17°

28°

Gente di provincia

Rada Markovic: dalla Serbia a Fidenza per riempire di luce la vita (e le case) degli altri

Rada Markovic - Dalla Serbia a Fidenza per riempire di luce la vita (e le case) degli altri

Rada Markovic

Ricevi gratis le news
0

Tenendo duro, e rimanendo dolci, si arriva ovunque. Rada Markovic, dalla Serbia, è in Italia da qualche anno: lavora come professionista dell’illuminazione. Non dimentica nulla della sua vita, né l’amata famiglia, né la terra d’origine, né uno a uno i gradini che ha affrontato, non tanto per il gusto di salire, quanto per andare dove bisogna andare. Ricorda: «Sui Balcani si viveva di prodotti locali, eravamo del tutto fuori dal mercato, i giovani andavano all’estero. C’era ignoranza ma anche equilibrio; i figli dei ricchi e dei poveri indossavano le stesse marche di vestiti». Un’infanzia essenziale e allegra, con due maestose influenze culturali sul territorio: a Nord austroungarica, verso Sud la Turchia. Dice Rada che «Belgrado segna una linea precisa tra due mondi: si vede benissimo nell’architettura della gente, le casette dei turchi, l’altra invece gotica, ricca, più fredda». Una vita normale con strade che, come spesso accade, lavorando e sognando cose normali, portano al meraviglioso. Racconta: «Scuola elementare in Serbia, genitori ingegneri meccanici: mio padre lavorava con tedeschi e svizzeri, era professore a Belgrado. Tempi di inflazione monetaria, con timide aperture verso il mondo, i primi flussi di gente che usciva, impoverendosi in casa. Erano i figli della classe media. Mi venne impartita un’educazione sobria, pochi vestiti e niente zainetti alla moda. Imparai ad amare le cose vere, la campagna, il lavoro, le persone». E’ un piacere sentirla parlare: trentenne sicura di sé, senza aver ammazzato la bimba che aiuta a vivere appieno le cose belle della vita: «Mi facevo a casa i vestiti delle Barbie, era bellissimo. Un po’ stavo in campagna con la nonna, un po’ i miei mi facevano seguire lezioni di pittura, d’inglese, tanto sport. Non ero lì in sospeso senza saper cosa fare. La mamma di mia mamma era una donna meravigliosa, Georgina, casalinga: una grande passione verso il focolare. Cucinare, pulir per bene, coltivare l’orto e le viti per il vino, a settecento metri sul livello del mare. A settembre i ricordi più belli. Vivevamo in una casetta di più di cent’anni, senza luce e senz’acqua, c’era il pozzo. Si andava a prendere lì l’acqua per lavare i piattini. Le posate erano fatte di rame». Metà bucolica e metà global, Rada. «Nel frattempo guardavo cartoni animati su “Cartoon Network”, tutto in lingua originale. Sognavo di fare l’architetto. Ed è quello che ho fatto, alla fine». Venne l’epoca, dura ma naturale, degli scontri in famiglia: «Eravamo tutti ingegneri e medici, desideravano continuassi. Frequentavo architettura a Belgrado. Ho deciso di andare all’estero, inoltre era rischioso stare in Serbia. M’interessava molto il campo dell’illuminazione. Dopo un po’ di tempo trascorso sulla rete, ho seguito una presentazione a Belgrado del Politecnico di Milano: mi sono presentata e ho spiegato quello che volevo fare. La persona stessa incaricata di presentare l’Università italiana, non sapeva del corso di “Lighting designer''». E’ chiaro, quello è il destino. Bisogna solo affrontare, cercando di uscirne vivi, la palude della burocrazia. Va a colloquio all’istituto italiano di cultura a Belgrado. Nel 2009 è a Milano. Impara subito la lingua. Eccola qui, dove il destino l’ha chiamata, con sua entusiasta risposta. Frequenta per un anno un master al Politecnico di “Lighting design e tecnologie della luce”. I professori sono Michele De Lucchi, Huub Ubbens, Carlotta de Bevilacqua, presidente di Danese Milano. Oggi, alba del 2016, Rada è una professionista indipendente, con uno studio tutto suo. Vive a Fidenza con il marito, fidentino, si sono conosciuti a Belgrado. Lui è fotografo. Facile dire sia la luce a unirli. Argomenta: «Anche nell’illuminazione, come in tutte le forme della creatività, si riflettono la mentalità, la storia e la cultura del posto». Prosegue: «Negli ultimi quindici anni si è iniziato a produrre in Cina, basandosi su una cultura sostenuta da sacrifici pazzeschi, in grado di fare oltre i limiti. Così spesso si riduce il livello di qualità nelle finiture. Artemide è l’unica azienda al cento per cento di proprietà italiana: il fondatore, Ernesto Gismondi, è tutt’oggi vivente. Come nell’arte esiste un design e una direzione artistica di estetica. Nell’illuminazione, credo di avere una sensibilità balcanica». Ecco, finalmente, le radici. «Mia nonna faceva il miele. Mai visto un granello di zucchero, da noi. Nel sud della Serbia si faceva il formaggio di pecora. Correvano fiumiciattoli d’acqua limpida. Lei diceva che una donna dovesse sempre trovarsi un uomo più a valle, perché l’acqua prende e porta via». Qui i rilievi la formano: «Quando vedo una persona davanti non riesco a essere formale. Franco Maria Ricci mi disse di darsi del tu. Io: “Se ti chiamo Franco, ti dico le cose che penso”. Lui: “Preferisco così, senza filtri”. Mia nonna a Belgrado conserva con religioso rispetto due libri di FMR, ricordo che da bambina si potevano sfogliare solo coi guanti. Anzi, coi guanti, poteva sfogliarlo solo lei. A noi non era neppure permesso di toccare: un oggetto sacro. Spiega, Rada: «Nel mio lavoro ricerco la naturalezza. Qualche volta mi scontro con pareri tecnici opposti alle miei idee. Quindi devo convincere gli elettricisti». Lo fa con energici, categorici, balcanici, “Si può fare!”. Prima si guardava solo alla forma dell’oggetto, adesso anche alla forma della luce, all’effetto finale che dà il fascio. Non si fa più la bolla di vetro: è la luce che diventa forma, non la lampada. Si cerca di utilizzare materiali ecosostenibili, per illuminare in modo corretto e rispettoso. La luce sbagliata dà fastidio all’uomo e all’ambiente». Artemide per anni è stata la sua casa. «Ho vissuto in quell’azienda, si può dire anche per quell’azienda». Poi la strada in solitaria. «Oggi i clienti mi vedono come persona, non come professionista. Forse è stata la scelta più idonea, la più sincera, avevo in mente di far qualcosa di mio». Ho vissuto il passaggio fra tecnologie, occupandomi anche di sistemi domotici: per un cliente privato ho realizzato un impianto di illuminazione da circa duecento punti luce, controllabile da iPhone, iPad o cellulare». Ho lavorato con Carlotta de Bevilacqua, moglie di Ernesto Gismondi, fondatore di Artemide. Raggiunti alti livelli, mi sono sempre tenuta a mente le origini, la storia dei miei genitori, che mi han detto che tutti i lavori sono dignitosi, se fatti con qualità. Il lavoro è la cosa che crei tu, che alimenti tu; tu dai valore al lavoro, non lavoro a te».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

