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Oltretorrente, torna il festival del diritto al cibo

Oltretorrente, torna il festival del diritto al cibo
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Giorgia C. Facchinetti
Un Festival per il diritto al cibo. Tre giorni in cui il tema della sovranità alimentare sarà posto al centro dell’attenzione di tutta la cittadinanza tramite un fitto calendario di incontri, dibattiti, lezioni accademiche, ma anche spettacoli teatrali e mostra mercato di prodotti alimentari locali, nazionali e del sud del mondo.
Teatro degli incontri nei giorni - da domani a domenica -sarà piazzale Picelli. Il Festival, organizzato dall’associazione Cibo per Tutti, da Terre di Mezzo, è realizzato in collaborazione con la Provincia di Parma, con il patrocinio del Comune e il sostegno di Fondazione Cariparma e Forum Solidarietà, da quest’anno si avvale anche della partnership del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare. Nonostante oggi il mondo produca cibo per sfamare dodici miliardi di persone, il sistema economico attuale porta milioni di persone a morire di fame mentre l’obesità diventa una piaga nei paesi più ricchi. E’ quindi strategico  attuare un nuovo modello di produzione e distribuzione al cui centro ci sia la popolazione locale. Come rilevato dallo stesso vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari «Parma città di eccellenza nell’agroalimentare si fa anche promotrice di una "democrazia alimentare". L’economia sociale non è un progetto, ma una realtà che contraddistingue la nostra produzione è che dovrebbe essere il punto fermo di tutta la filiera mondiale». «Kuminda lancia un messaggio forte e molto attuale, quello del diritto al cibo - sottolinea ancora l’assessore comunale Cristina Sassi - Abbiamo scelto piazzale Picelli sia perché è una zona storica della nostra città, sia perché proprio lì vicino si trova una mensa che ogni giorno sfama gente che cibo non ne ha». Mentre Fulvia Cavalieri di Cibo parla di distinzione sbagliata tra sud e resto del mondo «Dobbiamo cambiare l’ottica con cui parliamo di aiuti a quei paesi che sono da considerare partner perché il mondo è uno solo. O ci salviamo tutti o non si salva nessuno». Presente alla presentazione del festival anche Giovanni Petrini della redazione di Terre di Mezzo «La qualità del prodotto è un’ottima carta per avvicinare il consumatore anche in tempi di crisi. Le persone sono disposte a spendere di più se un cibo è sano e prestano oggi molta attenzione a tutta la filiera produttiva». «Una delle chiavi di successo del festival è la capacità di creare relazioni fra le associazioni e fra queste e istituzioni e imprese» - ha ricordato poi Arnaldo Conforti di Forum Solidarietà. Importante sostegno alla manifestazione viene inoltre dalla Fondazione Cariparma che, come specificato da Enore Guerra «Da tempo ha rivolto lo sguardo a questo mondo pieno di bisogni in cui non è più accettabile che si muoia per fame o per obesità. Valore intrinseco di Kuminda è quello di trattare il cibo nel rispetto delle culture».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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