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Palatina, miniera di civiltà

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C'è qualcosa di nuovo, oggi, in Palatina: anzi d'antico - potremmo dire parafrasando il famoso verso pascoliano. E, mai, forse, come in questi tempi di enormi difficoltà per la cultura vera e il bilancio dello Stato, questa constatazione è stata, per noi, così confortante. Ne parliamo con Andrea De Pasquale, nuovo direttore della Biblioteca Palatina, della sezione musicale della stessa e del Museo Bodoniano. Il dottor De Pasquale è un giovane dirigente che parla con la bocca, le mani e gli occhi contemporaneamente, dando l'impressione a chi l'ascolta d'aver trovato il suo paese di Bengodi. «A Parma ho voluto venirci, la Palatina l'ho scelta io»  afferma con orgoglio. Il suo curriculum di studi e specializzazioni dopo la laurea in Lettere classiche all'Università di Torino, è ricchissimo, e si stenta a credere che così giovane com'è abbia partecipato a tanti corsi, che abbia tenuto tante lezioni, che conosca così bene computer, biblioteche antiche e moderne, musei, «risorse digitali», protocolli informatici e workflow, archivi, libri e tecnologie. Ma è così.

E' un simpatico mostro d'attività; tutto il contrario di quanto si sa e si pensa a proposito dei dirigenti delle biblioteche, in particolare quelle statali. Ecco perché vorremmo sottolineare, citando il verso del Pascoli, quel «anzi d'antico», che il neo-direttore qualifica subito con il Museo Bodoniano, fiore all'occhiello di Parma e dell'Italia, un tesoro nascosto che non è nemmeno conosciuto dalla maggior parte dei nostri concittadini. De Pasquale esalta due grandi «parmigiani» d'adozione, il padre Paciaiudi e il Bodoni. «I fondi storico-artistici della Palatina offrono una ricchezza incredibile - osserva - una ricchezza che dobbiamo far conoscere, o, per dir meglio, mettere in rete, portare cioè a livello europeo mediante catalogazione e informazione. Da questo binomio non si esce in alcun altro modo che voglia essere davvero efficace. A duecentoquarant'anni dall'arrivo di Bodoni a Parma chiamato dal Borbone (1768) noi dobbiamo entrare con tutto il materiale che siamo in grado di gestire, nel ''Portale della cultura italiana'' che, a sua volta, è il portale d'accesso alla cultura mondiale. Proprio a proposito di Bodoni - prosegue il direttore - ristampiamo la ''Memoria ed Orazione del P. Paolo M. Paciaudi intorno la Biblioteca Parmense'', edito Co' Tipi Bodoniani nel 1815 dalla vedova Margherita Dall'Aglio. Questa ristampa, che testimonia dell'attività di bibliotecario del Paciaudi, è preceduta dal ''Memoire sur la Bibliothéque Royale de Parme'', un manoscritto presente nella letteratura ma rimasto finora inedito».

Parlando con Andrea De Pasquale, si ha l'impressione che il giovane dirigente venuto da Torino e che ha tutte le buone intenzioni di fermarsi a Parma - sta già facendo restaurare un piccolo appartamento a piano terra della biblioteca - sia ben consapevole del valore del nostro massimo istituto bibliotecario, che è poi anche uno dei maggiori e più ricchi giacimenti culturali dell'Italia settentrionale. In questo contesto, i lavori che vengono intrapresi in questi mesi (avvio catalogazione fondo Bodoni, nuove schedature, ristrutturazione degli ambienti della direzione, sito della Palatina e così via) costituiscono il segno tangibile di una continuità che, proprio partendo dall'antico, si proietta necessariamente sul mondo tecnologicamente più avanzato della cultura contemporanea, «mondo dal quale provengo - aggiunge  De Pasquale - perché prima di entrare nei ruoli del ministero per i Beni culturali ho fatto parte di una organizzazione privata che mi ha insegnato molto circa i progetti e le strategie dei dati e dei sistemi informativi, sui libri antichi, i riordini archivistici e gli archivi comunali a Torino, Genova, Milano e Roma».

Dunque: la Palatina sembra sia passata in buone, anzi ottime mani. Pur tra mille difficoltà Andrea De Pasquale coltiva progetti di ampio respiro, ma si dimostra particolarmente entusiasta dell'istituto che gli è stato affidato. Dobbiamo onestamente dire che, prima della lunga e operosa direzione di Leonardo Farinelli, la Palatina ha più volte patito la presenza di frettolosi e poco interessati dirigenti che ne hanno a malapena gestito l'ordinaria amministrazione. Se ora Andrea De Pasquale riprende la solida tradizione dei direttori culturalmente curiosi e informati, e soprattutto sicuri di possedere un prezioso ed efficace strumento di conoscenza, la magnifica avventura della biblioteca continuerà e si rafforzerà ulteriormente anche a dispetto di coloro che ad ogni spirar di modernità predicono la fine del libro, della carta, degli inchiostri e della stampa, profeti di una sventura che speriamo non capiti mai. Anche Andrea De Pasquale ne è sicuro e sorride assieme a noi.

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