"Fiorire d'inverno": Nadia Toffa si racconta in un libro

TELEVISIONE

"Fiorire d'inverno": Nadia Toffa si racconta in un libro

Asia Argento

GOSSIP

Asia Argento, compleanno con ringraziamento a X Factor. Riammessa?

Lory Del Santo

Lory Del Santo

dramma

Lory Del Santo: "Mio figlio Loren si è tolto la vita"

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Le cime tempestose di Kate Bush

IL DISCO

Le cime tempestose di Kate Bush

di Michele Ceparano

Lealtrenotizie

Inglese e Gervinho fanno esultare il Tardini. Parma-Cagliari 2-0 Foto

SERIE A

Inglese e Gervinho fanno esultare il Tardini. Parma-Cagliari 2-0 Foto

2commenti

parma calcio

D'Aversa promuove Gervinho: "Per Parma fa la differenza" Video

viabilità

Domani chiuso il Ponte sul Taro. Ponte sul Po Boretto-Viadana, possibili sensi unici alternati Video

ricerche in corso

Albareto, soccorsi attivati per un altro fungaiolo disperso

APPENNINO

E' morto il fungaiolo colto da malore nei boschi di Albareto

Si tratta di un 80enne di Bergamo

12 TG PARMA

Controlli dei carabinieri in piazza della Pace, un 34enne arrestato Video

parma

Lavoro nero: sospesa la licenza a un kebab di via D'Azeglio. Multati altri locali

Controlli interforze in diverse zone della città

1commento

SEXY RICATTO

L'hacker: «Frequenti siti porno, ora paga»

3commenti

NUOTO

Commenti beceri verso Giulia Ghiretti: denuncia (e tanto sostegno) via Facebook

L'atleta paralimpica pubblica la schermata con alcuni commenti per i quali si definisce "disgustata"

3commenti

Varano

E' l'ora della Dallara Academy: due piani di storia, idee e futuro Gallery Video

sicurezza stradale

Massese, allarme per quelle righe orizzontali ormai "fantasma"

politica

Pizzarotti sulla vicenda Casalino: "Le minacce sono il metodo 5 Stelle"

1commento

Verdi Off

Danza verticale e giochi di luce: pubblico con il fiato sospeso in piazza Duomo Foto Video

ECONOMIA

Rinnovato il contratto integrativo in Barilla: previsto premio da 10.800 euro in 4 anni

PARMA

Viale Vittoria: cartello anti-spaccio già strappato e gettato nella campana del vetro Foto

6commenti

WEEKEND

Tra street food in Ghiaia, sport in Cittadella e mercatini: l'agenda del sabato

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

E' Berlusconi l'arma anti Di Maio di Salvini

di Vittorio Testa

CHICHIBIO

«Locanda Marzolara» generosa tradizione e tanta qualità

di Chichibio

ITALIA/MONDO

Medicina

Primo trapianto di faccia in Italia. E' su una donna

governo

Pensioni: ipotesi quota 100 con 36-37 anni contributi

1commento

SPORT

Pallavolo

L'Italia perde con la Russia al quinto set, ma è già in final-six Foto

Moto

Super pole di Lorenzo, pasticcio Valentino Rossi: 18esimo

SOCIETA'

gazzareporter

Quando il fungo pesa 2,5 kg...

Ivrea

"Vorrei vedere il mare per l'ultima volta": l'ambulanza si ferma vicino alla spiaggia

MOTORI

RESTYLING

Jeep: è l'ora del nuovo Cherokee. La vera novità? Costa meno

VOLKSWAGEN

T-Roc diesel, doppio "Porte aperte"