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Morte improvvisa

Caffarra, oggi la camera ardente, sabato i funerali - I messaggi di cordoglio - Le foto

Il ricordo del vescovo Solmi (Video)

Morto arcivescovo emerito Bologna Caffarra
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E’ morto l’arcivescovo emerito di Bologna Carlo Caffarra. Aveva 79 anni e aveva guidato l'arcidiocesi del capoluogo emiliano dal 1995 fino alla fine di ottobre del 2015 come arcivescovo metropolita. Partecipò al conclave che elesse Papa Francesco come uno dei 117 cardinali che decisero il successore di Benedetto XVI. Proprio durante il conclave, il suo nome è stato tra i papabili. Era uno dei punti di riferimento dell'ala conservatrice della Chiesa. Caffarra è morto nel suo appartamento di Villa Revedin, nel complesso del seminario arcivescovile, dove si era trasferito a dicembre 2015 al termine del mandato. Il porporato aveva da tempo alcune serie patologie ma chi lo ha incontrato negli ultimi giorni lo aveva trovato in buono stato e la sua morte è arrivata, quindi, improvvisa. E' stato arcivescovo di Ferrara  e uno dei cardinali che ha celebrato la messa tridentina dopo la riforma liturgica. È stato membro del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, della Congregazione delle cause dei santi, del Pontificio consiglio per la famiglia e della Pontificia accademia per la vita. Sarà ricordato anche per le sue prese di posizione contro le unioni gay e in difesa della famiglia. La camera ardente  sarà allestita nella Sala Bedetti dell'Arcivescovado, a partire dalle 16 del 7 settembre. La veglia di suffragio sarà celebrata venerdì 8 settembre alle 21, in cattedrale. L'arcivescovo monsignor Matteo Zuppi presiederà la celebrazione delle esequie sabato 9 settembre alle 11 in cattedrale. Al termine, la salma del cardinale Carlo Caffarra sarà tumulata nella cripta della cattedrale. Con la morte di Caffarra i cardinali elettori scendono a 120, il limite che era stato fissato da Papa Paolo VI.

Sabato lutto cittadino a Bologna

l sindaco di Bologna Virginio Merola ha proclamato il lutto cittadino per sabato 9 settembre, giorno in cui saranno celebrati i funerali del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito del capoluogo emiliano, nella cattedrale di San Pietro.
Per tutta la giornata di sabato 9 settembre la bandiera del Comune di Bologna sarà esposta a lutto.

La biografia (Guarda la gallery fotografica)

