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Il debito record e il nostro insostenibile vittimismo

Il nostro insostenibile vittimismo
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Duemila miliardi e 330 milioni di euro: cioè 38mila pro capite, neonati compresi. No, non è il caso di far saltare i tappi di spumante. Non si tratta della promessa di elargizione contenuta nei programmi elettorali dei partiti in vista del prossimo voto. E’ l’ammontare, giusto una soverchiante montagna, un Everest, del mostruoso debito pubblico italiano in perenne aumento e arrivato al 131,80 per cento sul prodotto interno lordo, il Pil. Una sciagura, fabbricata da noi stessi, che ci costa 80 miliardi l’anno di interessi da corrispondere ai possessori di Bot e Bpt, banche, industrie, grandi capitali, privati cittadini, non soltanto italiani ma anche, nel 31 per cento dei casi, stranieri. Quindi “padroni a casa nostra”, come si strilla con jattanza xenofoba, per un terzo non lo siamo più. Ma questo è il meno. La vera, autentica tragedia è che, vivendo da decenni ben oltre le nostre reali possibilità e seguitando irresponsabilmente a farlo, lasceremo in eredità alle nuove generazioni una situazione da fallimento nazionale. Sempre che non accada prima, grazie a un ceto politico uso da sempre a comprare il consenso. Ricordate i cosiddetti baby pensionati? Correva, allegro e munifico, l’anno 1973 quando il governo presieduto da Rumor stabilì per i dipendenti pubblici il diritto di andare in pensione dopo 15 anni di contributi le lavoratrici, dopo 20 anni i maschi, 25 se dipendenti degli enti locali. Con l’allungamento della vita media, c’è gente che a 35 anni ha smesso di faticare e per decenni ha incassato l’assegno mensile, percependo complessivamente una cifra pari a 90 volte quella versata all’istituto di previdenza. Negli ultimi 40 anni queste pensioni verdi ci sono costate la bellezza di 400 miliardi.
Ma almeno un po’ questi nostri fratelli italici avevano lavorato nel servizio pubblico. Diverso il caso dell’elusione ed evasione fiscale: almeno 100 miliardi l’anno il mancato introito per la comunità. E quello, lucrosissimo, della nera attività delle criminalità organizzate? Qui un fiume carsico di miliardi di euro (circa 700 l’anno) va ad arricchire Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra. Ma non pagare le tasse in giusta misura è abitudine diffusa anche tra noi cittadini perbene: si calcola che chi dichiara un reddito tra i 20 e 30mila euro ne nasconda almeno altri 10mila. Chi ammette di guadagnarne 100mila ne tiene in saccoccia, celati al fisco, dai 30 ai 40mila. Soldi che servono per rallegrare il tenore di vita, macchine costose (primi in Europa per numero di auto di lusso), ristoranti, abiti, vini pregiati, viaggi esotici, grand hotel. Una qualità di vita sconosciuta a francesi, tedeschi, inglesi. Ora, davanti a tante e tali follie, che cosa dovrebbe fare una classe politica con la testa sulle spalle? Dite che occorrerebbe intervenire con polso fermo, a cominciare dal debito pubblico, il più pesante della Comunità europea, con la quale abbiamo presi impegni a non sforare il famoso limite del 3 per cento? Sì, la risposta è sensatamente ovvia. Ma invece che cosa è successo, che cosa sta succedendo e cosa ancora succederà? E’ accaduto che i due leader di Movimento 5 stelle e Lega, Di Maio e Salvini, dopo una vittoriosa campagna elettorale in cui hanno promesso di dimezzare le tasse, inviare un assegno di 780 euro al mese a milioni di persone, per dire delle più ghiotte novità, è accaduto che i due giovani rampanti hanno impiegato quasi tre mesi, ignorando le prerogative del capo dello Stato, per proporre un governo presieduto da uno sconosciuto avvocato e pretendere di nominare ministro all’Economia un professore teorizzante l’uscita dall’euro e la rottura con la Germania governata dalla Merkel novella Hitler in gonnella. Euro peraltro ritenuto da Salvini un «crimine contro l’umanità». E’ accaduto che Mattarella decidesse finalmente di fare il presidente dicendo un bel «non è il caso, mettete un vostro esponente autorevole». E’ quel che cercava il leader della Lega, un pretesto per far saltare tutto e andare a nuove elezioni. Adesso accade che Salvini e Di Maio gridano al popolo tradito dai nemici del rinnovamento. Accadrà che in autunno torneremo a votare. I vociferatori pro-popolo angariato vinceranno. Nel frattempo il debito pubblico sarà arrivato a 3mila miliardi. E quei cattivoni di Bruxelles e Berlino si ostineranno a chiederci di rispettare gli impegni, ridurre il deficit anziché, come pretendiamo noi, sforarlo. I due pasdaran antiEuro tramuteranno le elezioni in un referendum pro il bene del popolo contro il male dei nemici del popolo. Certo accadrà qualcosa. Che Dio ce la mandi buona.

vittorio.testa@comesermail.it

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  • Immanuel

    30 Maggio @ 14.58

    Proviamo a metterla giù in maniera diversa (vero redazione?): il debito pubblico è colpa nostra? E' colpa dei cittadini che hanno voluto vivere sopra le proprie possibilità? E adesso, per uscire dal pantano, hanno votato i populisti? E' questo il succo dell'articolo? Siamo proprio un paese di persone terribili ...

