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Bodoni, civiltà e raffinatezza

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 Pubblichiamo un intervento del Presidente della Fondazione Museo Bodoniano di  Parma.

 
La mostra «Giambattista Bodoni. Principe dei tipografi nell’Europa dei Lumi e di Napoleone»  nasce da lontano, da un progetto ideato da Andrea De Pasquale, già direttore tra il 2008 e i primi del 2012 della Biblioteca Palatina e del Museo Bodoniano, poi continuato dallo stesso in piena sinergia con l’attuale direttore della Biblioteca e del Museo, Sabina Magrini, e reso possibile grazie al contributo di Fondazione Cariparma. Insieme alla Biblioteca Palatina e alla Soprintendenza per i Beni Artisti e Storici che ospitano nei propri spazi prestigiosi la esposizione, hanno collaborato alla co-organizzazione della manifestazione la Fondazione Museo Bodoniano e la Fondazione Cariparma: istituti di natura diversa che contribuiscono ciascuno secondo le proprie funzioni all’impresa di illustrare ad un pubblico più ampio possibile l’importanza dell'artista sublime che ha reso grande la storia della tipografia italiana nel mondo. La Fondazione Cariparma con la generosità consueta nei confronti delle iniziative di grande rilevanza ospitate in città, ha curato, inoltre, gli aspetti gestionali del progetto. 
Dal canto loro, il Museo, la Biblioteca e la Galleria hanno lavorato fianco a fianco, nell’ambito della diverse competenze di ciascuno, con l’intento comune di rendere al meglio - in un contesto prestigioso quale la Galleria Petitot e i Saloni Neoclassici della Galleria Nazionale - l’atmosfera degli anni in cui Bodoni visse e operò, gli interlocutori eccellenti a cui fu legato, le edizioni straordinarie che seppe concepire e commercializzare. Il fascino che esercitano ancora oggi la figura e l’opera di Bodoni è tale, tuttavia, che non mi è stato difficile come Presidente della Fondazione Museo Bodoniano, chiamare a raccolta, a contribuire a sostenere economicamente il progetto, anche numerose altre forze: la Agfa, la Fedrigoni e la Photocity.it in primis che interpretano in diversi campi dell’arte della stampa, della carta e della editoria digitale il gusto bodoniano per il Bello tipografico; il Centroffset, la Coppini Arte Olearia, la Macrocoop e la Meverin che testimoniano il sapere imprenditoriale del territorio, la Ascom e la agenzia assicurativa Coscelli Fornaciari della Reale Mutua nonché la stessa Gazzetta di Parma. Numerosi poi sono gli enti patrocinatori della mostra: la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio di Parma nonché l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia Romagna.  Non solo. 
L'attualità della figura di Bodoni fa sì che intorno alla mostra e per tutto il periodo della mostra si siano organizzate una serie di attività ed eventi collaterali quali la Rassegna Fedrigoni Top Award 2013 in cui la cartiera leader nel mondo, proprietaria anche delle cartiere Fabriano, organizza l'esposizione dei lavori grafici vincitori e selezionati del premio Fedrigoni, giunto all'ottava edizione. 
I lavori vengono selezionati da una Giuria Internazionale appositamente costituita, sono realizzati con le carte Fedrigoni e suddivisi in categorie dedicate all'Editoria, alla Comunicazione Corporate al Packaging di pregio, alla Stampa Digitale e saranno in esposizione nei Voltoni del Guazzatoio dall'8 al 13 ottobre e durante tutti i fine settimana di ottobre. E ancora il convegno «Il segno italiano. Moderno per tradizione» (29-30 novembre al Teatro Regio di Parma), organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori assieme a Fondazione Cariparma: Bodoni fu infatti uno dei primi ad esportare il suo brand in tutte le più importanti nazioni europee della sua epoca. Per non parlare, infine, delle svariate iniziative avviate dalla Consulta Grafici del Gruppo Imprese Artigiane nell'ambito dell'Unione Parmense degli Industriali e dal mondo della scuola. Il contributo pubblico ha interessato, invece, una parte sostanziale delle diverse attività che hanno preceduto l’allestimento della mostra nel processo di valorizzazione della figura di Bodoni che la Biblioteca Palatina e il Museo Bodoniano hanno avviato negli ultimi anni. In particolare, stando a quanto comunicatomi dall'attuale direttore della Biblioteca e del Museo, tra il 2008 e il 2012 si è proceduto alla catalogazione delle edizioni bodoniane e degli strumenti tipografici appartenuti all’officina di Bodoni e ora proprietà della Biblioteca Palatina, alla digitalizzazione di una parte di esse e del carteggio nonché al restauro del patrimonio fusorio con un cospicuo impegno da parte della Biblioteca Palatina (fondi provenienti perlopiù dall' otto per mille dell’Irpef per il 2011) e da parte del Museo Bodoniano (finanziamenti ministeriali e privati). La Biblioteca Palatina ha attualmente in corso la implementazione della teca digitale che ospiterà il frutto di questo immenso lavoro di catalogazione e digitalizzazione insieme a diverse altre banche dati contenenti descrizioni e immagini dei materiali conservati nell’Istituto. 
L’obiettivo della teca è naturalmente quello di rendere fruibili in rete, a titolo gratuito, immagini a buona risoluzione del patrimonio manoscritto e a stampa della Biblioteca corredate da informazioni bibliografiche e integrate, ove possibile, con altre risorse digitali pertinenti presenti in Internet grazie alla collaborazione con altri istituti di ricerca e conservazione italiani e stranieri. A tal fine, ad esempio, la Biblioteca Palatina con il Museo Bodoniano ha stipulato nel 2013 una convenzione con l’Università di Salamanca per la realizzazione, insieme, della Biblioteca Bodoni, un portale dedicato alla figura del grande stampatore. La Biblioteca Bodoni è stata presentata per la prima volta al pubblico il 19 settembre scorso a Madrid. 
È un lungo percorso quello che ho descritto brevemente sin qui, mirato a dare nuovo slancio al Museo Bodoniano che certamente merita di essere annoverato tra i più importanti musei della stampa in Europa, accanto al Museo Plantin Moretus ad Anversa e al Museo Gutenberg a Magonza. In quest'ottica è stato anche approvato e registrato il nuovo statuto della Fondazione Museo Bodoniano nella primavera di quest'anno. Esso ribadisce la stretta coesione tra la Biblioteca Palatina e il Museo facendo coincidere la figura del direttore pro tempore dell'una e dell'altro; al contempo, prevedendo la possibilità di individuare all'occorrenza anche la figura di un direttore scientifico può avvantaggiarsi di una pluralità di apporti qualificati. 
 

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