Classe 1938, era nativo della piccola frazione di Samboseto di Busseto. Venne ordinato sacerdote nel 1961 dal vescovo Guglielmo Bosetti proprio a Samboseto dopo aver frequentato il seminario di Fidenza. Ha conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma per poi tornare ne Parmense e prestare servizio come canonico della cattedrale di Fidenza, insegnando nel contempo teologia morale nel seminario di Parma. A Milano, dove insegna presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, conosce don Luigi Giussani (sacerdote filosofo e teologo, ispiratore del movimento cattolico Comunione e Liberazione) diventandone amico.  A partire dagli anni settanta si interessa ai temi del matrimonio, della famiglia e in particolare della procreazione umana; questi ultimi portati all'attenzione dell'opinione pubblica sia dall'enciclica Humanae Vitae, sia dai primi esperimenti di concepimento in vitro avvenuti nel 1978. Nel gennaio 1981 diventa presidente del Pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia. Nel 1983 ha l'incarico di consultore della Congregazione per la dottrina della fede ed è membro della commissione di studio per l'ingegneria genetica del Ministero della Sanità italiano. Numerose sono le lezioni che tiene negli atenei stranieri (Santiago del Cile, Sydney, Pamplona, Madrid), ricevendo anche il dottorato honoris causa in Lettere Cristiane dalla Franciscan University di Steubenville, in Ohio. L'8 settembre del 1995 papa Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo di Ferrara-Comacchio; succede a Luigi Maverna, dimessosi per raggiunti limiti di età. Riceve l'ordinazione episcopale il 21 ottobre successivo, nella cattedrale di Fidenza, dal cardinale Giacomo Biffi, coconsacranti l'arcivescovo Giovanni Battista Re (poi cardinale) ed il vescovo Carlo Poggi. Il 4 novembre prende possesso dell'arcidiocesi. Il 16 dicembre 2003 papa Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo metropolita di Bologna; succede al cardinale Giacomo Biffi, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 15 febbraio 2004 prende possesso della nuova arcidiocesi. Il 29 giugno riceve il pallio dal pontefice in piazza San Pietro.  Il 24 agosto dello stesso anno interviene al Meeting di Rimini, organizzato da Comunione e Liberazione, con una relazione sulla libertà come liberazione. Presenta, inoltre, con l'ex presidente del Senato Marcello Pera il libro dell'allora cardinale Joseph Ratzinger "L'Europa di Benedetto nella crisi delle culture" in alcune città d'Italia. Nel concistoro del 24 marzo 2006 papa Benedetto XVI lo crea cardinale presbitero di San Giovanni Battista dei Fiorentini; il 24 giugno seguente prende possesso del titolo. Sempre nel 2006 è tornato nella sua Samboseto per celebrare il 45esimo della sua ordinazione sacerdotale, insieme a don Tarcisio Bolzoni (scomparso qualche anno fa) ed a don Otello Terzoni (tutti ordinati nel 1961) ed in quell’occasione si era recato in preghiera anche sulla tomba dei genitori e di sacerdoti che hanno guidato la parrocchia. Nel 2011 si reca a Madrid in occasione della Giornata mondiale della gioventù, dove tiene una catechesi sul tema della fede "Come una storia d'amore". Il 26 maggio 2013 presenta a papa Francesco la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Bologna per raggiunti limiti di età; il 14 giugno la nunziatura apostolica in Italia gli comunica tuttavia che "è volontà del Santo Padre Francesco che continui ancora per due anni il suo ministero episcopale a Bologna". Il 27 ottobre 2015 papa Francesco accetta la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Bologna per raggiunti limiti d'età; gli succede Matteo Maria Zuppi. Da quel momento ha conservato il titolo di arcivescovo emerito di Bologna. Lì risiedeva nel Seminario arcivescovile. Spesso le sue parole, nella città delle Due Torri, hanno dato valore nazionale a diatribe locali tra Chiesa e amministrazione, su famiglia, bioetica o sul rapporto Stato-Chiesa. Tra le ultime occasioni di scontro, la trascrizione delle nozze gay contratte all’estero. Prima ancora c'era stato il referendum sui fondi comunali alle paritarie, con il richiamo al voto dei cattolici. Ed era il 2010 quando Caffarra disse che una legge regionale che equiparava, nell’accesso al welfare, le coppie di fatto ai coniugi, era «un attentato alle clausole di cittadinanza». Nella città del primo circolo gay con una sede concessa dal Comune, parole mai morbide sono state pronunciate dall’arcivescovo sulla cosiddetta "teoria del gender"("una cataratta che impedisce di vedere lo splendore della differenza sessuale") e sulle unioni omosessuali. Chi ne riconosce il diritto, ribadì, «non è cattolico».

Zuppi, il successore arcivescovo di Bologna: "Pochi giorni fa il Papa mi aveva parlato di lui: "Digli che gli voglio bene"

«Con il suo carattere discreto e sensibile mi ha manifestato dall’inizio e, fino all’ultimo, profondo affetto e incoraggiamento, delicato rispetto e accoglienza sincera. Ci siamo incontrati con continuità, parlando anche della sue preoccupazioni, fino a sabato scorso, quando tra l’altro abbiamo lungamente preparato la ormai prossima visita di Papa Francesco. Mi manifestò la sua gioia per potere concelebrare con il Pontefice, ricordando l’incontro avuto pochi mesi prima, a Carpi, nel quale il Papa lo aveva abbracciato con evidente amicizia. Gli avevo raccontato di come, in occasione della mia recente udienza, il Papa, rispondendo ai suoi saluti che gli avevo trasmesso, aveva detto con commozione, quasi con solennità: "Io voglio molto bene al Cardinale Caffarra. Diglielo».
Con queste parole l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi ricorda il suo predecessore, il cardinale Caffarra. L’1 ottobre è in programma la visita di Papa Francesco a Bologna.  «Dalla sua finestra a Villa Revedin, dove si era ritirato, guardava dall’alto Bologna. Mi aveva detto più volte - prosegue il vescovo in una nota - che da lì pregava continuamente per la città tutta. Sono certo che dal cielo continuerà a intercedere perchè la Chiesa testimoni tutto il Vangelo di Cristo e distribuisca il Pane buono del suo amore a quanti lo attendono».
Zuppi riprende poi due invocazioni di Caffarra fatte nel 2015, «perchè mi sembra testimonino con chiarezza i sentimenti che hanno sempre orientato la sua vita e la sua vocazione, i suoi 'tre grandi amorì, sacerdoti, famiglie, giovani, motivi di studio intelligente e di appassionato servizio alla Chiesa. Salutando Bologna, il giorno del suo ingresso in Diocesi, la descrisse come "la città più bella del mondo". Ha amato Bologna, con passione e dedizione, direi fino allo sfinimento, durante gli anni del suo servizio episcopale».

