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EDITORIALE

La rivoluzione dell'auto elettrica

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Il futuro è come la felicità: quando lo raggiungi non te ne rendi conto. E' molto difficile nell'evoluzione frenetica della vita di oggi scandita da app, intelligenze artificiali e smartphone galattici rendersi conto quando effettivamente mettiamo un piede nel "futuro". Il 5 luglio 2017, però, sembra proprio essere una di quelle date da ricordare: Volvo ha sostanzialmente annunciato la fine della lunga parabola del motore a scoppio e l'avvio di un'era nuova, quella elettrica.

Con la consueta faciloneria di una parte dei media del Belpaese, l'annuncio della Casa svedese oggi di capitali cinesi - è in mano alla Geely, che in patria già produce veicoli elettrici - è stato un tantino esagerato perché in realtà i modelli Volvo diesel e benzina (peraltro sofisticati e per quanto possibile "green") resteranno in produzione fino ad almeno il 2024 e fra due anni ogni modello nuovo avrà sì in gamma una versione interamente elettrica, ma anche una ibrida (motore endotermico più elettrico) o ibrida plug-in, cioè ricaricabile. Ed è facile immaginare che la quasi totalità delle vendite si concentrerà ancora sull'ibrido che - di fatto - non muta abitudini e performance dell'auto come siamo abituati a conoscerla.

Per un futuro interamente elettrico, nonostante gli sforzi di quasi tutti i costruttori con in testa Tesla, Nissan-Renault, GM, Bmw, Mercedes e Volkswagen, dovremo attendere parecchi anni perché al momento i tre punti deboli - costi, tempi di ricarica e autonomia - non soddisfano gli standard del trasporto di massa.

Eppure l'annuncio di Volvo è significativo, perché segna un punto di non ritorno: Volvo non è un colosso del calibro di Toyota (votata all'ibrido da molto tempo), GM o Volkswagen che veleggiano intorno ai 10 milioni di vetture prodotte all'anno, ma con oltre mezzo milione di veicoli non è nemmeno una scommessa come la californiana Tesla, la più innovativa quattroruote del pianeta, da sempre solo elettrica, che a settimane manderà in produzione il primo modello di massa, l'attesissima "3" che negli Usa si aggirerà sui 30mila dollari. Dove debba andare il mondo - bolle permettendo - lo dicono del resto gli indici di Borsa: a Wall Street il gioiello di Elon Musk capitalizza più di Ford e GM nonostante produca poche migliaia di pezzi. Non solo: proprio ieri il ministro francese dell'ambiente, Nicolas Hulot, ha detto che il governo francese vuole mettere fine «alla vendita di auto a benzina e diesel entro il 2040».

Nel 2016 le auto elettriche nuove nel mondo non hanno raggiunto l’1% del totale. Ma nei primi tre mesi dell'anno le vendite sono schizzate del 40%. Alcuni analisti stimano che nel 2030 8 auto su 10 saranno elettrificate. E a casa nostra? Nei primi sei mesi del 2017 sono state vendute 995 vetture elettriche (690 nel primo semestre 2016) contro oltre un milione fra diesel e benzina.

Però provate a guardarvi intorno e scoprirete che qualcosa sta cambiando anche dalle nostre parti: a Parma ci sono dieci colonnine di ricarica, niente rispetto a città all'avanguardia come Amsterdam o Lisbona dove sono più numerose delle fermate degli autobus, ma tante rispetto ai pessimi standard nazionali, e la Barilla ha appena rinnovato il proprio parco aziendale abbattendo del 40% le emissioni di Co2 grazie alla scelta responsabile di modelli ibridi. Insomma, il futuro dettato dall'esigenza di ridurre le emissioni è già qui e sembrano averlo capito più i cinesi (non commuovetevi: fiutano l'affare...) di Donald Trump, fiero sostenitore dei giganteschi pick-up a benzina che scorrazzano per l'America. Ma Volvo ha suonato la campanella. Per tutti.

atagliaferro@gazzettadiparma.net

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  • falco

    10 Luglio @ 11.11

    @gianni cesari, dixit: "no, solare comporterebbe una velatura di pannelli da oscurare le alpi. l'auto elettrica di massa non risolve il problema" ecco perchè il modno va male, perche cè tanto inquinamento, perchè ci si ammala di cancro! perchè ci sono anche le persone come questo qua che fanno la loro parte nel peggiorare il mondo. Con la loro assurda mentalità (ignorante) credono alle balle raccontate e non si sbattono minimamente di verificare i fatti perchè gli basta così. Gli basta così, soprattuto se nota che dietro una tal "linea di pensiero", in questo caso il - no al petrolio - no carburanti fossili, ci sono quella massa di persone che tanto ideologicamente odia. e gli dispiace perchè la penserebbe proprio come loro ma non può permetterselo! E' troppo forte per lui (e quelli come lui). Quindi, piuttosto, ribadisce che è meglio il petrolio cercando di sviare raccontando le solite balle del "non cè altra soluzione che il petrolio e i derivati". Appunto, afferma quanto detto sopra! Mentre invece basterebbero i tetti delle case coi pannelli per essere praticamente autosufficienti... ma tanto alle persone come lui è inutile spiegarlo perchè non lo capiscono (limitati ignoranti) o perchè non vogliono capirlo (il peggio).

