18°

28°

Arte-Cultura

Delfini, "re" disperato

Delfini, "re" disperato
Ricevi gratis le news
0

Giuseppe Marchetti

Sulle «Poesie della fine del mondo, del prima e del dopo» di Antonio Delfini non si finirebbe mai di scrivere, di ridere, di pensare e di stupirsi. L'occasione che oggi ce le ripropone è l'uscita di questa raccolta nella collana bianca di poesie dell'editore Einaudi a cura di Irene Babboni e con una prefazione di Marcello Fois. Come si sa, il libro uscì da Feltrinelli nel '61, due anni prima della morte del suo autore. A quei tempi (non si era ancora sparso l'umore maligno del Gruppo 63) il libro non suscitò altro che occasionali recensioni, non fu capito, né tantomeno amato, ma neanche cinicamente deriso. Fu, tutt'al più, sopportato. A Modena, a Firenze, a Viareggio e a Roma (ma solo occasionalmente) Antonio Delfini era considerato «una mácia» - detto alla modenese - cioè  un tipo particolare, un originale scrittore ricco e sfaccendato. Riproposto nel '95 da Quodlibet, la raccolta presentò alcune aggiunte escluse prima dall'Antonio. Ma adesso questa terza edizione arricchisce di molto la percentuale degli inediti - ci informa l'editore - con un nucleo di testi degli anni Trenta e Quaranta tratti dagli autografi in possesso di Giovanni Delfini; e così il percorso si allunga, la curiosità si dilata e la storia del poeta possidente Antonio Delfini si completa dentro la propria dissacrante e dissacrata verità. Verità che è, come scriveva lui stesso, «mala poesia», cioè poesia di pena, di sberleffo o  di disperazione.
Le «Poesie della fine del mondo, del prima e del dopo» sono, infatti, un libro unico nella letteratura del nostro Novecento: non sono, in sostanza, una vera e propria raccolta così come comunemente la si intende, ma semmai un lungo poema composto per lasse, per strofe, per successivi accrescimenti, per incitamenti, accuse, rimpianti, dileggi e sordide miserie: un canzoniere, se si vuole, ma un canzoniere «dei nostri irricordabili ricordi di ieri», con penose confessioni e irritanti provocazioni che poi gli si aprivano dentro a rovinargli il sangue. E nonostante tutto, Delfini si mostrava come un uomo felice, un uomo che alla vita chiedeva tutto ma che poi sapeva sorridere di autocompatimento se la vita gli faceva marameo facendolo precipitare in quel freddo inferno dei confronti con gli altri scrittori che gli sembravano più fortunati e più accarezzati dalla buona sorte. Le poesie dicono tutto questo mondo con simpatica ferocia: sono sì «la fine del mondo», ma, in verità, il mondo di Delfini è precipuamente l'essere se stesso, pagliaccio e gentiluomo di una società che l'ignora e di una letteratura che lo sopporta. A Firenze litiga con Landolfi e con Montale, ma di nascosto li imita, il suo gran finale è, come osserva giustamente Fois nell'Introduzione, quello del Giudizio Universale che piacque anche al fantasioso Zavattini, benché Delfini non vedesse che il trionfo del Nulla in fondo al proprio cammino. E le poesie sono l'anticipata vendetta di questo correre verso la morte; sia da solo sia in compagnia (spesso una compagnia malvagia e scempia!)  il poeta non molla mai la rabbia che lo tiene in vita. La rabbia, da amore che era per la terra, per la letteratura, per il benessere e, infine, per la Luisa amata e poi perduta, la rabbia lo assiste, lo pungola, lo seduce, lo convince: «Non posso più pensare/ alla città a colei delle industrie del merdastrame./ Fa solo, mio vero dio, che io possa tornare in quel ch'è mio!/ Chiedo l'oblio... l'oblio... l'oblio...». Il Delfini dei Racconti, del «Ricordo della Basca», de «La Rosina perduta», del «Fanalino della Battimonda» è un altro Delfini, è un narratore temperato, dolcemente rassegnato; ironico. Il poeta, invece, non perdona: «Parlando di te parla il vuoto./ Già tu non senti. E' il vuoto sul vuoto./ Io solo ormai vivo e non più morente/ posso sentire il vuoto che te morta/ vai vuotando nel vuoto del morto».
Tutto l'arco poetico delfiniano batte su questi timbri dal primo testo qui raccolto, 1930, all'ultimo datato ottobre 1961 come specifica con puntuale rigore la Nota di Irene Babboni, nota che è una storia di questa poesia così legata al proprio autore da sembrare quasi un'appendice, un arto, un pensiero fisso, ossessivo, un suicidio sempre programmato e mai attuato, temuto e deriso allo stesso tempo. Ma Delfini era così: in lui, chi l'ha conosciuto vedeva il signore di campagna che s'è fatto una cultura da solo, magari leggendo Baudelaire e Soffici, Céline e Landolfi, Pietro Aretino e Gozzano senza crederci troppo, e vedeva anche quello dell'autoritratto: «Sono un re della foresta/ non sono un leone/ nemmeno un coglione/ sono un re/ un grande re/ non del verso/ sono re del tempo perso/ Come ce n'è tanti/ perché stanotte la notte/ mi ha baciato in bocca/ poi mi ha scacciato/ e gridò/ Sotto a chi tocca!». Ecco il suo «senso virile del dolore», come diceva Carlo Bo, e queste poesie lo ricordano sino alla disperazione. 

