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Affinità elettive: Dall'Asta, De Pietri e Reggianini: le mille facce della figurazione

Affinità elettive: Dall'Asta, De Pietri e Reggianini: le mille facce della figurazione
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«Empatie differenti» - Grand hotel de la Ville al Barilla Center 

Katia Golini (articolo di presentazione sulla Gazzetta di Parma)

 Il filo che li unisce è l'amore per la pittura. Pittura come caleidoscopio dell'anima. Come mezzo di rappresentazione del mondo    con occhi d'artista. Renzo Dall'Asta, Silvano De Pietri e Alberto Reggianini,  attraverso le immagini, raccontano  l'uomo e la natura, le emozioni e la sostanza delle cose. Ognuno con il proprio linguaggio. Con ironica spietatezza l'uno, come gioco dei significati l'altro, come bestiario poetico il terzo. 

«Empatie differenti» - Grand hotel de la Ville al Barilla Center da oggi, venerdì  (inaugurazione alle 18) al 10 gennaio  - vuole sottolineare le diversità nella somiglianza, l'unione stretta nonostante la totale autonomia di pensiero e di istinto artistico, le differenze nella vicinanza fra tre protagonisti della scena artistica contemporanea non solo a Parma.  
 
E' profondo il legame tra i tre artisti parmigiani. C'è tra loro una lunga amicizia,   fondata prima di tutto sulla stima reciproca. Difficile che dallo studio di uno esca un lavoro senza che gli altri lo abbiano visto e «approvato».   
E inevitabile, tra loro, la condivisione dei discorsi sull'arte: dalle riflessioni sui grandi maestri delle Avanguardie alle valutazioni sulle novità odierne, dalle recensioni delle mostre più importanti alle considerazioni sui nuovi protagonisti della scena nazionale e internazionale.
 
Ad unirli in modo stretto c'è, forse ancora prima dell'amicizia personale, la «fede» nella figurazione. Al centro del lavoro di ognuno c'è  l'immagine - la natura, l'uomo, le cose -  che ognuno dei tre declina  a  proprio modo, con un'unica «uguaglianza»: creare sempre e comunque qualcosa di unico e irripetibile.
 
«Empatie differenti» non è la prima mostra che fanno insieme. Fianco a fianco hanno affrontato la sfida del padiglione regionale della Biennale di Venezia l'anno scorso a Palazzo Pigorini (dove De Pietri ha esposto anche in una personale nel 2008). Insieme hanno esposto alla rassegna «Mondobugia», promossa dalla Fondazione Gaibazzi. Ma in tutte queste occasioni anche altri artisti del territorio erano coinvolti. La mostra al Barilla Center, invece,  li vede esporre  per la prima volta isolati dal panorama generale. Un'occasione per raccontare alla città come nelle differenze ci sia tra loro una comunità di intenti: raccontare l'insondabile viaggio dentro se stessi e il mondo, valorizzando il bello.  
 
Tre artisti impegnati da decenni in un lavoro quotidiano, fatto di concentrazione, studio, riflessione, isolamento. Tre artisti con alle spalle una lunga storia   di esposizioni in giro per l'Italia e l'Europa, tanto legati a Parma da non averla mai lasciata. Nemmeno in gioventù, quando le occasioni e l'età l'avrebbero reso possibile. E' qui che tutti e tre hanno trovato la loro dimensione creativa ed è qui che vogliono  restare. Tenuto il mondo fuori dalla loro porta, hanno accettato di entrare in un «mondo a parte» come  il Grand hotel de la Ville, crocevia di vite lontane, luogo di passaggio di persone da ogni parte del globo.
 
Dall'Asta, raffinato conoscitore della materia pittorica, che dell'ironia ha fatto l'arma  per affrontare la vita, con   quadri e legni sagomati e dipinti, proporrà alcuni  dei suoi cavalli di battaglia. Ci sarà Sisifo, l'uomo che spinge il masso a significare la fatica di vivere. Torneranno le tele della serie dedicata ai monumenti storici  di Parma che sprofondano  in un mare di colore immaginario, in metaforiche nebbie padane che evocano catastrofi naturali ben poco lontane dalla realtà attuale. Ma ci saranno anche nuovi soggetti: paesaggi e mostruosi generali pronti a distruggere il mondo.

De Pietri, attento e profondo conoscitore dell'arte contemporanea, interprete di una «metafisica dell'anima» in chiave unica e personalissima, riporta in scena (come nella recente mostra a Milano «Sesso e cibo: c'è altro?»)  i suoi oggetti estrapolati dalla realtà che diventano altro da sé e «raccontano» mondi immaginari e fantastici. E continua l'incredibile gioco tra  «vero e falso», «reale e apparente» che ha contraddistinto il suo lavoro da molti anni ad oggi. Perché  solo  attraverso l'immaginazione si potrà salvare il mondo.
 
Reggianini, elegante interprete di un naturalismo contemporaneo denso di poesia, sapiente studioso della storia dell'arte,  proporrà il suo bestiario, in versione «storica»  e in versione «moderna»: dagli animali preistorici delle origini alle vespe su plexiglass, dove sperimenta una nuova tecnica e nuovi magici effetti cromatici. E dove il tratto veloce definisce forme eleganti in movimento perenne.
 
Tre artisti, che alla pittura hanno dedicato la loro vita, diversi ma simili, lontani ma vicini, che attraverso l'amore per la figurazione suggeriscono anticonformismo, libertà di pensiero e  indipendenza di giudizio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Fabio

    10 Novembre @ 12.53

    Bellissima mostra di questi tre bravi aritisti parmensi. Location di grande stile e raffinatezza. Bravissima anche la curatrice, Katia Golini. Speriamo in altre iniziative del genere a Parma. Fabio

    Rispondi

  • marco

    09 Novembre @ 13.50

    Ci vuole coraggio e costanza a fare l'artista a Parma, oggi. Viva i pittori parmigiani

    Rispondi

  • silvia

    06 Novembre @ 18.28

    Molto bello questo articolo, oltre alla capacità di saper "leggere" non solo con gli occhi attraverso i dipinti, traspare una sensibilità poetica per niente scontata ma appassionata. Reggianini lo conosco da tempo :-) alla mostra avrò modo di conoscere molto volentieri le opere di Dall'Asta e De Pietri. Grazie delle informazioni d'inaugurazione e permanenza

    Rispondi

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