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EDITORIALE

Così la perenne guerra civile italiana è diventata totale

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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«È in corso una guerra civile che armata di insulti dal web si sta spostando nelle strade...» mi scrive via WhatsApp l’amico e collega Vittorio Testa. È dai tempi del Risorgimento che ci si chiede se in Italia non ci sia una guerra civile; la domanda è stata ripetuta riguardo agli anni della guerra partigiana e della Repubblica Sociale, poi ancora nei Settanta, Stato contro Br. In un certo senso si è parlato di guerra civile anche nella Seconda Repubblica, fra berlusconiani e anti. Ma mai come adesso la guerra civile italiana, che pare una condizione perenne, è stata così globale, e forse così pericolosa. Un ministro dell’Interno è mandato affanculo, dal palco, da una nota cantante, e dipinto come Satana dal settimanale di un ordine religioso, mentre uno scrittore professionista «dell’impegno» lo definisce mafioso e ne viene querelato. Per contro, il problema (mal gestito) dell‘immigrazione scalda così tanto le teste già calde che si registrano in pochi giorni sette spari sospetti contro stranieri. Mai come adesso, grazie all’«uno vale uno» della Rete, un così alto numero di italiani è stato nelle condizioni di dare il peggio di sé, e di mettere in pericolo non solo la democrazia (quella vera, non la mostruosa barzelletta di Casaleggio e Grillo) ma anche la convivenza civile. Un giorno, speriamo non lontano, la Storia archivierà, con il bilancio dei danni, la grande bruttezza dei nostri giorni.

michele.brambilla@gazzettadiparma.it

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  • Gio

    29 Luglio @ 22.15

    Giorgio R.

    Altra guerra civile a Milano o in altre grandi città dove anziani escono di casa per fare la spesa o, mendicare e al ritorno trovano l'appartamento occupato.Accade da anni e nessuno ha mai detto fatto veramente qualcosa per difendere chi non ha voce e subisce.Il vero guaio e la vera guerra è il fatto che troppa gente guadagna da arrivi indiscriminati di gente che non ha nulla da perdere. Oppure trovano lavoro a basso costo tanto la casa gli viene data ecc. ecc. Negli ultimi anni il degrado ha preso il sopravvento e le ingiustizie amministrative si moltiplicano. Il peggio è l'ipocrisia di far finta di nulla ecco la vera guerra civile

    Rispondi

  • Ivo

    29 Luglio @ 20.30

    Non si riesce proprio a staccarsi dal vecchio sistema . Lasciamo governare questi “ incompetenti” dei 5 stelle , e poi valuteremo noi elettori tutti, senza farci influenzare da forze di comunicazione esterne , o da forze di vecchio sistema ( competenti...) , che han paura che qualcosa cambi , in meglio per noi ( popolo ) , ed in peggio per loro. Perché se si scopre che , tutto si poteva fare, e per di più L han fatto i “ non competententi , incapaci 5 stelle “ allora ci saranno delle belle e democratiche parolacce verso partiti che scompariranno , sindacati compresi

    Rispondi

  • Nicola Martini

    29 Luglio @ 19.55

    Purtroppo si è dinanzi ad un impazzimento generalizzato. Le classi dirigenti degli ultimi 30 anni, salvo qualche eccezione, hanno messo del loro affinché si giungesse a questo punto. Tant'è che il sistema ormai nel suo complesso funziona male e non riesce a garantire il cittadino nei propri interessi di base. La politica stessa ha fatto scuola urlando a più non posso improperi ed insulti, spesso per tutelare soggetti indifendibili nonché interessi deteriori tutt'altro che in linea con quelli del Paese. Non c'è da stupirsi se l'Italia è giunta al tutti contro tutti con: cittadini, giornalisti, cantanti, rappresentati delle Istituzioni e chi più ne ha e più ne metta, a mandarsi a quel paese con tutte le proprie forze. Una situazione talmente grottesca potrebbe quasi essere divertente se non ci si rendesse conto che è il nostro Paese ridotto in queste condizioni pietose. Siamo ridotti poco meno che un manicomio a cielo aperto e le prospettive future non sono delle migliori, non fosse altro che per le uscite paradossali, penose e funeste dei soggetti che pretenderebbero di governare la Nazione. Basta pensare a Ministri come Di Maio che tuonano contro non meglio precisate "manine" che sabotano un Decreto Legge i cui presupposti costituzionali per l'emanazione sono tutti da dimostrare o come Salvini che "minacciano" di riconsiderare le scorte e chiudono i porti a navi di disperati, violando le norme internazionali, senza però riuscire a mettere una pezza ad un disastro targato anche Lega denominato Dublino 2 (atto a dir poco infirmabile). Purtroppo la confusione e lo scontro fanno il gioco di quelle parti politiche che debbono coprire i propri fallimenti e le incapacità di garantire le proprie promesse. Tanto, buona parte dell'elettorato è simile ad una tifoseria, ovvero senza obiettività. Chi conosce la storia però dovrebbe chiedersi quanto questa "guerra civile" permanente sia imputabile al popolo italiano e quanto possa far gioco all'estero. Al di là dei facili complottismi, bisogna ricordarsi che l'Italia è stata una democrazia a bipolarsimo imperfetto e che questo era dovuto anche ad azioni estere. Proprio negli anni '70 l'Italia s'è "avantaggiata" della c.d. dottrina Westmoreland (destabilizzare per stabilizzare), tra assassinii quotidiani e treni che saltavano per aria. L'Italia è ancora strategica checché se ne possa pensare, pertanto la confusione a livello politico può far danno all'interno e favorire soggetti esteri tutt'altro che disinteressati.

    Rispondi

  • jan solo

    29 Luglio @ 13.46

    perché la vera democrazia sarebbe quella del PD e di FI..........mi scappa da ridere per non piangere!!!

    Rispondi

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