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Contro gli spacciatori c'è chi chiude le strade

Contro gli spacciatori c'è chi chiude le strade
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E' sempre un po' imbarazzante doversi citare, ma in questo caso è quasi inevitabile. Esattamente un anno fa, in un corsivo sulla Gazzetta, lanciavo la proposta (provocatoria, ma fino a un certo punto) di chiudere al traffico in certe fasce orarie, in una sorta di pedonalizzazione per motivi di forza maggiore, le strade dello spaccio e del degrado, per provare ad arginare un fenomeno ormai da anni sotto gli occhi di tutti in alcune aree della città, ma che a quanto pare non si riesce proprio a debellare. L'idea prendeva le mosse dalla decisione assunta in quei giorni dal prefetto di Monza, che aveva stabilito di chiudere tre stazioni ferroviarie minori a nord di Milano, vietando in determinati momenti le fermate ai treni, con l'obiettivo di scongiurare l'afflusso di pusher e loro clienti, divenuto ormai intollerabile.
Chiudere una stazione e inibire la fermata di un treno è un conto, sbarrare una strada è tutt'altra cosa. E invece – è notizia proprio di qualche giorno fa –, sempre nell'hinterland di Milano, l'hanno fatto davvero. «Dal tramonto all'alba. Solaro chiude le strade a spacciatori e clienti», titolava l'edizione milanese del Corriere della Sera. Il sindaco di quella cittadina, stanco dello spaccio dilagante e sfacciato in quello che è diventato un autentico take-away della droga, ha deciso di ricorrere a rimedi estremi, decretando di fatto il coprifuoco in ben cinque arterie del proprio comune, dalle 21 alle 6, con tanto di presidio della polizia municipale e multe di 500 euro per chi viene sorpreso ad acquistare stupefacenti. «La gente avrà la reale percezione che il territorio sia sotto controllo», ha garantito il primo cittadino. Quella percezione che invece dalle nostre parti si va sempre più affievolendo.
Dunque, in Lombardia un sindaco esasperato – ma anche coraggioso – ha deciso di ricorrere alle maniere forti. Questo significa che è una soluzione possibile e praticabile. Certo non ci si può nascondere che da noi le strade dello spaccio in alcuni casi sono infestate di pusher anche di giorno e che chiaramente non le si può chiudere 24 ore su 24. Ma già vietarne l'accesso alla sera e alla notte, quando il via-vai è più intenso, sarebbe un bel colpo al business dello sballo. Soprattutto, sarebbe la prova che si è deciso di non continuare ad assistere impotenti a qualcosa che ci sta lentamente sfuggendo di mano e che si vuole smetterla di accettare come inevitabile la presenza di qualche decina di «cavallini» in bicicletta, che battono a tappeto determinate strade e ne presidiano militarmente ogni incrocio.
Certo, dover ricorrere a tali provvedimenti è sempre una sconfitta. La sconfitta, prima di tutto, di un'intera comunità, che deve ammettere (come ricordava qualche giorno fa Anna Maria Ferrari su queste stesse colonne) che un simile mercato della droga esiste perché i consumatori sono sempre di più, sempre più giovani e sempre più insospettabili; ma è anche la sconfitta delle istituzioni, fin qui incapaci di impedire che si creassero le condizioni per dover arrivare a ipotizzare simili estreme soluzioni. Però di fronte a fenomeni che non si riesce più a governare con strumenti convenzionali, è lecito ricorrere a metodi alternativi. Forse questo non risolverebbe il problema, ma potrebbe migliorare un po' le cose e, soprattutto, sarebbe il segnale che qualcosa si muove.

fbandini@gazzettadiparma.net

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  • ab9pr

    07 Agosto @ 07.39

    alberto_bianco@alice.it

    @filippo allora non hai letto l'articolo. Qui non é tanto un problema di soldi ma di metodo... Se leggessi aprendo quel link te ne renderesti conto.

    Rispondi

  • ANONIMUS

    06 Agosto @ 16.19

    Se anche a parma chiudessero le vie con spacciatori dovrebbero chiudere la città.

    Rispondi

  • Michele

    06 Agosto @ 15.25

    mandra_sala@libero.it

    C'è anche chi fa finta di non vedere ,come a Parma. C'è anche chi dice che lo spaccio non esiste ed è solo PERCEZIONE, come a Parma. C'è anche chi non da le multe agli spacciatori che spacciano in vicoletti telefonando con i fanali spenti fuori dalle piste ciclabili, come a Parma. Insomma... c'è chi cerca di fare qualcosa. .... e chi non fa un emerito "nulla".

    Rispondi

  • ab9pr

    06 Agosto @ 14.19

    alberto_bianco@alice.it

    @filippo il problema non é di Parma ma del metodo di espulsione, metodo nazionale introdotto da Berlusconi nel 2011. Continui a ripetere di rimpatriare queste persone per gli accordi bilaterali, vuol dire che non conosci il metodo con cui questa gente dovrebbe essere rimpatriata. Curiosa il link qui sotto. https://www.google.it/amp/www.ilpost.it/2017/01/06/espulsioni-migranti/amp/

    Rispondi

    • filippo

      06 Agosto @ 19.06

      veramente se un governo azzera i fondi destinati alla espulsioni per dirottarli all'accoglienza, spendendo 4,6 miliardi per traghettare gli africani in italia e destinando 5 milioni di euro soltanto alle espulsioni i soldi sono pochi...aggiungi anche la scarse sensibilità delle istituzioni locali...e il gioco è fatto

      Rispondi

  • filippo

    06 Agosto @ 09.18

    il problema a Parma sono le mancate espulsioni dei pusher...tutti pregiudicati, tutti recidivi, spesso dormono anche nelle strutture comunali....sono nigeriani, esiste un accordo bilaterale...si devono prendere uno per uno e rimpatriarli...e sanzionare pure i clienti con multe recapitate a casa....perché lo spaccio esiste in tutta italia ma un esercito di 500 -1000 pusher in bicicletta non esiste in nessuna città di 200.000 abitati

    Rispondi

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