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Inceneritore, a voi la parola. Il nostro sondaggio

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Torna al centro del dibattito, l'inceneritore di Ugozzolo. Scadrà a breve l'accordo che prevede un tetto massimo ai conferimenti di rifiuti all'impianto parmigiano, e se Iren mira all'abolizione della quota delle 130mila tonnellate e a far lavorare l'inceneritore a pieno regime, il Comune si impunta sul mantenimento dei limiti attuali.

Che a Ugozzolo non arrivino più rifiuti di quelli di oggi, lo chiedono anche due delle maggiori aziende del territorio, Barilla e Chiesi. E ora la parola tocca ai lettori: rispondete alle domande del nostro doppio sondaggio.

Domanda 1: Iren vuole potenziare lo smaltimento di rifiuti a Ugozzolo: siete d’accordo? 

Domanda 2: La creazione di una cittadella di smaltimento rifiuti danneggerebbe l’immagine di Parma capitale della gastronomia? 

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  • simone

    07 Luglio @ 09.47

    io credo che nicola martini abbia ragione. la favola dei rifiuti zero non è al momento realizzabile. Verosimilmente ci vorranno anni e leggi che vietino la produzione di tanti prodotti che sono difficilmente smaltibili o riciclabili. Tuttavia i commenti che ho letto non tengono conto della specificità di questo territorio. Cioè il fatto che Inceneritore e Barilla sono nei fatti dirimpettai possono farsi "ciao ciao" dalla finestra è una cosa sorprendente per chiunque percorra la autostrada. L'inceneritore oggi è qualcosa di cui non si può fare a meno, d'accordo... ma bisognava farlo per forza a 1 km dalla maggiore industria ALIMENTARE del distretto agroalimentare parma? Non dovevano ipotizzare un sito più distante dalla città?

    Rispondi

    • Nicola Martini

      07 Luglio @ 14.24

      Sig. Simone, concordo con lei che la posizione vista autostrada accanto alla Barilla non sia stata una scelta azzeccata. Il posizionamento nel Comune di Parma fu dettato, vado a memoria, da due elementi, uno di carattere maggiormente "etico-logistico" l'altro di tipo tecnico. Quello "etico-logistico" riguarda l'inserimento dell'impianto nella realtà in cui la maggioranza dei rifiuti viene prodotta ovvero il Capoluogo. Dal punto di vista tecnico, poi, non si sarebbe potuto costruire l'impianto distante dalla città, pena l'impossibilità di sfruttare a pieno la produzione di calore per il teleriscaldamento, il quale ha un effetto positivo sotto il profilo ambientale. Vi sono peraltro altre criticità a mio modesto avviso, tra le quali l'aver affidato il sistema di raccolta allo stesso soggetto proprietario dell'impianto d'incenerimento, ingenerando (quantomeno potenzialmente) un conflitto d'interesse, in capo ad una società che genera profitto il cui azionariato pubblico non è scontato.

      Rispondi

  • leoprimo

    06 Luglio @ 15.38

    Quante belle parole per non voler dire che il sistema di incenerire i rifiuti è ormai, ovunque, considerato obsoleto e dannoso. Diverso è se si vuol prender le parti di chi, l'inceneritore l'ha fortemente voluto: il Pd e chi ha fatto buon viso quando invece poteva interloquire efficacemente: la Giunta VIgnali. Voglio sperare che i difensori strenui lo facciano inconsapevolmente, per mancanza di informazione e non per calcolo politico, diversamente ci troveremmo di fronte al " trinaciturismo " di guareschiana memoria. .

    Rispondi

    • Filippo

      06 Luglio @ 19.48

      “il sistema di incenerire i rifiuti è ormai, ovunque, considerato obsoleto e dannoso”: tu che invece sei così informato, spiega a noi ignoranti quali sistemi abbiano soppiantato l’incenerimento del residuo. O vorrai farci credere davvero alla colossale utopia dei rifiuti zero?!

      Rispondi

      • leoprimo

        06 Luglio @ 22.51

        Rifiuti 0 è una utopia per quelli come te esiste in Germania il trattamento biomeccanico dei rifiuti ma si sa purtroppo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere.

        Rispondi

        • Filippo

          09 Luglio @ 07.25

          Se esiste il trattamento biomeccanico dei rifiuti, è perché rifiuti 0 è una utopia demagogica: chiarisciti le idee.

