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Renzi: perché ha perso, perché può rivincere

Michele Brambilla

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Gli italiani, specie quelli che hanno ormai qualche decennio, sono abituati alle dimissioni di presidenti del Consiglio. L'uscita di scena di Renzi, tuttavia, ha caratteristiche particolari. L'ex sindaco di Firenze era entrato in politica, anzi aveva fatto irruzione in politica, con la forza esplosiva del nuovo che avanza. Era il rottamatore, era il ricambio generazionale, era l'uomo che avrebbe cambiato la sinistra piacendo anche a destra. Sembrava destinato a un futuro luminoso. Ancora la scorsa settimana, Silvio Berlusconi gli ha riconosciuto di essere «l'unico leader in circolazione».
Eppure, il referendum l'ha travolto. Non è una sconfitta che si possa spiegare solo con quel che pensano gli italiani della riforma costituzionale. È, invece, il frutto di una serie di errori che Renzi ha lasciato sedimentare nel tempo e che gli hanno fatto perdere la carica di simpatia che aveva accompagnato la sua ascesa.
Il primo errore è stato il modo con il quale è entrato a Palazzo Chigi. Non tanto perché non è stato eletto dal popolo (non è certo l'unico) quanto per aver “pugnalato” nella schiena Enrico Letta, dopo averlo rassicurato con l'ormai famigerato #enricostaisereno. Quella manovra di Palazzo, così diversa dal renzismo delle origini, è il peccato originale, mai superato.
Il secondo errore è stato quello di aver costruito una squadra di governo di amici: più obbedienti che competenti. Il terzo, l'insieme di atteggiamenti un po' duceschi, che negli italiani hanno instillato sentimenti più di antipatia che di consenso. Il quarto, l'aver avuto troppa fretta nel fare le riforme - forse per una vocazione a voler bruciare le tappe - finendo con il raffazzonarle, e legando ad esse il suo destino.
Eppure, non è affatto detto che la sua uscita di scena di ieri sia definitiva. Intanto perché i suoi rivali, cioè i leader del Fronte del No, sono (li abbiamo visti sfilare in tv subito dopo i risultati) i seguenti: Matteo Salvini, l'uomo che a Milano voleva sui bus posti per bianchi e posti per neri; Di Maio, convinto che Pinochet sia stato dittatore in Venezuela; Di Battista, convinto che la Costituzione sia stata «approvata nel '48 a suffragio universale»; Bersani, che ha chiesto agli italiani di bocciare al referendum una riforma che aveva approvato tre volte in Parlamento; Berlusconi e D'Alema, non più - diciamo così - di primo pelo. Tutte persone, poi, che insieme attorno a un tavolo non si metterebbero neppure per giocare a scopa.
Ecco perché non è detto che Matteo Renzi sia destinato a tornare a vita privata. Ha 41 anni, ha carisma, capacità, energie e un credito internazionale che un Grillo - il suo rivale più forte in termini di voti - non ha e non avrà mai.
Ma soprattutto non mancano le basi per una rivincita. Matteo Renzi, paradossalmente, esce di scena nel momento in cui ha raccolto il maggior numero di voti. Il 40 per cento di “sì” (sul 70 per cento di votanti) è molto più dei voti che il Pd prese alle Europee di due anni fa; e sono tutti voti personali, suoi, visto che al referendum correva solo. Mai nessun leader ha avuto tanto consenso. Sono voti che Renzi può tentare di rivitalizzare.
Il discorso della mezzanotte di domenica è stato uno dei due migliori della sua carriera. L'altro è quello che pronunciò a Firenze, alla Fortezza da Basso, la sera in cui perse le primarie contro Bersani. Sono due discorsi da sconfitto. Ma un grande condottiero lo vedi per come sa perdere. Se anche questa volta saprà trarre insegnamento dalla sconfitta sentiremo ancora parlare di Renzi.
michele.brambilla@gazzettadiparma.it

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  • Emiliano

    08 Dicembre @ 09.35

    Se mantenesse la sua promessa Renzi dovrebbe uscire dalla politica, così ha dichiarato in televisione...ma avrà sicuramente detto la sua ennesima bugia.

    Rispondi

  • Berta

    08 Dicembre @ 09.10

    @ivo: Battista non so, ma Di Maio (Giggino O' Ripetente) non sa parlare neanche in italiano, quindi dubito che parli correttamente l'inglese. Congiuntivi zero, geografia non pervenuta: non sa neanche dove sono il Venezuela e il Cile... Berlusconi invece bisogna ammettere che parla stupendamente in francese. L'unico politico veramente poliglotta era Enrico Letta, che ha studiato se non sbaglio a Bruxelles in un'università internazionale. Di Maio ha a malapena un diploma e Battista forse, se va bene, parla in itagnolo, visti i soggiorni in America Latina.

    Rispondi

  • masF

    07 Dicembre @ 22.35

    Per carità, di questi “Grandi Comunicatori” sono veramente stufo. Qui si tratta del Grande Impostore, anzi dell’IMPOSTORE. Punto. E’ il classico caso del “comprereste un’automobile usata da quest’uomo?”. No, non comprerei MAI un’auto usata da costui. Sarebbe capace di offrirmi una macchina PRIVA DI DUE RUOTE, spiegandomi che sarebbe un affarone, mi farebbe risparmiare un sacco di soldi grazie al “superamento del quadriruotismo perfetto”…

    Rispondi

    • Biffo

      08 Dicembre @ 10.03

      masF, io sono nato nel lontanissimo 1945; ma dai miei, prima, e per esperienza personale, poi, non ti saprei ricordare un solo politico sincero, capace di mantenere le promesse fatte e mai mantenute. Tu, invece, me ne sapresti citare anche solo uno? Magari uno di quei Soloni che tirano il carro dei votanti per il No, come Salvini, Meloni, La Russa, Brunetta, Berlusconi, Grillo?

      Rispondi

  • Betti

    07 Dicembre @ 14.27

    Renzi è un grande comunicatore ed è questa la sua fortuna, purtroppo è anche il contrario. Parla come un bravo formatore di venditori, ma dopo un corso, è sempre uguale e perde di credibilità. Aggiungiamoci una esagerata autostima e il gioco è fatto. Non la vedo come una battaglia politica persa, ma come una battaglia personale persa.

    Rispondi

  • Ivo

    06 Dicembre @ 17.00

    Si fa notare L errore di Di Maio o Di Battista , ma almeno oltre a non aver nessun problema con la giustizia , sanno parlare inglese . Un Renzi che spara slide di super cazz..,le , sempre smentite da corte costituzionale, INPS, istituti di ricerca ecc ecc ecc , e più credibile di loro vero direttore ? La sua simpatia per il venditore e ormai conosciuta a tutti ( dubito .., per L ennesima volta che questo mio commento non sia censurato ) uno che ha spostato direttori a suo piacimento , che ha voluto cambiare la costituzione con Verdini .., ciaoone a tutti

    Rispondi

    • 06 Dicembre @ 17.37

      Non censuriamo. Ma le faccio notare che l'inglese di Renzi non é il massimo ma è quanto meno accettabile. Ben più di quello di Berlusconi AT

      Rispondi

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