    Rispondi

    • Gianni Cesari

      11 Luglio @ 18.37

      giannicesari

      Voi mi spiegherete, qui, a breve, in inverno come fate ad essere autosufficiente coi pannelli fotovoltaici. Vale anche in estate quando piove. Grazie per l'attenzione. "La velatura da oscurare le alpi" era un'immagine retorica, non va PRESA ALLA LETTERA, la dovete interpretare. Visto che, secondo Voi, causa mia il mondo va male (mi daranno l'AntiNobel per l'ecologia?) a mia parziale discolpa volevo renderVi edotto che possiedo tre automobili, tutte e tre a metano. Lo so è grave, per un anti-ecologista della mia risma. Dite che sono ignorante. Bene! Ho un'istruzione tecnica, sono + d 30 anni che lavoro in ambito tecnico e tecnologico, ma, Signore mio, sono fiero, come socrate, della mia ingoranza, che mi spinge ogni giorno a speculare sul perchè delle cose.

      Rispondi

      • federicot

        13 Luglio @ 14.34

        federicot

        Ah quindi un terzo dello stipendio finisce in auto....almeno sono a metano. Se lunedì non è passato nessuno forse qualcosa vuole dire.

        Rispondi

        • Gianni Cesari

          15 Luglio @ 12.39

          giannicesari

          un terzo del mio stipendio è poco più 1300 euro. io spendo di metano circa 13 euro ogni tre giorni. 22 giorni lavorativi al mese + 4 sabati. totale 26 giorni. diviso 3 = arrotondiamo per eccesso 9 pieni al mese. circa 117 - 120 euro al mese. ma Lei che lavoro fa per prendere 360 euro al mese? non ha pensato di trovarsi un lavoro più renumerativo? ho guadagno troppo io, o il metano è conveniente; una delle due! a metano mi trovo così bene che quando devo andar ein edicola, che è a meno di 20 metri da casa mia, ci vado in auto perchè spendo meno in metano che usura suole scarpe.

          Rispondi

      • salamandra

        11 Luglio @ 22.32

        In inverno non c'è il sole? Oppure non c'è il vento? Ormai l'elettricità fornita dai pannelli è la piú conveniente per non parlare dell'eolico. Certo se domani trasformassimo tutte le auto dal motore endotermico a quello elettrico avremmo un problema. Da qui a 10 anni no e forse anche prima.

        Rispondi

        • Gianni Cesari

          12 Luglio @ 18.58

          giannicesari

          quando il sole è alto, ma tanto alto, i suoi raggi attraversano tot. chilometri di atmosfera. nn ricordo quanti, saranno una cinquantina compresa la stratosfera, come da Parma a Modena, circa! quando in inverno il sole è basso, deve attraversare l'atmosfera non facendo la via più breve, ma in diagonale. arrivando a fare una strada più lunga anche di una volta e mezza (circa!). i gas dell'atmosfera (ossigeno, azoto, anidride carbonica, altri tipi di gas quando mangio legumi, ecc.) disperdono, rifrangono la luce ammortizzando l'energia da essa trasportata. Ha mai notato che se va in montagna, in alta quota, si abbronza prima? aria più rarefatta, meno dissipazione dei raggi solari. quindi, fisica, matematica, non chiacchiere da bar, siccome qualcuno prima di Lei affermava di essere autosufficiente col fotovoltaico, io ribadisco: con quale esercito?

          Rispondi

        • Gianni Cesari

          12 Luglio @ 18.51

          giannicesari

          dal mezzogiorno del solstizio di inverno, al mezzogiorno di quell'o d'estate c'è una differenza di circa 46° e mezzo. cioè se Lei guarda il sole, a mezzogiorno il 21 dicembre lo vedrà più basso di circa 46° e mezzo rispetto al 21 giugno ore 13(ora legale). non sono sicuro del valore esatto dei gradi, se c'è qualche astronomo gradirei conferma. quindi abbiamo, in inverno due cose che riducono la produzione di elettricità. 1 è il sole che raggiunge un'altezza più bassa, quindi su un pannello FISSO E ORIENTATO per il sole estivo, c'è una importante perdita di resa. ma a questo si può ovviare montando degli attuatori automatici che ne governino l'orientamento in funzione della stagione, dell'ora, ecc. ovviamente è roba che ha un costo e necessita manutenzione. 2, e qui è un problema, il pianeta Terra, che è una specie di sfera che gira nel Cosmo, sul quale viviamo, è circondato da una importante quantità di gas, che viene chiamata atmosfera. (segue...)

