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Patto di sangue con la città: Avis, una storia lunga 65 anni

Patto di sangue con la città: Avis, una storia lunga 65 anni
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Una parmigianissima linea rossa lunga 65 anni. Una storia appassionata fatta di volontariato, generosità, dedizione, attaccamento ai principi veri della solidarietà e al valore della vita. Questo, in sintesi,  il profondo significato del volume «Quella parmigianissima linea rossa. Sessantacinque  anni dell’Avis comunale». 
La pubblicazione, curata da Lorenzo Sartorio, sarà presentata  alla «Corale Verdi»,  sabato alle 21 e sarà in edicola da lunedì, in abbinamento alla Gazzetta di Parma,  al prezzo di 8,80 euro più il costo del giornale.  Il libro, che riporta in apertura  i saluti del presidente dell’Avis Comunale Doriano Campanini, del segretario generale del Comune di Parma Michele Pinzuti, del presidente della Provincia  Vincenzo Bernazzoli, del prefetto Luigi Viana, del vescovo Enrico Solmi, dell'ex presidente dell’Ordine dei medici Tiberio d’Aloia e del presidente dell’Avis provinciale Giuseppe Scaltriti,  non solo  racconta la vita  dell’Avis targata Parma,  ma è pure uno spaccato della storia parmigiana dal 1946 al 2011.
 Per i caratteri  di  «Graphital»,  corredato da foto d’epoca della città e degli storici appuntamenti avisini, oltre che di altre immagini a colori  degli eventi più recenti che hanno caratterizzato e stanno caratterizzando l'Avis comunale,  il volume racconta  la tappe più salienti di un sodalizio che è entrato a far parte della cultura e della memoria di tutti i parmigiani. I primi passi dell’Avis sono accompagnati da immagini dei personaggi pionieristici che hanno fatto grande il sodalizio : dal professor Laurinsich, al dottor Walter Torsiglieri, al professor Giovanni Razzaboni. E ancora : Virginio Barbieri, Corrado Mingori, Franco Villani, Mario Gandini, Maurizio Vescovi,  Cristina Sassi, Romano Giordani  per  arrivare all’attuale presidente  Doriano Campanini.
Veramente  simpatico e interessante il capitolo che racconta il nostro Paese e Parma nel 1951, anno del battesimo ufficiale dell’Avis ducale. In questo spaccato di storia parmigiana non potevano  mancare  i personaggi-simbolo  della nostra città in quegli anni: Giovannino Guareschi,  la famiglia Barilla, Pietrino Bianchi, Baldassarre Molossi, i fratelli Clerici,  i vari attori dialettali quali Montacchini e Cilièn , i crociati del tempo che calcavano l’erba del «Tardini» e tanti altri ancora. 
Una  citazione di tutto riguardo è dedicata ai primi donatori in assoluto, e cioè ai facchini della Ghiaia e della «Piccola velocità» che,  di volta in volta, venivano precettati per fare le donazioni dal solerte Walter Torsiglieri che, per scovare i suoi donatori,  si doveva spostare in bici da un’osteria all’altra . E poi la cronistoria avisina con i vari avvenimenti  di tutti questi anni: incontri, cene sociali, convegni,  feste,  manifestazioni culturali,  sportive e ludiche. E inoltre: i premi «Avis Santa Lucia - Sergio Dazzi» e «Avis Padre Lino»,  i personaggi simbolo del mondo avisino  e infine il «pianeta Ghiaia» che ha rappresentato per diverso tempo l’habitat dei primi donatori e dei primi sostenitori avisini. 
E poi l’Avis del terzo millennio con il suo sguardo rivolto ai giovani e ai nuovi parmigiani, i rapporti con le istituzioni , la continua e scrupolosa  attenzione per la ricerca scientifica  legata al dono del sangue, la comunicazione che ha dovuto fare i conti con l’informatica e i testimonial che, in questi anni, si sono succeduti per promuovere  la filosofia della donazione: dalle graziose miss, ad atleti gialloblù di diverse discipline,  al trio parmigiano per eccellenza composto da Alberto Michelotti, Michele Pertusi e dal «Dsèvod». Un capitolo è dedicato a tutti i gruppi avisini presenti a Parma con la loro storia, le loro prospettive,  i loro piccoli - grandi successi e i loro personaggi.
Non poteva mancare un appendice «pramzana dal sas» dedicata al «carburante» dei donatori di ieri e di oggi, «al caval pìst»,  con  una ricerca storica su questo cibo consumato prevalentemente nella nostra città, i suoi « templi» e le sue ricette. Enrico  Maletti e Cristina Cabassa, per dare un ulteriore tocco di parmigianità alla pubblicazione, l'hanno voluta  firmare da stilisti del dialetto con due deliziose  poesie che profumano di  altruismo, di  generosità e di vita. Proprio come l'Avis.

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