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Il Pd deve ricominciare da zero

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Molti osservatori si interrogano sul futuro del Pd. Se si considera che la forza parlamentare di Leu non è rilevante, che FdI ha un atteggiamento benevolo nei confronti dei provvedimenti di marca leghista del governo e che Forza Italia vede il suo elettorato costantemente eroso dalla Lega di Salvini, si comprende che il partito guidato provvisoriamente da Martina è, per peso numerico (e teoricamente politico) il maggior raggruppamento dell'opposizione. Eppure, il Pd è in cerca di un nuovo assetto, non solo di un segretario. Il nome e la leadership sono legati ad un profilo politico, quindi ad un progetto, ma per ora non si comprende né quale candidato o candidata possa prevalere, né dove vuole o può andare il Pd. Tornare alle origini, in un quadro simile all'Unione di Prodi, è complesso: sia perché proprio l'eterogeneità di quell'esperienza la indebolì fino a provocarne la conclusione, sia perché le distanze fra la sinistra di Leu, le due o tre anime del Pd, i laici europeisti della Bonino e altri non ben identificati soggetti centristi, sembrano troppo grandi per poter essere ricondotte a sintesi. Per di più, se nel 2006 l'Unione poteva contare sul 49% dei voti, da Mastella a Bertinotti, oggi una grande coalizione imperniata sul Pd potrebbe al massimo partire dal 25%, cioè da una quota inferiore sia a quella dei Cinquestelle, sia a quella della Lega.
L'avvicinarsi delle elezioni europee, inoltre, pone al Pd il problema delle alleanze internazionali: può il partito che aveva la maggioranza relativa dei seggi del gruppo socialista confluire in quello liberale o dar vita ad un "rassemblement" nuovo con Macron? Lo stesso Pd è molto eterogeneo al suo interno: non sono tanti quelli che guardano con interesse a Corbyn e Sanders, ma c'è anche qualcuno che vuole seguire la linea del presidente francese e ci sono molti - invece – che restano in mezzo al guado, consapevoli che il rischio di uno strappo e di una scissione sui contenuti e sui punti di riferimento internazionali può essere letale. Oltre ai dubbi sulle capacità espansive del Pd (se si sposta al centro, perde ancora voti a sinistra; se torna a sinistra, perde quelli renziani) ci sono quelli sul tipo di messaggio che si vuole dare al Paese. Se il Pd è - come i numeri ribadiscono - il principale partito d'opposizione, cosa propone in alternativa alla politica del governo? O meglio, cosa prospetta ai quei ceti e a quegli elettori che lo votavano ma non l'hanno votato nel 2018 in segno di insofferenza o insoddisfazione per le politiche dei governi della scorsa legislatura? Alcuni pensano che un federatore come Zingaretti possa provare a salvare il Pd, ma il nuovo segretario - chiunque sia - dovrà ricominciare praticamente da zero.

Twitter: @LucaTentoni1

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  • Roberto

    11 Settembre @ 22.50

    @redazione, grazie avete ragione,scusate

    Rispondi

  • Roberto

    11 Settembre @ 21.28

    @greg, scusa ma in parte sono d'accordo quando parli della ne. Regione, anche se ce ne sono altre sicuramente allo stesso livello o meglio. Ma la nave. Regione è fatta dagli emiliani e romagnoli che sono sicuramente una risorsa che però non si puo' piu' identificare con la sinistra, è la nave gente che fa forza alla regione e vedrai, il prossimo anno dove probabilmente (spero) cambierà la governante per noi cambierà poco o niente (magari in meglio) e la gente non il PD, che influisce, senza contare che anche gli 'irriducibili' stanno cambiando idea, speriamo , non si puo' sempre votare allo stesso modo e poi lamentarsi, purtroppo da noi tanta gente vota ancora con il paraocchi te lo dico perché anche i miei genitori (e non sono un bambino ,ho 66 anni) nonostante tutto, anche se non d'accordo imperterriti continuano a votare PD, fonte di infinite discussioni anche con loro , grazie per lo scambio di idee,

    Rispondi

    • 11 Settembre @ 21.41

      (dalla redazione) Gentile Roberto dovrebbe rileggere quello che scrive perché - probabilmente a causa del correttore automatico - a volte - come in questo caso - è decisamente poco comprensibile.

      Rispondi

  • Greg

    11 Settembre @ 15.37

    Ma di quale popolo stiamo parlando? Quello dei mille campanili? Quello che ha meno laureati fra i Paesi cosiddetti civili? Quello che ha il record mondiale dell'evasione fiscale? Quello che o Franza o Spagna pur che se magna? Quello che ha inventato il fascismo e lo ha amato per vent'anni? Quello che ha votato quarant'anni la DC e vent'anni Berlusconi? Quello che ha regioni governate dalle mafie ( di cui, guarda caso nessun salvatore della Patria parla)? Quello degli amanti della propria Costituzione senza averla mai vista applicata? Quella di chi si incazza per il prezzo di un libro di testo e spende il triplo per vedersi la partita di calcio? Cari signori, io non mi sento rappresentato ne dal prima ne dal poi e se nutrite ancora l'illusione che mettersi in marcia dietro un Dulcamara possa farci diventare un popolo, io mi defilo e mi metto a sedere sperando che mi sia concesso il tempo per vedere i cadaveri trasportati dalla corrente del fiume.

    Rispondi

    • Roberto

      11 Settembre @ 17.41

      Caro Greg, ma uno che dice che con il PD, non ha niente da spartire, nell'elenco dei governanti, si e' ''dimenticato'' che il PD (o chiamatelo con tutti gli altri nomi) ha spartito il potere con gli altri citati, oltre ad avere avuto direttamenete in mano il governo per altri 15 anni, o questi non contano.

      Rispondi

      • Greg

        11 Settembre @ 19.20

        Contano, ma io faccio fatica a considerare Prodi , Letta, Monti degli appartenenti alla vecchia famiglia della sinistra italiana. La politica ha tempi lunghi e la memoria molte volte aiuta a capire. Fino alla caduta dell Muro il fattore K ha imperato e questo può spiegare perchè la sinistra fino ad ora non è mai riuscita a governare da sola. Dove lo ha fatto, e penso alla nostra Regione, non mi pare che abbia commesso i disastri paragonabili ad altre realtà diversamente amministrate. Che dirti, tu puoi crederci o no: non sono mai stato agli ordini di un partito, ma non mi si può imporre di partecipare alla criminalizzazione di una parte politica guidata da una genia di fascistelli sbraitanti che per ora non hanno fatto che promesse da marinai.

        Rispondi

  • Gio

    11 Settembre @ 11.09

    Giorgio R.

    Zingaretti nel Lazio ha fatto risultato zero ma è contro Renzi allora va bene.......aiutooooo!

    Rispondi

  • Gio

    11 Settembre @ 11.08

    Giorgio R.

    Del Rio ci spieghi ! Morandi non sapevo niente ! Vergogna!

    Rispondi

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