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Canna libera: perché non condividiamo il sindaco

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"Il sindaco: sì alla canna libera". E' il titolo che apre oggi la nostra Gazzetta, dopo che Federico Pizzarotti è  stato ieri il primo sindaco italiano a sottoscrivere la raccolta firme promossa dal comitato «Legalizziamo.it» per regolamentare la produzione, il consumo e il commercio di cannabis e dei suoi derivati.  E questa notte all'una il sindaco Pizzarotti ha postato sul suo profilo facebook un commento sulla nostra prima pagina odierna. Questo il testo di Pizzarotti:

Ecco la correttezza della Gazzetta di Parma che per rafforzare la "sua" opinione stravolge il mio messaggio e mi mette in bocca parole stereotipate.
Ma andiamo con ordine.
Come alcuni di voi avranno letto, ieri ho firmato l’iniziativa di legge popolare per la legalizzazione della cannabis. Questa proposta va a sostenere un’altra proposta di legge già depositata in Parlamento con ben 240 firmatari.

Una buona politica si basa non su supposizioni, su stereotipi spesso retrogradi o bigotti, ma su dati, su esperienze di successo. Larga parte del mondo occidentale ha già intrapreso da tempo un percorso di legalizzazione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Perfino negli Stati Uniti, spesso più conservatori rispetto all’Europa, si è scelta questa strada. Il National Institute of Drugs Abuse ha monitorato gli effetti della legalizzazione della cannabis e i risultati sono straordinari. In Colorado, il primo Stato ad aver legalizzato, in soli 2 anni i consumatori sono calati del 11,5%. Questa tendenza è seguita in tutti gli altri stati che hanno scelto la via della legalizzazione.

Ma veniamo a casa nostra. La Direzione Nazionale Antimafia, nella sua ultima relazione annuale, parla di “totale fallimento dell’azione represssiva”. Salendo di livello, Kofi Annan, già Segretario delle Nazioni Unite sostiene che “La guerra alle droghe ha fallito dovunque nel mondo”.

E allora vorrei dire al direttore Brambilla, che anche se con quel titolo lascia intendere che il mio sostegno alla legge sia un sostegno al consumo, i fatti dicono che legalizzare è l’unico strumento con il quale, dati alla mano, si può gestire il fenomeno, arginare l’abuso e anzi, diminuire il numero dei consumatori e togliere la produzione e distribuzione alla criminalità.

Concludo aggiungendo che se ritiene che il mio appoggio sia un incentivo al consumo, vale lo stesso per tutti i parlamentari dei vari schieramenti che hanno sottoscritto la legge, oltre alla maggioranza degli americani che sostengono di essere favorevoli avendo visto come gli effetti siano positivi. Sono tutti "sfattoni"?

Arrestiamo tutti i consumatori? Perché anche la dose personale sarebbe fuori legge secondo loro. Quando usciranno dal carcere saranno migliori? Avranno" imparato la lezione" che il sistema vuole imporre?

Vogliamo migliorare la sicurezza? Vogliamo togliere lo spaccio dalla strada? Normare la produzione, vendita e consumo lo farebbe.

Io non ho mai usato nessuna droga, ma difenderò sempre una battaglia per la civiltà di un consumo consapevole e per fare uscire questo commercio dal sommerso.
Chi nasconde la testa sotto convenzioni fuori dal tempo non tutela la nostra comunità, ma solo il suo pensiero.

Ps. E dopo che vi sarete documenti, ed essendo giornalisti "dovreste" averlo fatto, visto che tra i firmatari ci sono anche i parlamentari Maestri e Romanini, aspetto il titolo e le paginone anche per loro.​

......... Alle accuse specifiche alla Gazzetta, risponderà domani con un nuovo editoriale Michele Brambilla. Ma intanto, già oggi in prima pagina il nostro direttore ha spiegato la posizione della Gazzetta rispetto alla scelta del primo cittadino:

Ma la “vera emergenza” non era il consumo? - editoriale di Michele Brambilla

Sulla massiccia presenza di spacciatori in giro per la città, un fenomeno che (giustamente) preoccupa tanti parmigiani, il sindaco aveva più volte detto una cosa intelligente: va bene chiedere più poliziotti per le strade, ma attenzione che non è una questione solo di ordine pubblico; se ci sono tanti spacciatori, vuol dire che ci sono tanti consumatori, e quindi interroghiamoci su che cosa c'è che non funziona nella società.
Ho sintetizzato, ma il concetto era questo. Ed era un concetto, come ho detto, intelligente, almeno a mio parere. Poneva l'accento sulla vera emergenza: che è il consumo di droga, non la presenza di spacciatori. Non capire questo, e pensare il contrario, è come fissarsi sul classico dito che indica la luna, e non sulla luna medesima.
Ieri però, firmando la proposta di legge sulla liberalizzazione della cannabis, il sindaco non solo ha fatto una sciocchezza (sempre secondo il sottoscritto) ma ha smentito se stesso. Cerco di spiegare perché.
La liberalizzazione delle cosiddette droghe leggere - battaglia portata avanti da decenni da molti politici - è un grosso errore per almeno due motivi. Il primo è di natura clinica. Come sanno e (invano) ripetono gli scienziati, anche le cosiddette droghe leggere fanno male. È vero che la marijuana può essere utilizzata a scopi terapeutici: ma se sintetizzata e somministrata da medici. Molti farmaci sono derivati dall'oppio: ma sono appunto farmaci, lavorati e dosati nel modo giusto. Farsi una canna, invece, non fa mai bene: non lo fa per gli effetti che produce subito nel cervello, e non lo fa per gli effetti che produce a lungo termine da un punto di vista psicologico, perché abitua all'uso delle droghe. Questo dicono tutti gli studiosi che si occupano di dipendenze.
Legalizzare la cannabis è un grosso errore perché le leggi fanno cultura: se una cosa è legale, ci si convince che sia anche una cosa buona. La marijuana libera convincerà molti ragazzi che farsi una canna è come fumare una sigaretta o bere una birra: e invece non è così, neanche se una tantum.
Il sindaco dice: liberalizzando, si tolgono gli spacciatori dalle strade. Come dire: chi se ne frega se i ragazzi si drogano, l'importante è che non si veda. Eh no. A noi il decoro delle strade sta a cuore. Ma i nostri ragazzi molto di più. 
michele.brambilla@gazzettadiparma.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • ubaldo degli ubaldi