Il sindaco di Fidenza, Massari: "Figlio autorevole della comunità fidentina"

“Ho appreso con rammarico della scomparsa del Cardinale Carlo Caffarra, figlio autorevole della Comunità fidentina e voce importante della Chiesa cattolica italiana – dichiara il Sindaco di Fidenza, Andrea Massari –.Una vita, la sua, interamente dedicata al servizio della comunità ecclesiale, segnata dall’incontro e dal solido legame con la figura straordinaria di Papa Giovanni Paolo II°, che lo chiamò a presiedere il Pontificio istituto per gli studi sul matrimonio e la famiglia, lo nominò prima arcivescovo di Ferrara-Comacchio e poi Arcivescovo metropolita di Bologna. Un percorso culminato con la creazione a Cardinale da parte di Papa Benedetto XVI° – commenta il Sindaco –. S.Eminz. Mons. Caffarra è stato una figura solidamente legata alla Chiesa fidentina, di cui era figlio devoto, come ha dimostrato con le sue parole pronunciate nell’omelia del Pontificale di San Donnino nell’ottobre 2016.
Come Sindaco di Fidenza, a nome di tutta la Comunità, desidero porgere le condoglianze più sentite alla Chiesa cattolica italiana e ai familiari del Cardinale Carlo Caffarra, segnatamente alle sorelle e ai nipoti tutti”.

Gambarini (Capogruppo FI - Fidenza): "Grazie per avere tenuto alta la bandiera dei valori cristiani e occidentali"

"Oggi ci ha lasciato il cardinale Caffarra, un figlio delle nostre terre che ha guidato una chiesa importante come quella di Bologna. Grazie, cardinale, per avere sempre tenuto alta la bandiera dei valori cristiani e occidentali. Una bandiera che non deve mai essere ammainata".

Il ministro Galletti: "Una guida forte e autorevole"

"La scomparsa dell’Arcivescovo Emerito Carlo Caffarra è una perdita per tutta la comunità bolognese. Una guida forte e autorevole per la Bologna cattolica, ma anche un intellettuale di grande coerenza e umanità, le cui idee sono state e restano patrimonio per tutta la città». Lo afferma il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Bonaccini: "Una grave perdita per la comunità regionale"

«La scomparsa del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, è una grave perdita per la comunità regionale». Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, esprime il proprio «cordoglio all’Arcidiocesi di Bologna e alla comunità cattolica dell’Emilia-Romagna». «Con lui - prosegue - viene a mancare non solo un fine teologo, uno studioso che ha dedicato la sua vita a temi sensibili per la vita della collettività, ma anche un uomo generoso che in silenzio, com'era nel suo stile, si era occupato dei poveri della città». «Per anni è stato punto di riferimento per la città - conclude Bonaccini - un esempio di vita dedicata agli altri, una guida per i fedeli».

Il Movimento per la Vita: "Un difensore della famiglia"

«Il Movimento per la Vita Italiano si associa al dolore della Chiesa italiana tutta per il ritorno alla casa del Padre del Card. Carlo Caffarra». Così, in una nota, il Movimento per la Vita Italiano, in occasione della morte dell’arcivescovo emerito di Bologna.
«Nella sua attività pastorale e in quella accademica - prosegue la nota - l’Arcivescovo emerito di Bologna si è distinto per l’attenzione costante ai temi della promozione e della difesa della Vita e per la pastorale familiare. Il MpVI ne ricorda con gratitudine il sostegno alle proprie attività culturali e alle proprie iniziative sociali e la disponibilità generosa per la formazione dei nostri dirigenti e dei volontari. Siamo convinti che continuerà dal cielo a lavorare con amore e generosità per i bambini a cui è impedito di nascere e per tutte le altre vittime della cultura dello scarto».

