10°

24°

Arte-Cultura

Parma e la cultura: un mare di macerie

Parma e la cultura: un mare di macerie
Ricevi gratis le news
0

Guido Conti
Parma: anno zero per la cultura. Vivere oggi a Parma vuol dire aggirarsi in un mare di macerie, di azzeramento degli eventi a breve e lungo termine e soprattutto, cosa molto grave, assenza d’idee e di persone nuove per il futuro della città.
Gli scandali, il rimpasto di giunta e i tagli pesanti alla cultura, sempre la prima a essere immolata sull’altare della crisi, dimostra ancora una volta che la città è messa peggio che nel 1945. Si ha l’impressione di essere tornati indietro di oltre sessant’anni. Ma tutti i mali non vengono per nuocere.
La politica culturale degli ultimi anni non ha fatto bene a questa città. Grandi spazi, nuovi teatri, quello del dialetto costato milioni di euro e non finito, e quello sopra Teatro Due che ha grossi problemi perché in certi punti non si vede nulla di ciò che accade in scena e sono stati sacrificati circa 70 posti paganti per le lamentele degli spettatori. Io l’ho provato personalmente ed è vero. Ma chi l’ha progettato, ha studiato il teatro greco antico? E poi, quanto è stato utilizzato? Serve un teatro all’aperto per una stagione che chiude proprio a giugno, e in agosto c’è un cemento bollente e gradoni scomodissimi? Quante serate ha ospitato dall’inaugurazione? Tre? E il prossimo anno, ci sono i soldi per il teatro estivo, per un cartellone degno del Teatro Due?
Ma fosse solo questo. Ricordate il Torrione della poesia, progetto tanto sbandierato qualche anno fa al Festival poesia? E’ ancora vuoto e non ha mai visto un libro. E il megaprogetto di una scuola di film e documentari? Tutti zitti. Non si sa più nulla. La mostra di Morandi per fortuna non è stata fatta. Intanto non serviva: ho visto una mostra ad Alba sull’Essenza del paesaggio in Morandi importantissima, ma soprattutto, perché pestare i piedi alla Fondazione Magnani Rocca, quando questa dovrebbe essere la vera titolare del progetto? Non era Magnani uno dei più importanti collezionisti del pittore bolognese? Perché allora farla a Parma? Che senso ha? E quel mostro del palazzo del Governatore che costa l’ira di dio per la gestione e non ha i requisiti minimi per ospitare opere d’inestimabile valore? Ma serviva trasformare un palazzo (e anche lì sono volati milioni di euro dei parmigiani) che non è funzionale per organizzare mostre? E poi perché portare le opere dello Csac in centro quando sono stati investiti milioni di euro nella Certosa di Paradigna ancora chiusa al pubblico?
Nel 2012 non si farà il Parma poesia Festival, che, a dire il vero, mostrava segni di stanchezza mortale. Intanto era un festival autoreferenziale, dove c’erano solo parmigiani, e poche migliaia di spettatori contro le quasi settantamila presenze del Festival di poesia dell’Unione Terre dei Castelli tra Modena e Reggio Emilia. Ci sarà da domandarsi perché là tanti spettatori, e qui no! Non è solo questione di soldi, ma di idee e di programma. E poi attori allo sbaraglio, come nell’ultima edizione il bravo Franco Branciaroli che presentando le poesie di Bevilacqua si è messo a gigionare imitando Gassman e Carmelo Bene facendo ridere il pubblico quando le poesie di Bevilacqua sono tragiche. Poi si capisce perché qui la gente non viene. Non si sputtana la poesia. La poesia può essere anche divertente: in tanti anni non è mai stata fatta una serata di poesia satirica, irriverente e perché no, anche vietata ai minori, con letture da Giorgio Baffo a l’Aretino, che avrebbe fatto scandalo e di cui avrebbero parlato tutti i giornali. E il festival Jazz e gli incontri sotto i portici del grano dove non si sente niente perché passano gli autobus e le macchine? Non hanno mai spostato la fermata degli autobus.
E l’archivio dei giovani artisti? Era una delle poche realtà che a Parma funzionava, con il reclutamento e una feroce selezione degli artisti, con ha lanciato scrittori, fotografi e pittori oggi di livello nazionale. Tutti passati dalle politiche giovanili. A quei pochi giovani il Comune  ha dato visibilità, scommettendo su di loro. L’amministrazione Vignali ha prima fatto in modo che i vecchi dirigenti se ne andassero per sostituirli con figure nuove a contratto, doppioni inutili e incompetenti, con sprechi di denaro pubblico, che hanno portato in piazza gli iscritti all’Archivio: tutti, indistintamente, per fare un po’ di movida, regalando nomi e indirizzi dell’Archivio a privati. E i risultati a volte, in mostra lungo le strade cittadine, erano davvero imbarazzanti. L’unica cosa veramente importante negli ultimi anni in città, «La storia di Parma», utile strumento di riflessione per il futuro di tutti, non ha ricevuto un euro dalle istituzioni. Chiedete a Vignali che libri regala in rappresentanza del Comune, perché se conoscesse la storia, saprebbe che nel settecento Parma è stata davvero una capitale della grafica e dell’editoria con Bodoni. E invece? Alla presentazione del Festival Verdiano, intervistato da Tv Parma, ha parlato ancora di cultura e di cibo come motori della città. Divertente, no?
Ecco. Forse è bene che si sia azzerato tutto. Questa politica culturale ha speso milioni per partorire dei topolini inutili a tutti e giganteschi contenitori che resteranno vuoti. Questo denota mancanza di programmazione e di coordinamento tra le diverse forze della città. Se si vogliono attrarre turisti bisogna mettersi d’accordo e offrire pacchetti dove possano attrarre visitatori per più eventi insieme, altrimenti dopo un giorno da Parma si scappa. L’altro giorno in via Fonderie, alcuni cremonesi chiedevano del festival del Prosciutto in città: ma si fa un Festival con un solo chiosco in Piazza? Non ero solo e abbiamo risposto piuttosto imbarazzati.
Il prossimo sindaco dovrebbe pensare a coordinare in città le forze vere e attive sul territorio, capaci di creare idee nuove per tempi nuovi, indirizzare investimenti su pochi eventi di valore. Soprattutto non si scelgono gli assessori alla cultura a caso. E’ un ruolo delicato, centro motore della città: va votata la persona e il suo programma, non le scelte incompetenti e strampalate di uno qualsiasi che non ha ricevuto un voto e non è stato scelto dai parmigiani. Non è solo questione di soldi. Le idee megalomani che negli ultimi dieci anni hanno distrutto questa città non rispondevano alla vera identità di Parma. Ci vogliono conoscenze storiche culturali precise. Uno dei mali di oggi è una politica ignorante. Le idee sono il vero motore di una città. (E già nascono movimenti sotterranei che saranno presto delle sorprese). Ci vuole un’idea nuova per Parma che sia nel suo dna, nel suo passato, non idee strampalate e fuori dalla storia, folli e dettate da megalomanie personali. Come con la metro in una città che si gira in bici in cinque minuti. Adesso però ci lecchiamo le ferite, non più macerie ma solo cantieri mostri che hanno sventrato la città, quartieri periferici brutti con interi palazzi vuoti e piazze rovinate e architetture inutili, mastodontiche e non funzionali. Parma grande capitale è finita miseramente. Possiamo dire “finalmente!”. Ma è un grido di dolore. C’è, sia a destra che a sinistra, un politico colto e intelligente che sia capace di un’azione del genere? Io non ne vedo, né di giovani né di vecchi. Ai parmigiani l’ardua ricerca.


