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Governo, solo chiacchiere. E gli impegni del Paese?

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(foto d'archivio)

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La sindrome di Dunning-Kruger è una psicopatologia consistente in una distorsione cognitiva per la quale un individuo ignorante in un campo sopravvaluta le proprie capacità, ritenendosi, a torto, esperto in materia. Uno stato, questo, ben applicabile all’attuale commedia italiana, giocata tra la farsa e la tragedia, in scena sui palcoscenici romani. Oggi, con il terzo – ultimo? - giro di consultazioni, il presidente della Repubblica avrà un quadro aggiornato delle posizioni dei partiti rispetto all’esigenza di dare un governo al Paese. Esaminando i giornali e seguendo radio e televisioni, sembra che nessuno dei protagonisti di queste settimane ponga avanti a sé le questioni che urgono per l’immediato futuro della Nazione. Che, anzi, girano (soprattutto Lega e 5Stelle) intorno a diversivi inattuabili e autolesionistici (dall’abolizione della Fornero al reddito di cittadinanza per non parlare dell’illegale referendum sull’Europa prospettato da Grillo). Perciò, riassumiamo gli appuntamenti in scadenza, tenuto conto che siamo in contesto di relazioni e di trattati liberamente sottoscritti, alcuni addirittura costituzionalizzati, da cui non è tecnicamente possibile svincolarsi, almeno in tempi brevi.
Per comodità, ci riferiamo a due generi di impegni, interni ed europei. I primi sono sostanzialmente due, con una derivata critica. Deficit di bilancio e debito pubblico.

La derivata è il possibile aumento dell’Iva e delle accise, automatico sulla base di una legge del governo Berlusconi (2011) in caso di sforamento degli obbiettivi. Per evitare che scatti, il governo dovrà trovare oltre 12 miliardi di euro.

Sul fronte europeo, ecco gli appuntamenti cruciali. Per l’Italia più cruciali che per gli altri. Il primo: l’aggiornamento del Trattato di Dublino sugli immigrati. Lo capisce anche un bambino che è necessario un adeguato lavoro diplomatico per cercare un maggiore impegno comunitario. Il secondo: un nuovo accordo sulla gestione del sistema bancario europeo con la creazione di un fondo comune di garanzia. Oggi, per entrare nel sistema sembrano stabilite due condizioni: un modesto plafond di titoli di Stato (le banche italiane ne traboccano), un limite alle sofferenze (in Italia ben più elevate che altrove per l’inefficienza - imputabile al sistema giudiziario - del recupero crediti: 1120 giorni contro i 429 della Francia). Su entrambi i fronti siamo fuori. E le carte degli «sherpa» comunitari dicono che di noi si parlerà dopo il 2030. Il terzo tema è il rilancio dell’eurozona (in programma per fine giugno) con la definizione delle due velocità. Da marzo manca un interlocutore italiano che si batta per mantenerci nel gruppo di testa.

Danni sono già consumati. Il più grave è la perdita di una credibilità conquistata a caro prezzo. Metterci una pezza è urgente e vitale. Soprattutto per i ceti popolari che pagherebbero il prezzo maggiore degli errori politici.
www.cacopardo.it

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  • Roberto

    07 Maggio @ 20.00

    Vi ringrazio perché pur nella diversità Delle idee mi viene consentito di dialogare e non come purtroppo spesso avviene non vengono pubblicate le controdeduzioni. Mi taccio grazie

    Rispondi

  • Roberto

    07 Maggio @ 19.33

    @refaxione, mi scuso per Macaron, non era ironia ma errore dello smartphone, non cambia il mio parere, siamo in mano a grande finanza che Italia o Grecia o qualcun altro fallisca non gli interessa niente.quindi dobbiamo farci imporre scelte di democrazia da questi??basta vedere Mattarella che oraminaccia elezioni subito o governo tecnico, come al sito, ma il parere degli italiani cosa conta? Votiamo per che cosa?? Già in febbraio avevo detto che il primo errore fu di Mattarella che ha firmato legge indecente, è ora viene a fare il salvatore della patria, ma lo sapevano anche i bambini che poteva finire solo così. Ora se non si vota, in base a quale legge ?ci ritroveremo il solito tecnico che darà il dopo finale all',Italia. , Ma l'Italia non dovrebbe essere una democrazia parlamentare e quindi è il popolo che sceglie i suoi rappresentanti,