          Rispondi

    • Nicola Martini

      06 Luglio @ 19.39

      Sig. Leoprimo penso che ognuno sia libero di avere le proprie opinioni. Detto ciò, il fatto che l'incenerimento sia considerato ovunque dannoso e obsoleto non credo corrisponda del tutto a realtà. Non a caso nel 2017 a Copenaghen è stato attivato un impianto d'incenerimento in prossimità della città. Il concetto rifiuti 0 ora purtroppo non esiste, lo si potrà raggiungere fra anni a seguito di politiche stringenti sulla produzione degli imballaggi e altri interventi di un certo rilievo. A Parma, nonostante un sistema spinto di raccolta, il residuo è del 20-25% il che equivale a ca. 48.000 t/anno di pattume provinciale non riciclabile. Se non lo si incenerisce l'alternativa è la discarica, impianto tutt'altro che salubre sopratutto in zone ricche d'acqua come la Pianura Padana. Detto ciò, sarei curioso di vedere chi oggi sarebbe accusato di "trinaciturismo" da Guareschi dinanzi a 48.000 t di pattume da smaltire. Temo che la sindrome NIMBY oggigiorno sia piuttosto diffusa. Buona serata.

      Rispondi

      • leoprimo

        06 Luglio @ 23.02

        Si ripassi la sindrome Nimby l'interesse dell'inceneritore è solo per gli azionisti Iren. L'alternativa è il trattamento biomeccanico dei ridiuti. Per un inceneritore aperto a Copenaghen, ne sono stati chiusi emessi fuori legge diversi anche se, ad oggi, le emissioni dell'inceneritore di Ugozzolo in rapporto alle quantità combuste non sono a rischio per l'ambiente: studi alla mano. La mia disquisizione nasceva perché tutti i politici che lo hanno voluto, ora sono scomparsi, ciechi ed obbedienti al partito e poi persi nell'olio della disfatta. Sarcasmo a parte, la salute pubblica viene prima del problema rifiuti e se solo esiste una alternativa ad un inceneritore come quello di Ugozzolo meglio studiarla senza difese aprioristiche che, per quanto dotte, sono sempre un pochino pelose.

        Rispondi

        • Nicola Martini

          07 Luglio @ 14.06

          Sig. Leoprimo non ho bisogno di ripassarmi detta sindrome, dato che ne abbiamo avuto un esempio tipico nella campagna elettorale 2012, dove tra le alternative si era pure ipotizzato l'incenerimento in Olanda per l'immondizia parmense. Non intendo difendere quei politici scomparsi ma sull'inceneritore avevano ragione. Copenaghen è un esempio di come non sia follia utilizzare l'incenerimento, il quale è un male necessario in vista (speriamo) di sistemi che possano portare ad un azzeramento o quasi della parte residua. Per ora non è così, anche con il trattamento meccanico biologico tant'è che il nostro impianto non brucia c.d. tal quale (come Piacenza) ma rifiuto differenziato e trattato appunto da TMB. Per questo mi chiedevo chi sarebbe stato tacciato da Guareschi di trinariciutismo nel mio post precedente. Qui ci sono 48.000 t/anno da smaltire e per la tutela della salute pubblica per me sarebbe follia inviarle in una discarica, che è l'alternativa attuale all'inceneritore. La saluto.

          Rispondi

  • Domenico

    06 Luglio @ 14.38

    I RIFIUTI CI SONO NON POSSIAMO NASCONDERCI DIETRO UN DITO E FINO CHE NON TROVEREMO UN SISTEMA MIGLIORE E C'E' BASTA CHE LA GENTE ADOTTI SISTEMI INTELLIGENTI DOBBIAMO ELIMINARLI E NON E' CHE RISULTIAMO STUPIDI SE LO FACCIAMO MA AL CONTRARIO LO SIAMO SE NON LO FACCIAMO E NE RIMARREMO SEPPELLITI

    Rispondi

  • Michele

    05 Luglio @ 23.18

    pizzarotto2018@libero.it

    Item ha già triplicato do fatto il materiale da bruciare. Con il BENESTARE di pizzarotti. Il sindaco pinocchio !!! Quello che lo dovevo chiudere... poi affamate. .... ora li ha fatto diventare OBESO.

    Rispondi

  • Gio

    05 Luglio @ 22.06

    Giorgio R.

    No no no no non va bene aver più rifiuti a Ugozzolo

    Rispondi

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