Poesie della fine del mondo,  del  prima e del dopo

 Einaudi ed.,   pag.  229,   15,50

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Asia Argento

GOSSIP

Asia Argento, compleanno con ringraziamento a X Factor. Riammessa?

Corona: in appello pena ridotta da 1 anno a 6 mesi

MILANO

Corona: (in tribunale con il figlio) in appello pena ridotta da 1 anno a 6 mesi

Lory Del Santo

Lory Del Santo

dramma

Lory Del Santo: "Mio figlio Loren si è tolto la vita"

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Verdi Off - La danza verticale “Full Wall” e l'installazione “Macbeth”

SPETTACOLI

Verdi Off - La grande notte in piazza Duomo Tutti gli appuntamenti

Lealtrenotizie

Parma attiva il piano regionale. Stop alle auto più inquinanti

Qualità dell’aria

Parma attiva il piano regionale: da ottobre a marzo banditi anche i diesel euro 4

12 TG PARMA

"Svuotato il conto dalla sera alla mattina": la testimonianza del pensionato truffato Video

anteprima gazzetta

"Visiti siti porno, paga o diciamo tutto": anche a Parma la truffa on line del momento

Varano

E' l'ora della Dallara Academy: due piani di storia, idee e futuro Gallery

70 anni

Maxiraduno: Salso diventa la capitale mondiale dell'Ape Piaggio Le foto

ricordo

In tutte le librerie Feltrinelli, il valzer del Gattopardo dedicato a Inge Video: Parma

consorzio di tutela

Bertinelli: "Troppo falso Parmigiano vogliamo una 'legge autenticità' "''

Dopo il blitz

Residenti e commercianti: «Via Bixio non è una strada di spacciatori. C'è gente tranquilla e belle botteghe»

7commenti

sicurezza

Pd: "Fondi per le periferie, scippo del governo". M5S: "Progetti esecutivi garantiti"

SICUREZZA

Nuove videocamere e altri 7 vigili urbani

2commenti

12 TG PARMA

Incendio a Fontanellato: non si esclude l'origine dolosa del rogo Video

Vigatto

Emergenza viabilità, tangenziale «rimandata»

3commenti

gazzareporter

Viale Vittoria, nuovi cartelli anti-spaccio Foto

1commento

GAZZAREPORTER

Rudo a gogò!

Lo sfogo di un lettore in pieno centro

LA POLEMICA

Sagra della Croce, pochi bagni chimici a Collecchio

messa

La Guardia di finanza di Parma celebra san Matteo, il patrono

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Lega, 5 Stelle e progetti di alleanze europee

di Luca Tentoni

EDITORIALE

Sicurezza: nessuno volti le spalle alla città

di Filiberto Molossi

ITALIA/MONDO

milano

Ultimo saluto a Inge, rivoluzionaria fino alla fine Fotogallery

PIACENZA

Si ribalta il trattore, grave un agricoltore di Alseno

SPORT

VOLLEY

L'Italia travolge la Finlandia nel primo match della seconda fase

Moto

Ora è ufficiale: la Fim ritira a Fenati la licenza per il 2018

SOCIETA'

hi-tech

Debutta il nuovo iPhone. Fan in coda, ma meno che in passato

milano

Risse e furti, la Questura chiude per 10 giorni i "Magazzini generali"

MOTORI

RESTYLING

Jeep: è l'ora del nuovo Cherokee. La vera novità? Costa meno

VOLKSWAGEN

T-Roc diesel, doppio "Porte aperte"