    30 Aprile @ 23.47

    Mha! l'unico salsese in cui credo è il pizzaiolo dell'incontro!

    Rispondi

  • fausto

    30 Aprile @ 20.12

    Penso che questa sarà l'unica iniziativa di Pizzarotti di cui rimarrà memoria (se ci sono altre cose che che ha fatto per Parma e che ritiene che meritino di essere ricordate, al di la della normale amministrazione che come cittadino me la aspetto e la pretendo 'compresa nel prezzo', gli sarei grato se le elencasse anche per punti in risposta alla presente). Personalmente e per quel poco che vale credo che Pizzarotti abbia perso un'occasione per tacere, perchè un sindaco di Parma che non è capace di rendere decoroso Piazzale della Pace (la lista potrebbe essere molto lunga, ma cito solo questo perchè tutti penso che abbiamo potuto sperimentare il degrado totale), farebbe meglio a chiedersi se non era meglio se continuava a fare il programmatore software, anziche cimentarsi a pontificare su temi che, come si può intuire anche dai commenti, nessuno lo considera all'altezza. In sintesi, senza voler entrare nel merito, la considero l'opinione di una persona che non ha alcun titolo e preparazione a pontificare in questa materia e che avrebbe fatto bene esprimersi a titolo personale e privato. Spendo invece una parola positiva per la Gazzetta, poichè ha preso posizione cosa che non sempre capita e che più volte ho avuto modo di criticare (e anche in questo caso volutamente non entro nel merito non avendone alcuna competenza),.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    30 Aprile @ 19.26

    SAREBBE ORA ANCHE ORA DI FINIRLA CON LA BALLA CHE LA LEGALIZZAZIONE SAREBBE UN DANNO PER LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA ! AL CONTRARIO ! SAREBBE UN GROSSO FAVORE , perché la droga continuerebbe ad essere fornita da loro , solo che , invece di farlo clandestinamente , potrebbero farlo alla luce del sole. La cannabis coltivata dallo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze non basta neanche per un condominio . Con la legalizzazione , la Camorra potrebbe trasformare , nella "terra dei fuochi" , le coltivazioni di pomodoro San Marzano in coltivazioni di canapa .

    Rispondi

  • Marco

    30 Aprile @ 18.51

    Se la gente si informasse prima di aprir bocca si direbbero molte meno fandonie: storicamente la 'droga' di cui stiamo parlando è stata ostracizzata dalle case farmaceutiche e petrolchimiche dalla società per i suoi effetti benefici (può rimpiazzare vari tipi di farmaci) e per la versatilità del suo utilizzo (con essa si possono ottenere tessuti morbidi come la seta e mescole dure da poter costruire pneumatici). Se chiedete a vostra nonna se quando era giovane lavorava la canapa a livello tessile, lei vi risponderà sicuramente di si. Se chiedete ad una persona con problemi spastici se utilizza questo tipo di 'droga' vi dirà sicuramente che ha effetti benefici sul suo organismo. Poi chiaramente l' abuso di qualsiasi sostanza è nocivo per il nostro organismo, che sia alcol, torta sbrisolona o cavallo pesto. Ognuno dovrebbe essere libero e responsabile di utilizzare qualsiasi sostanza, chiaramente nel rispetto di chi ci sta attorno.

    Rispondi

  • Uccio

    30 Aprile @ 18.10

    Gazzetta di Parma...allora lo fai il titolo coi firmatari onorevoli del PD di Parma? A volte mi rispondi dicendomi che non sono argomenti pertinenti..altre volte mi censuri; ti chiedo solo la verità.

    Rispondi

    • 30 Aprile @ 22.12

      REDAZIONE- Domani vai in edicola e avrai la risposta. Quanto alla censura, sono strasicuro che ci accusa di farlo se avesse un suo sito censurerebbe 10 volte tanto. Buona serata, professore anonimo

      Rispondi

      • marco

        01 Maggio @ 11.51

        giugno è vicino

        Rispondi

        • luigi

          02 Maggio @ 21.39

          Mi avete incuriosito: cosa succede a Giugno?

          Rispondi

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