Il sindaco di Bologna, Merola: "La sua guida ha accompagnato la città"

"Esprimo il cordoglio di tutta la città, al quale aggiungo il mio personale, per la scomparsa del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna dal 2003 al 2015». E’ il ricordo dell’arcivescovo emerito del sindaco di Bologna, Virginio Merola. «La sua guida pastorale ha accompagnato la città - ha detto Merola - Caffarra non ha mai fatto mancare il suo contributo ideale e appassionato, sempre guidato dall’amore cristiano per la nostra comunità. E' capitato, talvolta, che non condividessimo lo stesso punto di vista, magari su temi generali o etici, ma sempre nel profondo rispetto dei rispettivi ruoli. Bologna ha avuto con Caffarra un grande arcivescovo, lo ricordiamo tutti con affetto e gratitudine».

La democrazia cristiana regionale: "Smarriti"

La scomparsa di S.E. il Card. Carlo Caffarra, ArciVescovo Emerito di Bologna, ci rattrista e getta ulteriore smarrimento nel gregge di Pietro. Davanti ad una personalità di tale levatura, morale e dottrinale, il rimpianto è motivato ed esprime il dolore per la perdita di una delle voci più autorevoli in tema di famiglia e vita. Pur nella diversità di vedute, che rispettiamo e sulle quali non possiamo esprimerci, rispetto alle intuizioni della “Amoris Laetitia” – documento vincolante per i credenti, lo ricordiamo, quale espressione ufficiale del Magistero Papale – il Cardinale possedeva un rigore ed una limpidezza tali da non poter evitare di destare ammirazione e rispetto. Con filiale devozione, ci uniamo al dolore della Diocesi di Bologna e della Chiesa Italiana ed auspichiamo che tale scomparsa possa generare un risveglio generale delle intelligenze e dei cuori in argomento Famiglia, oggi attaccata e vilipesa come mai prima.

De Maria (Pd): "Interlocutore attento e intelligente"

Un «uomo di fede che ha dedicato a Bologna il suo Magistero al culmine del suo percorso nella Chiesa, in anni importanti per la vita della nostra comunità». Così il deputato Andrea De Maria (Pd) esprime cordoglio per la morte del card. Carlo Caffarra.
«La sua cultura e il suo insegnamento - prosegue - sono sempre stati ispirati ad una grande attenzione al rapporto con le Istituzioni e ad rispetto profondo verso il loro ruolo. Ricordo in lui un interlocutore attento ed intelligente, con cui ho avuto momenti di dialogo che considero per me di grande valore. Voglio manifestare alla Chiesa bolognese tutte le mie condoglianze».

Marino (Ap): "Perdiamo una grande persnalità della Chiesa"

«Se ne va un grande personalità della Chiesa che ha saputo mettersi in ascolto e parlare alla città». Così il sen. Luigi Marino, coordinatore dei Centristi per l’Europa in Emilia-Romagna, commenta la morte del card. Carlo Caffarra.
«Con la scomparsa del Card. Carlo Caffarra la nostra città perde un’altra grande personalità della Chiesa - prosegue - che lascia un nitido ricordo indelebile per gli anni a venire, per l'abnegazione e l’equilibrio pastorale che hanno sempre caratterizzato il suo ministero episcopale. Caffarra sarà, infatti, ricordato per la sua vivacità culturale e la sua chiarezza dottrinale, attraverso le quali ha saputo mettersi in ascolto e parlare alla città, che negli ultimi anni aveva definito sempre più inquieta e disgregata. Intatto rimarrà, infine, il richiamo continuo a coloro che rivestono incarichi di responsabilità a mettere sempre al primo posto il bene comune».

Gasparri (FI): "Un punto di riferimento morale in fase confusa"

«Perdiamo un punto di riferimento morale in fase confusa». Così il sen. Maurizio Gasparri (FI) esprime cordoglio per la morte del card. Carlo Caffarra.
«E' con grande tristezza - prosegue - che apprendiamo della scomparsa del cardinal Caffarra, la cui esperienza e coerenza abbiamo avuto modo di apprezzare non solo alla guida della diocesi di Bologna, ma anche successivamente. Una guida morale per tanti, in una fase di grande disorientamento che non risparmia nessun ambito. Figure come Caffarra continueranno a rappresentare un punto di riferimento per chi non cede alla confusione del relativismo. I dubbi che Caffarra ed altri padri della Chiesa hanno sollevato recentemente dovranno trovare le risposte che nessuno potrà eludere».

