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Basaglia, psichiatria come missione

«Le nuvole di Picasso», biografia scritta dalla figlia Alberta. L'avventura umana e intellettuale di un medico geniale e coraggioso

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I baci bagnati dei matti, le loro goffe danze, gli abiti troppo stretti o troppo larghi, la confusione che cinguetta e la musica alta ad annullare l’ovatta del silenzio omertoso: una immagine forte, un ricordo di Alberta Basaglia scritto quando la narrazione di «Le nuvole di Picasso» volge al termine.
L’autrice è la figlia di Franco Basaglia, dal '69 al '71 direttore dell'ospedale psichiatric di Colorno, al quale pochi anni fa Oreste Pivetta ha dedicato una complessa e rispettosa biografia, dal titolo «Franco Basaglia il dottore dei matti», pubblicata da Dalai, una storia di vita declinata anche in storia sociale del Paese Italia e in storia della psichiatria e delle scienze dell’uomo. Anche Alberta scrive una biografia: è la storia di Franco Basaglia vista dalla figlia. E affida a «Le nuvole di Picasso», edito da Feltrinelli, il ritratto di suo padre Franco e di sua madre Franca Ongaro Basaglia, fine intellettuale, complice nella vita e nell’opera della missione dello psichiatra eponimo della legge 180 del 1978. Alberta da il là al libro con una pennellata di arancione, il colore del suo grembiule alle elementari quando dalla scuola Montessori di Padova si trasferisce a quella di Gorizia. La bambina è un campionario di stranezze: ad accompagnarla a scuola ragazze alla pari inglesi che si danno il cambio in continuazione; poi, il «buco in fondo agli occhi» una patologia che non le consente una visione corretta e la obbliga a tenere la testa piegata lateralmente; e ancora, il kilt scozzese e i maglioni sferruzzati dalla Franca, come la chiama l’autrice, quando gli scaffali dei supermercati cominiciano a riempirsi di abiti colorati con i bottoni di plastica.
Il «buco in fondo agli occhi» non ferma la vita della bambina e non la condiziona. Franco Basaglia parte dal presupposto che tutti debbano avere una possibilità nella vita. Quindi, non incatena la vita della figlia alla patologia dei suoi occhi. Ed ispirandosi allo stesso motivo ideale, apre il manicomio e libera i matti dalle catene dell’etichettamento. Sono anni densi di pensiero e di ricerca: Franco e Franca Basaglia hanno rapporti con gli intellettuali più vivaci del momento: studiano e rielaborano le opere dei maestri della scuola di Francoforte, di Sartre.
Sono gli anni Settanta, anzi è il 1968, quando in Italia viene tradotto e pubblicato Asylum, ricerca sociale e cronaca da una istituzione totale americana scritta da Erving Goffmann. I Basaglia sono ospiti all’ultimo piano del palazzo della Provincia di Gorizia alla quale fa capo il manicomio dove il dottore dei matti è direttore. Trascorrono le loro notti a scrivere, prendere nota, discutere, narrare di ciò che sta accadendo nel manicomio.
Lo ricorda, l’autrice. Il suo è un ricordo sorridente e leggero. Parole a presa diretta. Il libro riporta in modo personale alcuni passaggi colti anche nella biografia di Pivetta.
Un episodio fra tutti: il partigiano Franco Basaglia fugge per i tetti di Venezia. Sua madre gli urla di non saltare da un tetto all’altro perché potrebbe essere pericoloso. E Basaglia finisce in carcere.
E’ l’occasione per la nipote per dire della nonna borghese che mai dimentica la veletta ma che dimentica di indossare l’abito sotto il cappotto in occasione di una prima alla Fenice di Venezia. Ma tutti devono avere una possibilità e la signora sfoggia, ante litteram, la sottoveste, unico capo sotto al cappotto d’inverno, e la sfoggia nonostante la dimenticanza.
E’ anche l’occasione per l’autrice per dire dell’assonanza tra il carcere e il manicomio. Dall’istituzione totale carceraria Basaglia porta con sé la memoria dell’odore di sudore e urina, lo stesso odore che ritroverà dopo anni al manicomio di Gorizia.
Ad anni di distanza dalla scarcerazione dei matti, gli archivi veri e propri dei manicomi rappresenteranno un elemento fondamentale della scelta professionale di Alberta Basaglia, in linea con la tradizione familiare: dallo studio delle carte inizia la professione di psicologa.
Il libro è un tributo personale e sincero dedicato all’opera di uno dei più grandi e degni personaggi del Novecento italiano. Un uomo da ricordare con commosso orgoglio, per il suo concreto dono di alta civiltà.

Le nuvole di Picasso
   di Alberta Basaglia
   Feltrinelli, pag. 90, € 10,00

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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