    Rispondi

  • giorgiop

    30 Maggio @ 12.32

    giorgiop

    @simone: Ci manca la gogna medievale, le esecuzioni in piazza e magari anche lo jus primae noctis poi la cura è completa. Cura che è peggiore del male visto e considerato che la maggior parte del gettito odierno è dato dalla classe media, quella che vive di buste paga o di scontrini fiscali.. Nella filippica manca quindi la domanda da fare all'articolista: cosa vuole esattamente dire "vivere al di sopra delle proprie possibilità " ? Quelle percentuali di evasione divise per fasce di reddito mi fanno abbastanza ridere; possono anche essere statistiche ufficiali ma sono statistiche che ignorano la appartenenza dei cosiddetti evasori ad una determinata categoria che non è sicuramente quella dei lavoratori a cedolino paga o dei negozianti che da anni ormai non possono più evadere a piacimento nonostante le solite eccezioni. E, una tantum, sarebbe bene non evocare sempre Berlusconi visto che da otto anni non governa e che dopo di lui Monti, Letta, Renzi e Gentiloni hanno fatto la loro per contribuire alla impennata del debito. Quanto a Di Maio e Salvini, beh....Mattarella ha fatto il Don Rodrigo della situazione: il matrimonio non s'aveva da fare e molto probabilmente ha ragione.

    Rispondi

  • la rivolta di atlante

    30 Maggio @ 09.35

    la rivolta di atlante

    IL VERO PROBLEMA DA RISOLVERE NON È IL DEBITO... MA IL SISTEMA OPERATIVO CHE CREA IL DEBITO PUBBLICO. SE NON SI RIVOLUZIONA IL PROCESSO DEBITORIO NON USCIREMO MAI DALLA PALUDE. LOTTA ALL'EVASIONE CON IL 68% DI TASSE DIRETTE ED INDIRETTE È UNA DELLE PIÙ GRANDI PANZANE DELLA POLITICA ITALIANA. NON SIAMO SERVI DELLA GLEBA. IL CONTRATTO GIALLO VERDE RISOLVE IN MANIERA COMPETENTE I DANNI DI 60 ANNI DI RUBERIE DEI POLITICI ALL'ECONOMIA ITALIANA. FINE VITALIZI. SPESE INUTILI. E CONTROLLO DELATORIO DI TUTTA L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA AD OGNI LIVELLO. STESSI STRUMENTI UTILIZZATI NELLE INDAGINI MAFIOSE.... TRACCIA DEI SOLDI E PENTITI.

    Rispondi

  • davide

    29 Maggio @ 22.31

    Si accusi pure Lega e M5S (come tutto il centro destra) di aver fatto proposte irrealizzabili, ma ci si chieda anche “ Dove erano centrosinistra e centrodestra quando c era da mettere mano al sommerso e ridurre gli sprechi della spesa pubblica? Si noti bene che dal 1996 al 2001 ci fu il CSX, poi fino al 2006 il CDX, poi ancora CSX fino al 2008, poi ancora CDX fino al 2011 tanto per la cronaca. Poi quando la situazione precipita 2 anni di purgatorio tecnico, e dal 2013 ancora CSX+CDX con equilibri diversi fino ad oggi. Bene e fino ad oggi che cosa è stato fatto? Tanto si dirà - vero - ma mai abbastanza per correggere quelle distorsioni di cui si parla in questo editoriale. Perché ? E sopratutto perché la situazione è peggiore di quella preesistente se si considera al netto del Quantitative Easing della BCE ? È vero che siamo debitori , ma a dire il vero pare anche che nessuna forza politica abbia mai voluto cambiare quelle cose che alimentano un sistema incancrenito.

    Rispondi

  • simone

    29 Maggio @ 21.18

    Abbiamo un debito enorme. Ma quello che molti non sanno è che l'Italia ha una ricchezza privata straordinaria. 4.000 miliardi di valori finanziari. Circa 5.000 di ricchezza non finanziaria. Occorre fare una patrimoniale (come a Cipro) salvare i conti sotto 100.000€ e per quelli sopra una sforbiciata del 10-15% e mettere assieme 500 miliardi per salvare il paese. Abbattere il debito. Ma non ne parlano pur sapendo che la strada è questa. E non ne parlano a monte citorio perche sono tutti personaggi squallidi che campano per la busta paga del 23 di ogni mese e che puntano solo a una rielezione. Vogliono i voti e non vogliono essere impopolari... Me lo aspetto da berlu e dai suoi impiegati in parlamento... Ma.dai compagni solidali del PD mi aspetterei idee nuove. In ultimo alle mafie andrebbe confiscato tutto come del resto ai grandi evasori. Nuove leggi, nuova energia... Ma ancora i tempi non sono maturi.

    Rispondi

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