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Genova, il governo fa demagogia sui morti

Il governo fa demagogia sui morti
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Non si può accettare l’idea che nessuno sia responsabile della tragedia di Genova, l’ultima di una serie. In Italia sono centinaia le aree e le opere, le cui condizioni possono collassare per difetti propri o per un evento naturale. Purtroppo, mai come ora a una sciagura è corrisposto un atteggiamento scomposto delle autorità di governo, incapaci di resistere alle tentazioni della demagogia. I viaggi a Genova (di Conte, di Toninelli, di Salvini, di Di Maio) rappresentano un fastidioso intralcio alle attività di protezione civile e delle autorità locali che dovrebbero essere esclusivamente impegnate nella gestione della crisi.
Non c’è dubbio che in termini tecnico-giuridici la responsabilità è del concessionario del servizio, in questo caso, la Società Autostrade per l'Italia. Chi invoca la vigilanza dell’Anas o del ministero delle Infrastrutture ignora il grave depauperamento delle due strutture per il mancato reclutamento di tecnici ed esperti.
Dobbiamo però affrontare le questioni cruciali che Genova ci propone a partire dalla guerra dichiarata da ambientalisti e 5 Stelle alla Gronda genovese, il by-pass che avrebbe permesso di chiudere il viadotto crollato e di ristrutturarlo. La deprofessionalizzazione del sistema è tale che Beppe Grillo tre anni fa s’è permesso di dichiarare l’infondatezza dei timori per il viadotto.
Forse è questa la ragione per la quale i ministri grillini di questo governo, primo fra tutti Toninelli (ai quali si è inopinatamente accodato Salvini, capo di una struttura politica non improvvisata), si sono scagliati contro Società Autostrade, nei confronti della quale si è dichiarata «Giustizia sommaria», mediante revoca della concessione.
Un governo d’irresponsabili, incapaci di affrontare una tragedia che pretende ben altre reazioni. La prima è sostenere sino in fondo Protezione civile, Vigili del fuoco e autorità locali impegnate nel trovare sistemazione per le centinaia d’improvvisi senza-tetto dell’area Polcevera.
La seconda, urgentissima, compete al ministro delle Infrastrutture: la nomina di una commissione di esperti (in Italia, veri competenti su questo genere di strutture non sono più di 4 titolari di cattedra), uno dei quali – meglio – straniero con il compito di stilare una perizia descrittiva dell’accaduto e delle eventuali omissioni del concessionario autostradale. Un documento utile all’autorità giudiziaria genovese, oggi in confusione. Il procuratore della Repubblica, infatti, ha dichiarato che «Non è stata fatalità», anticipando un giudizio che, quando ci sarà, sarà conseguente a idonei accertamenti. In un paese normale, questo procuratore sarebbe ricusato e sostituito. Solo sulla base di un approfondito accertamento tecnico, come quello più sopra indicato, che definisca il perimetro delle responsabilità di Società Autostrade per l'Italia il ministero delle Infrastrutture deve o non deve aprire un procedimento che può portare alla revoca della concessione.
La leggerezza con la quale è stata annunciata questa revoca (giustizia da Far-West) dimostra altresì la non conoscenza e il disprezzo per i fondamentali dell’economia di mercato nella quale viviamo.
L’annuncio ha provocato un terremoto in borsa con perdite colossali per azionisti e obbligazionisti, italiani e stranieri, rafforzando il germe più letale in circolazione: la sfiducia nei confronti dell’Italia e dei suoi improvvisati e improbabili governanti, ammiratori di Maduro (Venezuela) e del pauperismo sudamericano.
Lo spread, in questo momento, è 288.

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  • Roberto

    18 Agosto @ 12.55

    Man mi chiedo se a fronte di 280 mln che servivano per manutenzione del tronco ligure,ne sono stati spesi 76(aumenti dei pedaggi annuali dovrebbero servire a questo) cosa dobbiamo aspettare i soliti 30 anni di processi ,prescrizioni etc etc per poi non avere nessuno che paga ? Non è già una cosa manifesta, e parliamo solo Delle concessioni in Liguria, pensate a quanto incassano e quanto risparmiano per farci stare sicuri!!

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  • Patrizia

    18 Agosto @ 10.35

    Basta dare la colpa ai 5 stelle che hanno sostenuto e si sono fidati del parere degli esperti di Autostrade, io mi immagino se non ľavessero fatto! Quanti insulti avrebbero preso. Siete voi che dovete dare le notizie vere e non mascherate a seconda del politico che le dice. Adesso tutta Italia sa come sono le cose. Sa della privatizzazione per colpa di D'Alema, sa degli utili che la società Autostrade si mangia senza fornire alcun servizio dovuto. Solo la Gabanelli aveva avuto il coraggio di denunciare queste privatizzazioni dei beni pubblici e delle conseguenze. Se non ci fossero i 5 stelle sarebbe tutto un "lo Stato farà ecc.ecc "

    Rispondi

  • ixxo

    18 Agosto @ 09.11

    Credo sia ora di capire quello che la politica ha fatto con logiche di scambio e di amicizie.e questo non piace a tutti.. La sinistra soprattutto, ma non solo. La demagogia era quella di Renzi che dava appuntamento ai giornalisti e andava dai terremotati a raccontare balle .

    Rispondi

  • Luca

    18 Agosto @ 09.02

    ripeto e spero...i nostri governanti se son andati a Genova "intralciavano i lavori" se non andavano era "scandaloso" questo è il concetto che emerge dalle analisi dei media allineati a cercare la pagliuzza senza vedere la trave della tragedia annunciata con responsabilità che hanno nomi e cognomi che i nostalgici del vecchio sistema clientelare politico-economico rimpiangono . Il Paese, i cittadini, ossia quelli che esprimono un voto democratico, hanno fatto una scelta di cambiamento radicale, hanno fatto bene? Hanno fatto male? Lo hanno fatto, e da coloro che sono stati deputati al cambiamento non ci si può aspettare un atteggiamento compiacente e allineato al vecchio stile di una classe politica che ha fatto dell'insabbiamento il suo stile di governo, saranno grezzi, maleducati e un poco inesperti ma sicuramente stanno cercando,con fatica e controvento, a scardinare qualche centro di potere che ha caratterizzato e influenzato la politica del nostro Paese. Fa piacere vedere l'allineamento della stampa e dei media(salve qualche eccezione) sintomo allarmante in quanto si pensava di vivere in un regime di libera informazione.

    Rispondi

  • Oberto

    18 Agosto @ 08.19

    siamo talmente abituati al fatto che le lobby facciano sempre gli affari propri che quando le cose vengono fatte come si deve lo troviamo strano, sbagliato, demagocico. A meno che non sia stato un atto di terrorismo con bomba annessa, chi aveva la concessione per la gestione va sicuramente estromesso, altro che. E speriamo che questo fatto apra la strada per una legge anche sulla class action.

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