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Pro e contro CR7 alla Juve, due pareri a confronto

Pro e contro CR7 alla Juve, due pareri a confonto
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PRO: Botta di vita per la Juve, per il calcio e per l'Italia - Roberto Perrone

Da Ronaldo a Ronaldo. Champagne per brindare a un ricordo e a una speranza. Erano vent’anni, anzi ventuno, estate 1997, che sul pianeta del calcio italiano non atterrava un alieno. Allora era l’altro Ronaldo il Fenomeno, acchiappato da Moratti per l’Inter, ora il pentastellato (in senso buono) Cristiano Ronaldo alla corte di Agnelli. CR7 è un affare per la Juventus dal punto di vista tecnico ed economico (non c’è un esperto che non lo confermi) e una benedizione per tutti. E’ una fuga in avanti impensabile per il nostro calcio derelitto. Solo chi non ama il calcio o non lo conosce o non lo capisce, può essere contrario. E infatti già tutti, pur rosicando, lo salutano con piacere. Magari lo fischieranno e insulteranno in quanto juventino, ma non c’è un tifoso che non desideri vederlo all’opera. Farà, fa già bene all’Italia depressa del pallone, con i suoi ghirigori sui nostri campi spelacchiati. Arriva al momento giusto per rivitalizzare un movimento annichilito dalla mancata qualificazione al Mondiale e dalle crisi di Lega e Federcalcio. Dopo l’arrivo di Ronaldo l’altro, vent’anni fa, abbiamo importato solo giovani avanguardisti in carriera trasformandoli in campioni (Ibrahimovic, Pogba) che gli altri ci hanno portato via o "glorie swanson” sul sunset boulevard (Ronaldinho, Ronaldo 2, Beckham). Mai più un fuoriclasse di fama e palmarés. L’arrivo di Ronaldo può spingere all’emulazione. Basta affari micragnosi, piccolo cabotaggio nella gestione dei club. Per vincere occorrono i campioni, forse lo capiranno anche gli altri presidenti, mostrando un po’ più di coraggio. Forse invece di spendere 200 milioni in tanti calciatori di mezz’altezza, come il Milan un anno fa, ne investiranno 100 in un fuoriclasse.
La serie A, un tempo il giardino dell’Eden calcistico, è stata staccata dall’Inghilterra, dalla Spagna, dalla Germania, perfino dalla Francia, almeno sotto l’aspetto mediatico. Ora guardatevi intorno: a parte nelle quattro nazioni ancora appese al Mondiale non si parla d’altro, c’è solo Ronaldo che va alla Juventus.
La fibrillazione di questi giorni, l’attesa incredula per una stella che da una galassia lontana arriva in Italia, la dice lunga sulla nostra collocazione periferica. Con CR7 torniamo centrali, come nei mitici anni ’80, quando non stavamo dietro alla pioggia di stelle: un giorno Platini, un altro Zico, poi Maradona (bang), Van Basten e Gullit, Matthaeus e Rush. Erano gli anni della tanto vituperata Milano da bere. Dite quello che volete, ma non dite che stiamo meglio adesso. Ronaldo è una botta di vita in un Paese da cui scappano cervelli, piedi e aziende. Qualche mese fa, di fronte al passaggio di Coutinho dal Liverpool al Barcellona per 160 milioni, stavamo con gli occhi sbarrati come formiche che guardano le cicale. Ora i ruoli si sono invertiti. Ah, la favoletta è notoriamente truffaldina. Sempre meglio stare dalla parte delle cicale. Nel calcio di sicuro.


CONTRO Ma a 34 anni il vero affare l'ha fatto lui (e forse il Real) - Vittorio Testa

E’ alle soglie dei 34 anni: quanto potrà durare a quei livelli? Comunque sia la Juventus gli dovrà versare 31 milioni netti l’anno (60 lordi) cioè 124 milioni nel quadriennio: il che significa un esborso, complessivo dell’acquisto, sui 400 milioni per la “Goeuba”. L’affare del secolo, secondo molti media caduti in uno stato di esaltazione: «La Juventus lo ha soffiato al Real Madrid – scrive Enrico Macioci sulla “Repubblica” –. Questo è un evento. È un po’ come scippare la Statua della Libertà o la Torre Eiffel. Come rapire Beatrice dal Paradiso di Dante. Esula non solo dal probabile e dal possibile ma anche dall’improbabile, per sfiorare il regno dell’impossibile». Sulla “Gazzetta dello sport” il direttore Andrea Monti tesse lodi a «un memorabile blitz di Andrea Agnelli in terra di Grecia che pare l’appendice moderna della guerra del Peloponneso», grazie al quale affrontando «questo Achille del calcio» miglioreranno anche gli avversari «ogni domenica obbligati a guardare in faccia il dio della bellezza oltre che il demone del risultato». Gioiscono anche molti politici, Walter Veltroni in primis lesto a congratularsi con Andrea Agnelli. Ma la tesi che con l’arrivo di questo campione ci guadagneranno tutti, sembra un po’ azzardata. In realtà questa sbornia, a questa “cistianoronaldite” non fa i conti con i dati di fatto. Primo: la cifra: un’enormità, il record nella storia del calciomercato italiano. Soldi stanziati da un gruppo industriale più volte ricorrente alla cassa integrazione, agli ammortizzatori sociali, gravanti sui bilanci dello stato. Cifra enorme che si staglia sulla società tutta di un Paese nel quale
9 milioni di persone sopravvivono a stento in condizioni di povertà. Era una delle accuse mosse a gran voce contro le spese di Silvio Berlusconi per gli acquisti di iniziali di Van Basten, Gullit e Rijkaard, poi i 42 milioni per Rui Costa (2001) e i 25 per Ronaldinho (2008) e via via Ibrahimovic e Shevchenko e altri ancora. Accuse di megalomania per il Cavaliere, punto anche dall’ironia e dal sarcasmo dell’Avvocato: «Silvio è un calmieratore!». Arriva dunque CR7, l’“Achille” del calcio, che la Juve spera abbia i talloni meglio del Piè veloce. E il costo dell’acquisto autorizza a pensare che sia stato svenduto: il presidente del club madrileno che rinuncia alla clausola di rescissione di 1 miliardo per incassarne un decimo? Qualcosa non torna. Cristiano Ronaldo stesso l’aveva capito: «Se il Real mi valuta 100 milioni», commentò, «significa che non mi vuole più». Altro dubbio riguarda la clausola di 100 milioni che vincola il calciatore e la società a non parlare mai dei motivi della separazione. Che cosa teme il presidente Perez? Dunque si vedrà chi abbia fatto il colpo vero, se la Juventus o CR7 che giunto alla stagione declinante delle quasi 34 primavere si è garantito per 4 anni lo stipendio più alto della carriera. Chapeau! anche al suo procuratore il quale intascherà 12 milioni di euro. Dalla Juve, ovviamente.

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  • la rivolta di atlante

    12 Luglio @ 22.41

    la rivolta di atlante

    RIDICOLO SPRECO DI SOLDI PER LA FELICITÀ DI FANATICI TIFOSI ... LA RICCANZA NON È UNA RISPOSTA DEGNA .... VENDERANNO QUALCHE MAGLIETTA IN PIÙ E MENO AUTO AI TIFOSI DELLA PARTE RESTANTE DEL CAMPIONATO.

    Rispondi

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