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Tanti spacciatori? Tanti consumatori

Cronache di quotidiana criminalità

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La platea di quel piccolo teatro di montagna era gremita, non una poltrona vuota. Tutti ragazzi, tutti sotto i 18 anni. Erano i primi anni '90, sul palco mio padre, medico condotto, tuonava contro l'uso degli spinelli, o meglio, contro quella cultura della tolleranza alla droga che metteva addosso allo sballo l'abito della normalità. Tanto non fa male, tanto stacchi un po' e poi ritorni lo stesso di prima. Io stavo schiacciata nella mia poltroncina, mentre in platea calava un gelido silenzio di disapprovazione. Mi torna in mente oggi, leggendo la storia di Adele, uccisa a 17 anni da una pasticca di ecstasy. Mi torna in in mente oggi, passando lungo i viali dell'Oltretorrente ancora pieni di pusher in bicicletta, lì a sfrecciare in mezzo ai nostri ragazzi della movida. Perché proprio adesso, a distanza di trent'anni? Per due ragioni: oggi come allora, lo sballo - per i ragazzi, ma anche per molti di noi genitori - ha assunto la faccia pulita del figlio bravo a scuola, dell'amico che lavora duro tutta la settimana e «si fa» nel weekend, ma resta pur sempre padrone della sua vita perbene. Quasi ce ne facciamo una ragione, in fondo il futuro è incerto e qualche libertà i ragazzi potranno pur prendersela. E' la cultura della tolleranza, della riduzione del danno. E poi c'è un'altra riflessione, quella sul consumo di droga: giustamente stigmatizziamo lo spaccio, a ragione puntiamo il dito sulle ragioni dell'ordine pubblico e ci scandalizziamo per il commercio di droga impunito e sotto gli occhi di tutti, come ha ben scritto il collega Francesco Bandini. Il passo successivo è cercare di capire perché lo spaccio non conosce crisi, perché l'Oltretorrente è pieno di pusher. E la ragione è semplice: la domanda di droga. Gli spacciatori aumentano perché ci sono i consumatori. Sempre di più. E quei consumatori siamo noi parmigiani, sono i nostri ragazzi.

Lo fotografano i dati: l'ottava edizione del Libro Bianco sugli stupefacenti documenta il vero e proprio boom delle segnalazioni ai prefetti per i minori. Numeri impressionanti: +237% nell'arco dell'ultimo anno, il 2016, mentre il numero totale delle persone segnalate è passato da 27.718 a 32.687 (+17,92%). Negli anni Ottanta, il consumatore aveva un timbro: era il drogato, l'eroinomane con i buchi di siringa al braccio. E oggi? Quell'immagine è sbiadita. Ben lo ha detto ieri Antonio Polito dalle colonne del Corriere della Sera: «La nostra cultura ha abbassato la guardia», «abbiamo smesso di credere che tutte le sostanze psicotrope, tutte, facciano male, quale più, quale meno, a chi più a chi meno, ma nessuna esclusa». Eppure l'ecstasy fa morire, la pastiglietta dai colori brillanti e con la faccina sorridente stampata sopra può portare dritto alla tomba. O spaccare il corpo, condannare a una vita in salita. Com'è successo a Giorgia Benusiglio, oggi 33enne, che nel '99 si è «calata» una mezza pasticca di ecstasy «giusto per provare», e si è risvegliata in Rianimazione, salvata per un soffio grazie a un trapianto di fegato. Giorgia ce l'ha fatta, anche se la sua vita non è più la stessa. E' risalita, ha capovolto il suo destino e della lotta al consumo di droga ha fatto una ragione per rinascere: oggi va in giro a parlare nelle scuole, ai ragazzi, degli effetti devastanti di scelte stupide, perché tanto non fa niente e si torna indietro. No, non si torna. Noi genitori dobbiamo saperlo e ripeterlo ai nostri ragazzi e a noi stessi.

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  • gigiprimo

    02 Agosto @ 15.16

    vignolipierluigi@alice.it

    A parte il fatto che tante famiglie all'antica hanno avuto la loro pecora nera, ma oggi dove sono le famiglie che seguono i figli? e anche quando si riesce a resistere al richiamo della ' mela '? quanto Adamo ed Eva si fanno tentare da una cosa che ti toglie pensieri o ti da forza?

    Rispondi

  • ab9pr

    02 Agosto @ 13.58

    alberto_bianco@alice.it

    Il doping e le droghe che assumono giovani e meno giovani sono a mio modesto parere sostanze e argomenti completamente diversi fra loro. Il doping viene utilizzato a tutti i livelli, professionisti e non, esclusivamente per avere performance sportive molto migliori rispetto alla normalità. Le droghe pesanti e leggere vengono assunte spesso "x gioco" a mio modo di vedere dai gruppi dei più giovani, "x moda" o forse come status symbol dai meno giovani.

    Rispondi

    • salamandra

      03 Agosto @ 09.31

      Il doping inoltre non credo dia dipendenza

      Rispondi

  • ANONIMUS

    02 Agosto @ 13.55

    Più spacciatori meno costo della droga più facile trovarla e facilissimo che ti venga offerta mentre stai camminando. E con questa "normalità" é più facile che ragazzi molto giovani cadano nella tentazione di provarla. La droga c è sempre stata ma anni fà almeno era più difficile trovarla. Per come sta andando forse sarebbe meglio legalizzarla almeno lo stato guadagnerebbe qualcosa e toglieremmo un impegno per le forze dell ordine.

    Rispondi

  • Indiana

    02 Agosto @ 11.05

    Indiana

    Intanto bisognerebbe chiedersi il perché la gente,giovani e non,é attratta dalle droghe:forse perché sono troppo sdoganate,al punto che se ti fai una canna o una pasticca "ti apri la mente e sei figo"? Qualcuno dovrebbe spiegare a costoro che la mente non si apre:si brucia per sempre! Con conseguenze permanenti. Anche con le innocue canne,sappitelo:c'è pieno di gente che,come minimo,soffre di crisi di panico perché ha usato cannabis. Personalmente non mi ha mai minimamente sfiorata l'idea di assumere qualcosa (nemmeno alcol o sigarette), forse perché sono sempre stata un'atleta? Lo sport,quelli sano,senza doping,potrebbe essere una soluzione? Bisogna davvero aver voglia di aprire mente e polmoni,però, non essere pigri e farsi le canne (se non di peggio)!

    Rispondi

  • ab9pr

    02 Agosto @ 07.07

    alberto_bianco@alice.it

    Sono d'accordo con Lei direttore... Aggiungo che soprattutto oggi più di 30 anni fa manca il ruolo dei genitori o dell'adulto in generale che "si prende la briga" e la responsabilità di spiegare al figlio la pericolosità di certe sostanze e di quell'ambiente. Sempre più convinto che questo tema, come la sicurezza stradale, dovrebbero essere approfonditi nelle scuole molto più di quello che già si fa...magari non servirebbe a nulla ma qualche coscienza la smuoverebbe senz'altro.

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