          Rispondi

        • salamandra

          13 Luglio @ 08.56

          Infatti d'inverno alle nostre latitudini la produzione dei pannelli solari diventa mediamente 1/3. E quindi? Significa dimensionare gli impianti tenendo conto anche di questo e non legarsi ad una sola fonte come il solare. Oggi non è possibile, domani lo sarà. Però per farlo occorre anche iniziare a pianificare. Altri paesi lo stanno facendo. E sarebbe il caso che ci pensassimo anche noi dato che prima o poi ci tagliano i rubinetti. Per tornare al motore elettrico, c'è poco da dire è piú efficiente e non emette a livello locale. Con questo non sto dicendo che non sia inquinante ma non lo è nell'uso locale permettendo di gestire meglio l'inquinamento. Tutte le pippe tecnologiche che vi state facendo sono già in fase di risoluzione.

          Rispondi

        • Gianni Cesari

          13 Luglio @ 16.50

          giannicesari

          Il signore prima di Voi diceva, relativamente ai pannelli, che rendono "praticamente autosufficiente" il fabbisogno domestico. Voi dite "non legarsi ad una sola fonte come il solare". Io, criticavo l'affermazione troppo ottimistica sull'autosufficienza, quindi cosa ho detto di male? Vi dispiace essere realistici? "Domani lo sarà" cosa? fate curvare la luce del Sole forse? Avete studiato a scuola o guardando i film di Star Trek? Avete mai osservato i display, in inverno col cielo nuvoloso, nelle scuole, che vi dicono in tempo reale, la produzione energetica? la scitte 0 (zero) kW prodotti vi dice nulla? Dove sta la autosufficienza? Poi io, sia nei Vs confronti, che dell'altro Signore + su, non ho usato termini denigratori tipo "ignorante" , "pippe", ecc. L'educazione è per molti, ma non per tutti....

          Rispondi

        • salamandra

          13 Luglio @ 17.44

          Uh che permaloso. Mi scuso ossequiosamente del termine pippe tecnologiche. Va bene così? Sì le rinnovabili permetteranno l'autosufficienza da qui a dieci anni. Io sono ottimista. In Italia poi siamo anche avvantaggiati dall'idroelettrico già esistente. Non lo penso solo io, Tesla ha fatto un piú 50% in borsa da inizio anno. Sarà forse che loro invece di farsi problemi li risolvono...

          Rispondi

        • Gianni Cesari

          14 Luglio @ 19.01

          giannicesari

          Scuse accettate, ma non sono permaloso; sn osservante dell'Etichetta fra gentiluomini.

          Rispondi

        • Medioman

          13 Luglio @ 17.57

          Che Tesla abbia fatto un +50% non significa assolutamente nulla; hai un'idea di quale enorme massa di denaro dispongano gli speculatori cinesi? Per loro, far salire la quotazione di un titolo può essere semplicemente una "spesa pubblicitaria". Comunque, qualche anno fa si dicevano le stesse cose delle auto alimentate ad idrogeno; già passate di moda?

          Rispondi

        • salamandra

          13 Luglio @ 18.24

          Passate di moda per tanti motivi: mancano serbatoi adeguati, manca una rete di distribuzione, l'idrogeno si produce con alta inefficienza ecc. ecc.

          Rispondi

    • Medioman

      10 Luglio @ 22.43

      @falco: un po' di anni fa', qualcuno disse: "in questo mondo. nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". Se l'essere umano si è adattato a respirare ossigeno, è ipotizzabile che, nei secoli futuri, si adatti a respirare anidride carbonica. Nei Paesi più industrializzati, e quindi più inquinati, la vita media continua ad allungarsi. Io non sono contrario alla trazione elettrica (comunque già largamente utilizzata), ma non mi va' di farmi prendere per i fondelli da quella che considero "pubblicità ingannevole". Anche con le "auto elettriche", le strade dovranno essere asfaltate... utilizzerai i pannelli solari dismessi? L'essere umano, per il solo fatto di esistere, produce "inquinamento". Che facciamo: poniamo un limite alle nascite? E i materiali plastici utilizzati per i "veicoli elettrici", come pensi che vengano prodotti?

      Rispondi

  • federicot

    08 Luglio @ 18.59

    federicot

    Fra 5 o 6 anni le auto saranno elettriche , a noleggio e si guideranno da sole. In tutto ciò non c'è nemmeno o un briciolo di ecologia. Solo soldi. Consiglio a tutti di disfarsi il prima.possibile dell' auto. Non vi serve , vi fanno solo credere che sia i dispensabile.