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Bruce Springsteen, oggi il Boss compie 69 anni

compleanno

Bruce Springsteen, oggi il Boss compie 69 anni

Federica Pellegrini "Divina", incanta le passerelle di Milano - Le foto

fashion week

Federica Pellegrini "Divina", incanta le passerelle di Milano - Le foto

"Fiorire d'inverno": Nadia Toffa si racconta in un libro

TELEVISIONE

"Fiorire d'inverno": Nadia Toffa si racconta in un libro

Notiziepiùlette

Giulia: «Volate oltre l'odio»
Ghiretti insultata sul web

Giulia: «Volate oltre l'odio»

Ultime notizie

Le cime tempestose di Kate Bush

IL DISCO

Le cime tempestose di Kate Bush

di Michele Ceparano

Lealtrenotizie

Schianto contro un'auto a Collecchio: grave un motociclista

incidente

Schianto contro un'auto a Collecchio: grave un motociclista

controlli

Ponte Taro: otto in una notte alla guida sotto l'effetto di alcol o droga

via emilio lepido

Ladri nella notte da Pittarosso: sparita la cassaforte

Lavori

Ponte sul Taro, arrivano i droni

PRIMO PIANO

I negozi e la domenica: "Aperti, sono comodi", "no, meglio stare in famiglia" Videoinchiesta

Viaggio tra commesse, clienti, negozianti: ecco cosa pensano della proposta del ministro Di Maio di chiudere gli esercizi la domenica

VIA TOSCANA

Il rumore dei treni? Fuori legge notte e giorno

4commenti

Varano Melegari

Mirko Reggiani, morire a 42 anni

LUTTO

Addio alla prof Bacchi, una vita per la scuola

Via Mantova

Dopo l'incidente, i residenti insorgono: «Qui tutti corrono troppo»

lesignano

Incidente sulla pista da motocross: è gravissimo

CALCIO

Gervinho non ricorda Tino?

2commenti

COLORNO

Tortél Dóls, il sindaco contrattacca la Confraternita

gazzareporter

La segnalazione: "Capolinea del bus davanti a passo carrabile?"

Mariano

«Via Parasacchi, pericolo erbacce»

libri

Jeffery Deaver, il maestro del thriller americano  torna a Parma

incidente

Auto finisce nel canale: un ferito grave a Polesine

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Il dovere di restituire. La lezione di Dallara

di Michele Brambilla

LA PEPPA

La ricetta - Mini budini salati

ITALIA/MONDO

genova

Toti: "Il ponte si può costruire in 12-15 mesi: non accetteremo ritardi"

vezzano sul crostolo

Pizzaiolo coltiva marijuana in un bosco, preso con la "fototrappola"

SPORT

Pallavolo

Battuta l’Olanda 3-1. La Polonia è l'ultima qualificata della Final-Six

5a giornata

Ancora Ronaldo: Juve a punteggio pieno. Roma ko, Milan pari. E quel Parma lì... Risultati, classifica

SOCIETA'

l'indiscrezione

Versace in vendita a un gruppo americano?

il caso

Bennett in tv: "Asia? La chiamavo mamma. Lei mi ha violentato"

1commento

MOTORI

SERIE SPECIALE

La Mini Countryman imbocca... Baker Street

RESTYLING

Jeep: è l'ora del nuovo Cherokee. La vera novità? Costa meno