    Rispondi

    • 07 Maggio @ 19.43

      (Dalla redazione) Il governo tecnico arriva perché i principali partiti non si sono messi d'accordo pur avendo avuto due mesi di tempo. E nessuno di questi partiti (o coalizioni) può governare da solo perché nessuno ha abbastanza parlamentare. Comunque il governo tecnico - che non è ci è catapultato dalla "finanza internazionale", ma dall'incapacità ricordata prima - probabilmente ci porterà in breve tempo a elezioni, visto che deve ottenere la fiducia e non la otterrà secondo le dichiarazioni fatte dai sopracitati partiti. La legge elettorale attuale è stata frutto di un faticosissimo compromesso che ha tenuto conto dei punti di vista di tutti, compreso il M5S che anzi voleva una legge proporzionale pura ancor più deleteria in termini di governabilità. D'altronde non è facile avere la governabilità (che sarebbe ottenibile grazie a un meccanismo maggioritario, ma l'ultimo è stato bocciato dalla Corte costituzionale) e la proporzionalità della rappresentanza (che a parole vogliono tutti, salvo poi imprecare quando non riescono a formare un governo perché non hanno i numeri).

      Rispondi

  • Roberto

    07 Maggio @ 18.44

    @redazione, ildig. Macaron, ex dipendente banca Rotschild (insomma banca coop.) In un anno ha perso circa il 35'% di gradimento che è anche un po' fisiologico , certo che gli altri 2 che nominate con gli scandali e tangenti erano sicuramente meno graditi, anche se lui è solo 1 anno che governa e visto cosa sta succedendo in Francia probabilmente potrà arrivare a quei livelli.

    Rispondi

    • 07 Maggio @ 19.02

      Dalla redazione: gli altri due che nominiamo sono gli ultimi due presidenti francese prima di lui, quindi un paragone ci sembra legittimo. Per Hollande, poi, non ci risultano indagini su tangenti, ma solo una vita privata abbastanza movimentata. Per Sarkozy si tratta, per ora, di indagini e non di certezze, visto che neppure è stato deciso il rinvio a giudizio. Sinceramente non capiamo il legame tra Banca Rothschild (e non "Rotschild") e "banca coop", qualunque cosa questo voglia dire. infine, ci perdoni l'ironia, "Macaron" è una pasta non il presidente.

      Rispondi

  • Roberto

    07 Maggio @ 17.41

    Scusi, ma mi sembra u n po' riduttivo dare la colpa agli ultimi 2 arrivati (M5S E LEGA) ma i loro predecessori che sono poi quelli che hanno provocato e mai sanato i problemi, nessuna critica?? Non e' da Marzo che non abbiamo a Bruxelles validi interlocutori che si battano per l'Italia. Basta guardare anche i conti e siamo peggiorati ancora confronti al famoso 2011, e' colpa anche qui della Lega o M5S, di credibilita' ne abbiamo sempre avuta poca (e forse giustamente) ma a distanza di 1 anno basta vedere il grande Macron cosa ha ottenuto, nei confronti dei francesi il suo gradimento e' andato sotto 0, forse saranno piu' contenti i vari potentati economici che sono quelli che in Europa e nel mondo contano davvero, importante e' fare guadagni se poi il popolo non sa' come fare ad andare avanti non sono loro problemi , importante e' fare guadagni sulle spalle della gente comune.

    Rispondi

    • 07 Maggio @ 17.47

      (dalla redazione) L'ultimo sondaggio sul gradimento di Macron lo dà al 45%. Non alto, ma migliore di quelli di cui godevano all'epoca Hollande o Sarkozy. Ma immaginiamo che per lei anche loro siano espressione dei "potentati economici".

      Rispondi

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