole Minetti la pena passa da 5 anni a 3 anni. A Mora, invece, condannato in primo grado a 7 anni, è stata inflitta la pena di 6 anni e un mese che comprende però anche la pena in continuazione per la bancarotta della sua società

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  • Bach

    13 Novembre @ 16.50

    Rimangono due fatti, sig. gigiprimo: 1) che codesti signori (i condannati) hanno fatto una figuraccia indegna e 2) per gli stessi fatti il fruitore ultimo di tali porcherie non ha pagato e non pagherà.

    Rispondi

    • Medioman

      14 Novembre @ 09.16

      Signor Bach, in Italia si discute di matrimoni omosessuali "perché lo fanno in tutta Europa", però non si discute di legalizzazione della prostituzione per lo stesso motivo; perché?? Sarà forse per "eterofobia"? Quanto poi alla "povera minorenne" che, secondo alcuni, a diciassette anni aveva già molta "esperienza" .... le sembra veramente così bisognosa di "tutela"? Secondo me, le vere porcherie sono quelle degli ipocriti che, non avendo reali argomenti, si affidano a questo gossip di basso livello, per prenderci in giro e fare i loro reali "porci comodi".

      Rispondi

  • gigiprimo

    13 Novembre @ 13.40

    vignolipierluigi@alice.it

    Ma scusate, la notizia mi sembra sia: Ridotte le condanne per.....................................................?

    Rispondi

    • 13 Novembre @ 13.43

      Mi pare che la notizia di un processo sia innanzitutto condanna o asoluzione. Quanto alla riduzione delle pene è esattamente all'inizio dell'articolo

      Rispondi

      • gigiprimo

        13 Novembre @ 14.04

        vignolipierluigi@alice.it

        contenti voi..................................................ma il titolo è quello che conta e se i giudici hanno pensato che la prima sezione ha avuto la mano pesante, perché non evidenziarlo nel titolo? comunque grazie!

        Rispondi

        • 13 Novembre @ 14.08

          Non sono nè contento nè scontento, perchè non ero nè imputato nè parte lesa.....Se il titolo è quello che conta, lì va messa la cosa più importante: per Berlusconi abbiamo scritto "Assolto". E per dimostrarle che nulla di questa vicenda ci fa venire in tasca alcunchè le ho pure allungato il titolo. Ma quando torneremo in posizioni in cui occorrono meno parole, tornerò alla sintesi (e alla gerarchia) iniziale. Ricambio i ringraziamenti.

          Rispondi

        • gigiprimo

          13 Novembre @ 15.04

          vignolipierluigi@alice.it

          Nel lontano 1960 ca., al Melloni, c'era un Professore (non ricordo il cognome) che in classe aveva iniziato una scuola di giornalismo (forse Bellè lo ricorda) e penso spiegasse che nel titolo sta la notizia. Ora fra il titolo esistente: 'Appello Ruby: nuove condanne per Fede, Minetti e Mora' e: 'Appello Ruby: pene ridotte per Fede, Minetti e Mora' non vedo dove sta il problema di spazio! Però mi scusi ancora perché pensare che a Lei venga in tasca qualcosa? e poi che cosa è la 'gerarchia'? Auguri!

          Rispondi

        • 13 Novembre @ 18.57

          1) Nel titolo sta la notizia. Sono d'accordo: la notizia dell'appello di Berlusconi era la sua assoluzione, che ribaltava la sentenza di primo grado. La notizia di questo appello sta nelle condanne, anche proprio in relazione a quella assoluzione. 2) Che le pene siano state ridotte non mi pare che nessuno lo abbia nascosto 3) IL problema dello spazio sta nel fatto che nella nostra home page un titolo cambia posizione man mano che altre nuove notizie lo spingono giù. E non tutte le posizioni consentono titoli della stessa lunghezza: così, tanto più in una giornata abbastanza caotica per le vicende del maltempo, cerchiamo di fare un titolo che non ci obblighi ad intervenire ogni volta che la notizia cambia posizione. Ad esempio, il titolo sul caso Salvini a un certo punto risultava mozzato e abbiamo dovuto riscriverlo: sono cose che cerchiamo di evitare 4) La gerarchia è quella che i miei professori di giornalismo (non ho fatto il Melloni, ma credo cce ne fossero anche altrove) mi hanno insegnato:partire dalla cosa più importante. Per me la cosa più importante era nelle settimane scorse l'assoluzione di Berlusconi e oggi sono le condanne. Per lei sono le pene ridotte ? Benissimo: io resto della mia idea. 5) Il "non mi viene in tasca nulla" l'ho voluto sottolineare perchè di fronte al suo insistere ho voluto ben precisare che, non essendo un quotidiano di partito, la scelta (condivisibile o no) era strettamente giornalistica: appunto sulla base della "gerarchia" fra gli elementi della notizia (sempre secondo noi, ovviamente) 6) Grazie degli auguri, che ricambio

          Rispondi

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