    Rispondi

    • Gianni Cesari

      09 Luglio @ 10.16

      giannicesari

      Lunedi mattina Vi aspetto a Fidenza. Mi dovreste gentilmente portare in spalla sino a Reggio Emilia, frazione Sesso; mi accontento anche se mi lasciate alla caserma Zucchi, dopo prendo l'autobus. Avete ragione, le auto non servono, ci siete Voi! Mi raccomando, voglio essere in ufficio prima delle 8.00

      Rispondi

      • federicot

        10 Luglio @ 19.08

        federicot

        Contento tu di usare un quarto dell' stipendio per mantenere un' auto che ti serve per andare a lavorare...

        Rispondi

        • Gianni Cesari

          11 Luglio @ 18.42

          giannicesari

          cmq lunedi mattina ho atteso invano! e mi ero pure messo a dieta per pesare meno! sedotto e abbandonato....

          Rispondi

        • Michele E

          11 Luglio @ 07.49

          Sai, lavorare serve ad avere quattro quarti dello stipendio...

          Rispondi

    • Michele E

      09 Luglio @ 08.22

      Il tuo ragionamento sarebbe anche condivisibile, ma è molto utopistico pensare di poter organizzare la propria vita a km0, diciamo a km10, o avere una ragnatela di servizi pubblici che ti permettano di andare da Salsominore a Ramiola e tornare a casa senza dormire là. Basta dover giocoforza restare senza auto per una settimana per rendersi conto di quante cose non riesci a fare, e non parlo di andare a prendere l'aperitivo nel bar preferito, ma proprio di gestione famigliare (con bambini e anziani) e lavoro.

      Rispondi

  • Medioman

    08 Luglio @ 17.38

    Rivoluzione dell'auto elettrica?? Ma quando mai! Le prime automobili con motore elettrico risalgono agli inizi del 1800 (1800!), e vennero in seguito sostituite dalle auto trainate da motore a combustione interna. Il motore diesel fu inventato per grandi utilizzatori (fabbriche, navi eccetera), successivamente venne ridimensionato per usi militari (camion e semoventi). Durante l'autarchia (quando c'era Lui) ebbe una certa diffusione il motore a gassogeno (carburante a Km 0), successivamente sostituito dal metano. Che poi, per spillarci un po' di quattrini, si siano reinventati l'auto elettrica, è un'altra storia.

    Rispondi

    • 08 Luglio @ 18.35

      Se è per quello la prima Porsche mai progettata prevedeva quattro motori elettrici, uno per mozzo. L'auto elettrica non è stata inventata per spillare quattrini: finora non ci ha guadagnato nessuno. E non è semplicemente stata rispolverata tecnologia vecchia: i motori elettrici e soprattutto le batterie di ultima generazione sono ben più sofisticati ma non abbastanza da sostituire i motori diesel e benzina

      Rispondi

  • Gianni Cesari

    08 Luglio @ 17.35

    giannicesari

    Senza usare la calcolatrice, perchè è evidente, lapalissiano, l'ibrido con il downsizing integrale, specie nel traffico urbano, darebbero benefici immediati e ci regalerebbero altri decenni per migliorare la tecnologia per il futuro tutto elettrico. abbassare non tanto la cilindrata, bensì la massa dei veicoli, specie in fase di accelerazione, darebbe notevoli risparmi di energia. ma la gente non è pronta per un downsizing radicale; la gente vuole (e/o necessita) un'interno lussuoso con sedili ben imbottiti, le regolazioni elettriche anche allo specchietto di sx, il sensore che ti verifica l'abbinamento cravatta/camicia, ecc. Per assurdo una spartana riduzione dei soli interni in stile rally darebbe un discreto risparmio di carburante in virtù del peso rimosso. Invece a velocità elevate anche se costanti, visto che la resistenza all'avanzamento aumenta col quadrato rispetto allaumento di velocità, bisogna lavorare sul cx e sull'area maestra del veicolo. Sul cx tutte le case automobilistiche hanno raggiunto sviluppi eccellenti, invece sul discorso area maestra, da qualche anno vanno si tende a fare automobili sempre più alte, non necessariamente più strette, con importante aumento di resistenza all'avanzamento.

    Rispondi

    • Medioman

      09 Luglio @ 08.07

      Ritornare all'automobilina a pedali, potrebbe essere una soluzione? Oltretutto, ci ringiovanirebbe nello spirito!

      Rispondi

  • federicot

    08 Luglio @ 09.05

    federicot

    Quando uno parla di cose che non conosce

    Rispondi

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