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L'INCHIESTA

Rimesse: da Parma inviati 45 milioni. India e Senegal in testa, tracollo anomalo per Nigeria e Santo Domingo

Il flusso dall'Italia è stabile: poco più di 5 miliardi nel 2017. Dal nostro Paese fiumi di soldi. Ma sono tutti tracciati?

Pianeta rimesse: dall'Italia fiumi di soldi. Ma sono tutti tracciati?
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Lavorare all'estero e inviare i soldi ai famigliari rimasti a casa: sono le «rimesse degli immigrati». Per chi è arrivato da Asia, Africa ed Est Europa l'estero è (anche) la provincia di Parma: da qui partono quasi 45 milioni di euro verso numerosi Paesi; poco più di 5 miliardi da tutta l'Italia. Non tutti i gruppi più numerosi sono ai primi posti nell'invio di denaro. Gli indiani, ad esempio: erano 3.880 nel 2017 (dati Provincia) ma al primo posto nella quantità di denaro spedita, oltre 4,9 milioni di euro. Gli immigrati del Bangladesh sono relativamente pochi ma le loro rimesse sono aumentate del 33,2% in un anno. Gli stranieri più numerosi nel Parmense sono i romeni, 8.462 censiti, ma sono terzi per quantità di rimesse a 3,29 milioni, in calo di quasi 17 per cento. I moldavi sono poco più di 7mila in provincia, secondi solo ai romeni; pochi anni fa erano i più attivi con le rimesse, ora continuano a calare. «Pochi» senegalesi inviano molti soldi in patria: la comunità è al decimo posto in termini di residenti ma appena dietro agli indiani quanto a rimesse, con più di 4,7 milioni spediti nel 2017. Anche considerando che ci sono stranieri senza documenti, è una quantità di denaro considerevole, sebbene non più in crescita come in passato. Crebbe in particolare fra 2007 e 2011, quando si raggiunse il picco di 7,39 miliardi dall'Italia. A volte i numeri sono freddi, è vero, ma nello stesso tempo hanno storie da raccontare.

INDIA AL TOP, BANGLADESH IN FORTE CRESCITA
Nel 2017, dal Parmense sono stati inviati all'estero 44 milioni e 896mila euro: un calo del 5,38% rispetto ai 47,447 milioni del 2016. Parma è in controtendenza rispetto all'Italia: le rimesse dal nostro Paese ammontano a 5 miliardi e 75 milioni e sono stabili rispetto ai 5,073 miliardi del 2016. Chiaramente non tutti i Paesi ricevono nella stessa misura. I primi dieci Paesi della graduatoria fanno la parte del leone: ricevono il 61,29% delle rimesse da Parma; considerando i primi 20 si arriva a 82,43 per cento. Come si vede nel grafico a fianco, sono piuttosto stabili gli invii di denaro verso India e Albania; rallentano Senegal, Romania, Marocco, Filippine, Camerun. Nel mare di dati rilevati dalla Banca d'Italia, alcuni spiccano per balzi o tracolli alquanto «bruschi». A Parma come in tutta Italia si fa notare l'aumento del Bangladesh: 866mila euro, il 33,2% in più nel giro di un anno. Aumentano anche Sri Lanka (+16,3%) e Mali (+9,4%).

OCCHI PUNTATI SU SANTO DOMINGO E NIGERIA
Sotto i riflettori per il trend negativo la Repubblica Dominicana e la Nigeria. In entrambi i casi, un calo corposo in poco tempo. L'anno scorso, infatti, sono stati mandati a Santo Domingo «solo» 953mila euro, ma nel 2016 le rimesse erano arrivate a 1,7 milioni di euro. Ben il 43,9% in meno. Stando alle statistiche diminuiscono del 9% le rimesse verso l'Ecuador e la Cina, un Paese tra l'altro già al centro dell'attenzione per possibili «anomalie». Da Parma calano in modo vertiginoso i flussi di denaro verso la Nigeria: nel 2017 ha ricevuto 146mila euro ma appena l'anno prima erano stati registrati 628mila euro. Un tracollo del 76,7% in un anno è molto rilevante. Lo è ancor di più se si considera che nel 2011 le rimesse Parma-Nigeria furono 1,34 milioni: in pratica, 89% in meno nel giro di sette anni. Un trend che è difficile vedere nei flussi di denaro verso gli altri Stati.

SPEDIZIONI «LIVE» E QUALCHE RISCHIO
Le statistiche sono aggiornate inevitabilmente per difetto: chi invia denaro all'estero con money transfer e banche usa canali ufficiali e quindi tracciabili, ma una parte delle rimesse passa attraverso canali informali. Denaro che varca i confini portato «a mano», sfugge alle statistiche e a volte anche ai controlli: è stimato fino al 30% del totale. Nel contempo le statistiche nude e crude descrivono quanti euro vengono spediti ma non riescono a raccontarne l'origine nei dettagli. Da lì possono passare i risparmi di chi lavora sodo al pari di eventuali proventi di attività illecite. I gestori dei money transfer (canali più agili rispetto alle banche ma più a rischio) devono segnalare le operazioni sospette: su questo fronte ci sono progressi nel nostro Paese, ma molto resta da fare.

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  • giligan

    04 Maggio @ 21.29

    Ed i cinesi con tutte le attività, bar, negozi, mercatoni, banchi al mercato ecc. ecc. ,mandano in Cina questa miseria????

    Rispondi

  • StefanoC

    30 Aprile @ 15.02

    Basterebbe un controllo facilissimo: chi ha aiuti di povertà e manda via anche solo un euro, gli va levato tutto perché significa che i soldi per mantenersi da solo li ha. Troppo facile fare la vita spesati dagli italiani, e mandare a casa milioni!!!

    Rispondi

  • filippo

    30 Aprile @ 12.58

    che bella notizia, ALTRO CHE PAGARCI LE PENSIONI, stanno spolpando tutto

    Rispondi

  • paola

    30 Aprile @ 12.30

    soldi comunque "guadagnati" in Italia (per fortuna c'è chi fa lavori onesti) MA NON SPESI IN ITALIA - e il nostro paese si impoverisce -

    Rispondi

    • Roberto

      30 Aprile @ 13.00

      Giustamente, chi fa' lavori onesti puo' inviarli a casa per aiutare chi e' rimasto , cosi' come facevano i ns. migranti a suo tempo, quindi e' piu' che giusto sia cosi', in qualche modo contribuiscono all'Italia, il problema sono quelli che mandano senza lavorare e questi sono quelli che non e' possibile accettare. E non sono sicuramenete solo i neri, abbiamo tanti dall'Est Europa (vedi articoli tutti i giorni) che sono qui quando non dovrebbero esserci, e per loro dovrebbe valere la stessa cosa, rimpatriare se non hanno diritto a rimanere , il problema e l'assenza della legalita', che porta poi delinquenza e lavoro nero, e questo si che danneggia l'Italia e gli italiani.

      Rispondi

  • la rivolta di atlante

    30 Aprile @ 10.58

    la rivolta di atlante

    NIGERIANI HANNO DA INVIARE I SOLDI DELLA DROGA E COME NEI CARTELLI SUDAMERICANI NON È OPPORTUNO CHE VENGANO TRACCIATI .... COME FAI A DIRE CHE SEI UN MIGRANTE SE MANDI 10.000 EURO AL MESE A CASA......

    Rispondi

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