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E l'inferno inghiottì la terra intera

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Molti lo temevano, ma il 31 agosto 1939 pochi si resero conto che la Seconda guerra mondiale sarebbe cominciata l’indomani. A parte gli uomini dei Reich, che si apprestavano a invadere la Polonia. Alle 04:45 del primo settembre la nave da guerra tedesca Schleswig-Holstein aprì il fuoco contro un deposito militare polacco a Danzica. Alle 8:00 due divisioni Panzer, insieme ad altre forze di terra, attaccarono la città di Mokra. Poi l’ottava e la decima armata avanzarono nella pianura della Vistola verso Varsavia; la quattordicesima puntò verso l’antica capitale Cracovia. In tutto, un milione e mezzo di uomini, sostenuti da una nuova e temibile arma: i 2700 carri armati veloci tedeschi, i Panzer.
La propaganda nazista
Secondo la propaganda nazista, l’invasione non consisteva in realtà che in una ritorsione contro fantomatiche truppe polacche che nei giorni precedenti avevano sconfinato; invece fu l’inizio di quella che gli strateghi di Berlino avevano battezzato Blitzkrieg, cioè «guerra lampo». E che si sarebbe trasformata in realtà in una guerra  di sei anni che avrebbe incendiato l’intero Pianeta. L’invasione della Polonia fu in realtà l’atto conclusivo di una serie di annessioni progressive che Hitler portava avanti da tempo, mentre il resto del mondo era stato sostanzialmente a guardare.
Dapprima, nel 1936, con la rioccupazione dei territori del Reno al confine con la Francia che erano stati dichiarati demilitarizzati nella Conferenza di Versailles con cui era stata posta fine alla Prima guerra mondiale; poi con l’annessione dell’Austria (vietata anch’essa dal trattato di Versailles) nel 1938; infine, con l'annessione dei Sudeti (le zone di confine della Cecoslovacchia). La politica di appeasement (riappacificazione, accomodamento) adottata da Inghilterra e Francia nei confronti di Hilter lo aveva convinto che i due Paesi fossero guidati da uomini pavidi che potevano essere raggirati e costretti ad accettare ulteriori concessioni territoriali.
Il patto di non aggressione
Allo stesso tempo il Führer convinse Stalin che la Francia e la Gran Bretagna non avrebbero onorato il loro impegno a difendere la sicurezza degli stati dell'Europa medio-orientale e che, di conseguenza, l'Unione Sovietica avrebbe dovuto trovare un suo accordo con la Germania. Come risultato dei successi diplomatici tedeschi nel 1938 e nel 1939 e dell'apparente indecisione e debolezza della Francia e della Gran Bretagna, Stalin cominciò a prendere in considerazione un possibile trattato con la Germania. L'annuncio del 25 agosto 1939 da parte dei ministri degli esteri tedesco e sovietico, Ribbentrop e Molotov, che l'Unione Sovietica e la Germania avevano firmato un patto di non aggressione stupì il mondo, giacché ben pochi credevano che questi due stati, un tempo avversari ideologici, avrebbero mai potuto unire le loro forze. Tanto per Hitler quanto per Stalin si trattava di un temporaneo matrimonio di convenienza, come sarebbe apparso ben presto evidente due estati più tardi.
Panzer e Stuka
Il patto Molotov-Ribbentrop diede al Reich il via per l'invasione della Polonia. La data dell’attacco venne fissata dapprima per il 26 agosto, ma Hitler esitò quando la Gran Bretagna offrì sostegno militare alla Polonia. Furono messi in atto passi diplomatici dell'ultima ora, ma il 31 agosto 1939 il Führer diede ordine che l'invasione avesse inizio il giorno successivo. Inizialmente sembrò davvero una guerra lampo: oltre ai Panzer, i tedeschi avevano a disposizione altre armi tecnologicamente all’avanguardia: i cacciabombardieri Junkers-87, noti come Stuka, che misero fuori uso strade e ferrovie; e i bombardieri pesanti Heinkel-111 che già alle 6 del primo settembre erano diretti su Varsavia dove avrebbero seminato la distruzione in una città colta di sorpresa.
