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L'ex Ducato dopo il Risorgimento

"Parma nell'età liberale" 1860-1925", saggio di Fiorenzo Sicuri. Presentazione venerdì alle 17 alla libreria Feltrinelli. La destra storica nel nostro territorio: una ricerca accurata e ricca di notizie

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Parma nell’età liberale 1860-1925». E’ il titolo dell’ultimo libro di Fiorenzo Sicuri, pubblicato per l’editore Mattioli 1885 di Fidenza, che sarà presentato venerdì alle 17 alla libreria Fiaccadori di strada al Duomo 8. Alla presentazione, oltre all'autore, interverranno Ercole Camurani, curatore della collana di storia della casa editrice Mattioli, e Sandro Rogari, docente di Storia contemporanea all'Università di Firenze. Al lavoro pubblicato dallo studioso parmigiano lo scorso anno dal titolo «Gli anni del littorio. Il regime fascista a Parma dalle leggi eccezionali alla guerra d’Etiopia 1925-1936», si aggiunge ora questo volume scritto con passione che costituisce in realtà la premessa cronologica della precedente monografia, comprendendo il periodo che va dal 1860 al 1925. Sicuri, insegnante di filosofia e storia al Liceo Bertolucci di Parma, in passato assessore alla Cultura del Comune di Parma, con questo saggio colma una lacuna negli studi di storia locale delineando le vicende politiche della provincia dall’Unità d'Italia al fascismo. Nel volume, che raccoglie saggi da tempo esauriti e introvabili e che è provvisto di un massiccio indice dei nomi - ben 30 pagine in cui parecchi parmigiani riconosceranno i propri antenati -, si mostra una ricerca storica piena di fatti e ricca di notizie in cui l’autore evita le interpretazioni ideologiche e le ricostruzioni preconcette, in pagine poco propense ad avvalorare i «piccoli miti locali», come egli li definisce, non raramente infondati. «Negli ultimi quindici anni – spiega l’autore – sono tornato a una passione giovanile, la storia, che avevo abbandonato e trascurato. Così, mi sono dedicato alla storia locale contemporanea, cercando di approfondirla anche nei suoi aspetti meno conosciuti e soprattutto cercando di superare visioni parziali di questo periodo, restituendolo il più possibile alla sua complessità e alla sua ricchezza». Un’epoca, quella liberale, in parte trascurata dagli studi ma che, secondo Sicuri, «è importante per capire le fondamenta della storia post-unitaria d’Italia e dunque di Parma». Il libro si apre con l’esposizione dell’epoca della destra storica (1861-1876), un ciclo politico piuttosto sconosciuto in cui «si constata la costruzione dell’Italia unita anche a Parma. La vita politica locale era dominata dai liberali moderati che erano stati i maggiori protagonisti del Risorgimento parmense e che si trovarono a inserire la provincia, una volta perso il ducato, nella storia nazionale. Peraltro, in un frangente piuttosto difficile, perché la perdita del ducato impoverì il territorio, le nuove leggi imposte dallo Stato italiano sembrarono punitive e non era dunque agevole sostenere la positività del cammino intrapreso. Anche a Parma la Destra, che ebbe come uomo di spicco il conte Girolamo Cantelli, più volte ministro e prefetto di Firenze capitale, governò col pugno di ferro e stroncò con lo stato di emergenza e l’esercito il vasto moto che si sviluppò nella provincia contro la tassa sul macinato. Accanto a ciò, tuttavia, va però ricordato il consistente sforzo nel costruire nella provincia una fitta rete di infrastrutture (strade provinciali e comunali, ponti e così via) di cui il territorio si dotò a cominciare da quell’epoca, necessaria premessa dell’unificazione economica e culturale del paese». In seguito salì alla ribalta la Sinistra storica, «in cui le opposizioni alla Destra cominciarono a mostrarsi maggioritarie nella provincia. Erano capeggiate da democratici radicali come Pietro Cocconi, Gian Lorenzo Basetti, Pellegrino Strobel e Giovanni Mariotti, che fu poi sindaco per antonomasia di Parma dalla fine dell’Ottocento fino alla Prima guerra mondiale, con una breve interruzione. In questo periodo cominciarono le fortune anche del movimento socialista che arrivò a eleggere il secondo deputato (ex aequo) socialista d’Italia dopo Andrea Costa, Luigi Musini, nel 1882. La variegata sinistra locale dominerà per buona parte questa epoca, anche se il “trasformismo” riuscirà per un certo periodo a riportare i liberali al centro della politica parmense, attraverso l’opera di Antonio Pelagatti, l’artefice locale della “trasformazione dei partiti”». Molto appassionante l’epoca giolittiana nella quale «Parma, in ciò che oggi chiamiamo industria agro-alimentare, fu un modello per l’intera l’Italia. Si trattò di un periodo di modernizzazione in cui lo sviluppo economico notevole provocò consistenti conflitti sociali, come il memorabile sciopero agrario del 1908, condotto dai sindacalisti rivoluzionari di Parma, capeggiati da Alceste De Ambris, la cui forza costituì la particolarità del movimento operaio parmense fino alla Prima guerra mondiale». Di particolare interesse (per la coincidenza con il centenario della Grande Guerra) anche l’analisi del periodo della neutralità italiana (1914-1915), che ebbe in Parma una delle capitali dell’interventismo, e la ricostruzione degli avvenimenti accaduti in provincia nel 1915-1918, in cui anche Parma fu dichiarata zona di guerra per un breve periodo, senza peraltro che gli avvenimenti bellici la toccassero. Per quanto riguarda il primo dopoguerra molto si conosce per gli anni tra il 1919 e il 1922, fino alla marcia su Roma, a cominciare dalle celebri barricate dell’agosto del ’22, ma qui c’è anche la ricostruzione di quello che avvenne dopo, fino all’instaurazione del regime fascista vero e proprio nel '25. «In questo periodo - conclude - si assiste al progressivo radicamento nel potere locale e nella società parmense del fascismo mentre le opposizioni diminuivano il loro consenso, salvo riprenderlo in parte con gli effetti del delitto Matteotti». La ricerca di Sicuri però non finisce qui. Lo studioso intende infatti proseguire lo scavo nella storia del fascismo locale dalla guerra d’Etiopia fino al crollo, il 25 luglio '43.
Parma nell'età liberale 1860-1925 di Fiorenzo Sicuri - Mattioli 1885, pag. 285, euro 18,00

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