Ciclismo

Nizzolo: "Voglio il bis in maglia rossa"

Il velocista brianzolo della Trek ha tirato le somme del 2015 e presentato il suo 2016. E non sono mancati gli aneddoti…

Nizzolo: "Voglio il bis in maglia rossa"
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Primo degli italiani ai Mondiali di Richmond (con la sua 18esima piazza) e maglia rossa conquistata al Giro d’Italia, quella riservata al leader della classifica a punti, l’obiettivo massimo per ogni velocista.

Il 2015 di Giacomo Nizzolo, ciclista brianzolo della statunitense Trek Factory Racing, non è stato solo questo, ma questi due risultati rendono l’idea di che corridore di primo livello sia diventato il 26enne. E per questi due risultati è stato premiato dal presidente dell’Inter Club di Calò, frazione di Besana in Brianza, paese in cui vive lo sprinter originario della vicina Muggiò, da dove partirà una tappa del Giro d’Italia 2016: “Sarà fantastico”, ha predetto Nizzolo, che già era stato accolto nella stessa cittadina - seppure solo di passaggio - durante una tappa della ‘corsa rosa’ del 2014.

In quel caso i suoi tifosi lo avevano accolto con grande calore, ma con il macinare dei chilometri (quest’anno tra gara e allenamento ne ha percorsi circa 25mila) e soprattutto dei risultati, i suoi sostenitori stanno aumentando a vista d’occhio: “A volte quando mi alleno qualcuno mi riconosce, tira giù il finestrino e mi incita, fa molto piacere - ha raccontato il velocista classe ’89 alla serata organizzata dal ‘Giacomo Nizzolo Fans Club’ il cui presidente è lo zio Paolo Nizzolo -. Tantissime persone al Giro mi spronano anche in montagna, dove sanno che faccio più fatica. E’ davvero bello che a farlo siano nonni e anche bambini; il Giro non è più una sola gara di bici, ma un evento popolare che coinvolge tutti”.

A proposito di Giro, l’obiettivo per il 2016: “Vincere ancora la maglia rossa. Al Lombardia ho espresso alla squadra la mia volontà di disputare il Giro piuttosto che il Tour de France. Passa da Muggiò e voglio confermare la maglia della classifica a punti. Difficile fare sia l’uno che l’altro perché a quel punto vorrebbe dire rinunciare al Mondiale”.

Il Mondiale che nel 2016 si terrà a Doha, in Qatar, e avrà un percorso particolarmente adatto al brianzolo, a differenza di quello di Richmond, dove ha comunque lottato con il coltello fra i denti: “Mi avevano detto che a Richmond il percorso fosse fatto su misura per me. Non era così, l’ho capito dalla prima ricognizione, era molto più duro di quello che mi aspettassi: praticamente era un piccolo Fiandre. Nell’ultima salita si è staccata anche gente come Degenkolb, Van Avermaet e Niki Terpstra… non sono soddisfatto del mio risultato, ma si poteva fare proprio poco in più”.

Al di là delle grandi corse a tappe, il 2016 di Nizzolo partirà dall’Australia, al Tour Down Under: “Dopo la trasferta oceanica tornerò in Europa per il Tour dell’Algarve, in Portogallo - ha svelato il ciclista - e poi farò la Paris-Nice in vista della Milano-Sanremo, mio grande obiettivo nonostante la lunghezza e la durezza della corsa”.

Gli sguardi degli appassionati più attenti avranno notato che Nizzolo difficilmente alzi le braccia quando vince. Alla base di questa ‘mancanza’ c’è un episodio del 2010, quando ancora correva nei Dilettanti, e che ha raccontato con il sorriso sulle labbra alla serata besanese in suo onore: “Era il giorno della Popolarissima di Treviso, un vero e proprio mondiale per la mia squadra di allora, la Trevigiani, che della corsa era l’organizzatrice. Avevo tutti i compagni a disposizione e dopo il Montello prendo vantaggio ed esulto a 50 metri dal traguardo. Ecco, con un colpo di reni fui battuto da Elia Viviani. Da quel giorno se esulto lo faccio molti metri dopo la linea di arrivo”.

Per quanto riguarda la categoria dei velocisti, lo sprinter scoperto da Luca Guercilena ha le idee chiare: “Il più forte di sempre è Mario Cipollini, anche se ammetto di avere un debole per Ivan Quaranta. Tra quelli in attività il più forte è Marcel Kittel, nonostante il 2015 disastroso, e sono molto curioso di vederlo all’opera il prossimo anno. Mark Cavendish magari è più titolato, ma il tedesco per me è più forte”. E il più simpatico tra i ‘colleghi’? “Francesco Chicchi”, che tra l’altro ha appena rinnovato per un’altra stagione con la Androni-Sidermec.

Per il futuro Nizzolo ha le idee chiare: “Mi vedo come corridore da Classiche, magari a scapito della velocità. Nel 2016 parteciperò a molte Classiche per prendere confidenza con i percorsi, le pendenze e la durezza di alcune di queste; non miro alla vittoria, per fare risultato ci vuole molta esperienza, ma comincerò a conoscerle e studiarle in vista del futuro”.

Infine il voto che darebbe alla sua stagione appena passata: “Sono cresciuto a livello di prestazioni, ma a livello di vittorie mi aspettavo qualcosina in più. Però ho lavorato molto bene, mi do un 7,5”.

Nizzolo:

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