Ore di angoscia
Nel giro di due giorni le quattro «battaglie di confine» (Slesia-Slovacchia, Czestochowa, Pomerania, Prussia Orientale) videro la travolgente vittoria tedesca. Le forze provenienti dalla Germania si erano già riunite con quelle uscite dalla Prussia Orientale, che fino a quel momento la Polonia aveva diviso dalla madrepatria. La notizia del Blitzkrieg si diffuse in tutta Europa attraverso la radio tedesca, con le parole dello stesso Hitler. Per i governi di Francia e Inghilterra iniziarono ore di angoscia, mentre i loro ambasciatori a Berlino cercavano in tutti i modi di impedire l’espandersi del conflitto in Polonia senza che i due Stati dovessero entrare a loro volta in guerra.
 L’ultimatum a Ribbentrop fu rimandato di ora in ora finché domenica 3 settembre alle 9 fu portato dall’ambasciatore inglese Nevile Henderson a Hitler. Dopo che Henderson lo ebbe letto, ci fu un silenzio che sembrò eterno. Finché Hitler si rivolse a Ribbentrop dicendogli «E adesso?». Era troppo tardi ormai per impedire un’escalation del conflitto, una situazione che lo stesso Hitler non aveva né previsto, né desiderato. Inghilterra e Francia erano ufficialmente in guerra contro la Germania.
Intanto, i successi militari del Reich in Polonia proseguivano a valanga. Già il 5 settembre la Wehrmacht aveva catturato Cracovia; due giorni dopo la quarta divisione Panzer e la Luftwaffe iniziarono ad assestare il colpo di grazia a Varsavia, che però riuscirà a resistere per quasi tre settimane ancora. Il 17 settembre i tedeschi comunicarono agli alleati sovietici che il governo polacco aveva cessato di esistere.
Banco di prova
Così, l’Urss poté iniziare a sua volta a occupare la parte est della nazione, lasciata libera dalle truppe tedesche in base al trattato Ribbentrop-Molotov. Iniziò a delinearsi una nuova geografia dell’Europa. Il 27 settembre, con la caduta di Varsavia, il Blitzkrieg poté dirsi concluso. La prova di forza di Hitler aveva avuto successo, anche se nella realtà le nuove tattiche della guerra lampo non erano ancora perfezionate e le perdite tedesche furono relativamente pesanti per una campagna così breve.
L'invasione della Polonia fu quindi per la Wehrmacht il banco di prova per nuove strategie e nuovi mezzi di combattimento; mise in luce i punti deboli dell'addestramento e della teoria bellica tedesca e fece in modo che la Wehrmacht potesse perfezionare il Blitzkrieg prima della sua massima sfida: l'assalto alla Francia del 1940. A livello internazionale, sarebbero seguiti mesi di stallo, con le potenze in campo incerte sul da farsi. Ma la guerra non era affatto finita. Era appena cominciata.

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  • valter vitali

    26 Agosto @ 11.36

    Puo' essere vero che pochi si resero conto il 31 agosto 1939 che l'indomani Hitler avrebbe cominciato la Seconda Guerra Mondiale ma i segnali c'erano stati gia' da due anni. Il 12 marzo 1938 era stato annunciato l'Anschluss col quale l'Austria diventava una provincia del Reich, la Grande Germania nazista (!). Il 29 settembre dello stesso anno la Cecoslovacchia sacrificava una porzione del suo territorio "per il bene della pace" cedendo il territorio dei Sudeti a Hitler. Infine il 15 marzo 1939 la Germania aveva invaso la parte occidentale della Cecoslovacchia creando il Protettorato di Boemia e Moravia quindi quello che accadde il 1 settembre 1939 era gia' nell'aria da un po'...... I politici di allora sono stati volutamente ciechi e sordi.

    Rispondi

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