Valentina Castaldini (Ap): "La città perde un'importante guida spirituale"

«La scomparsa del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna per 12 anni, è una grave perdita per la città a cui viene meno una importante guida spirituale». A dirlo è Valentina Castaldini,portavoce nazionale di Alternativa Popolare.
«Porteremo sempre vivo nei nostri cuori il bene profondo per Bologna - prosegue Castaldini - e il suo interesse nei confronti di temi come la famiglia e l’educazione. Senza risparmiarsi mai è stato una guida per molti giovani ai quali ha sempre insegnato a ribadire ed affermare con coraggio e con convinzione la propria identità cristiana».

Cardinale Sarah: "Un teologo straordinario"

«Voglio rendere omaggio a un grandissimo servitore della Chiesa, amico di Giovanni Paolo II, teologo straordinario». Così il Prefetto della Congregazione del Culto divino, il cardinale Robert Sarah, ricorda in un tweet il cardinale Carlo Caffarra morto oggi.

Gandolfini: "Sostenne il Family Day"

«Ho avuto la fortuna e la gioia di parlare varie volte con il cardinale Caffarra, il quale mi ha sempre aiutato e sostenuto in ogni iniziativa, in particolare per gli ultimi due Family Day. Più volte, sua Eminenza mi ha dato dei consigli saggi e sapienti come soltanto una persona di grande fede ed enorme cultura poteva dare». Così il presidente del comitato promotore del Family Day, Massimo Gandolfini, ricorda il cardinale Carlo Caffarra morto oggi.
«Il porporato era pastore che sapeva coniugare la saldezza nella verità e nei principi fondamentali e l’apertura verso le condizioni di sofferenza e di disagio - prosegue Gandolfini -, siamo certi che l’esempio del cardinale Caffarra lascia un’eredità di virtù cristiane e umane che sapremo raccogliere. Ora tocca anche ai laici custodire e portare avanti questo testimone». «Ci uniamo quindi al dolore di quanti sperimentano la sua assenza e alla gioia di altrettanti che lo immaginano tornato nella casa di quel Padre che lui ha amato e servito senza nessuna riserva durante la sua intera vita», conclude Massimo Gandolfini.

Il procuratore di Bologna Giovannini: "Sono molto addolorato"

"Mi addolora molto, era una gran brava persona. All’esito di un incontro, durante il quale ciascuno serbò grande rispetto per la funzione dell’altro, parlammo di argomenti vari e al momento dei saluti, istintivamente, ci abbracciammo come se la conoscenza reciproca fosse più risalente nel tempo».
Il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini ricorda così il cardinale Carlo Caffarra, morto a 79 anni. Il magistrato sentì nel 2013 l’arcivescovo come testimone nell’ambito delle indagini sulla vicenda Faac, quando lo stesso Caffarra chiese di essere ascoltato.

Casini: "Franco, buono e leale"

"Carlo Caffarra, pastore per vent'anni della Chiesa bolognese, è stato un profondo uomo di fede, un illuminato studioso, un cristiano integerrimo e senza compromessi. Per questo la sua assenza peserà nella Chiesa bolognese e in quella italiana». Lo afferma Pier Ferdinando Casini.
«Alcune sue posizioni non sono state in linea con quelle di Papa Francesco, ma Caffarra ha sempre riconosciuto nel Santo Padre il successore di Pietro e lo ha sempre profondamente rispettato, fuori da ogni ipocrisia. E’ stato franco, a volte in modo anche eccessivo, ma buono e leale», conclude Casini.

Lupi: "Appassionato educatore"

«Esprimo il mio profondo cordoglio per la scomparsa dell’arcivescovo emerito di Bologna, cardinale Carlo Caffarra. Ne ricordo la fede, la razionalità, la lucidità argomentativa e la passione educativa come tratti caratteristici del suo essere pastore. Le pretestuose polemiche mediatiche su una sua presunta opposizione al Papa nulla valgono di fronte al suo amore per la Chiesa e alla sua testimonianza all’unità con la cattedra di Pietro». Lo afferma Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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