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Busseto, confronto tra i candidati sindaco

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Forum in Gazzetta sulle elezioni. Dal turismo alla sicurezza: ecco come i 4 candidati nella sfida alla fascia tricolore di sindaco vedono Busseto.

Un’appassionante sfida a quattro nella «corsa» alla fascia tricolore di sindaco di Busseto. I quattro candidati sindaco, Luca Concari, Cinzia Iacopini, Maria Giovanna Gambazza e Giancarlo Contini si sono confrontati a viso aperto, durante il forum in «Gazzetta» e, seppur in un clima di doveroso e reciproco fair play, non sono mancate «frecciate» e «punture». Intervistati dai giornalisti Paolo Maria Amadasi e Paolo Panni si sono confrontati su vari argomenti d’interesse per la comunità bussetana.

Perché vi siete candidati?

Gambazza
«Cinque anni fa il nome della lista «Busseto città viva» non è stato scelto a caso. Ha significato e significherà, anche per il futuro, ascolto, partecipazione, condivisione, onestà e trasparenza per raggiungere l’apice dei risultati portati avanti in questi anni. Metterò a tutto campo la mia esperienza umana e professionale, con l’impegno e la disponibilità dimostrata, insieme con una squadra di validi amministratori che mi hanno affiancata in questi anni associata a nuovi volti desiderosi di mettere nuove energie e idee».

Iacopini
«Mi ripresento dopo 5 anni perché in questo periodo non è cambiato nulla rispetto a ciò che auspicavamo. Siamo civici, completamente slegati dai partiti perché riteniamo che sia a livello locale, e soprattutto nazionale, non si sia liberi di lavorare nell’interesse del cittadino quando si deve rispondere alle segreterie. Vogliamo portare avanti le esigenze del quotidiano, della gente come noi che vivono difficoltà reali e che troppo spesso la politica alta, parlando un linguaggio retorico, non sa e non vuole affrontare. La nostra proposta è rivoluzionaria e innovativa, tentando anche esperimenti nuovi, ridando uno spessore economico a Busseto attraverso la cultura che potrebbe portare tanto denaro».

Contini
«Io mi sono candidato sindaco per scardinare il sistema. Siamo prigionieri di un sistema burocratico complessissimo. Per far sistemare due specchi a un incrocio o un tombino, occorrono movimenti burocratici spaventosi: e chi ne risente sono solo i cittadini. L’amministrazione deve servire i cittadini nelle loro minime esigenze, in tempi brevissimi. L’idea di scardinare il sistema si allarga poi a quelle situazioni complesse che abbiamo già visto, ad esempio Unione Terre Verdiane e le tariffe Iren che continuano a aumentare nonostante Iren ci guadagni».

Concari
«Io e la mia lista abbiamo deciso di intraprendere un nuovo percorso che si è staccato dalla precedente amministrazioni per vari motivi. Alcune divergenze che, alcuni pensano non siano mai emerse, invece ci sono sempre state nella passata amministrazione. Seppur in ritardo abbiamo chiesto un confronto al Partito Democratico tramite primarie o consultazioni veloci e una condivisione del candidato uscente con gli altri partiti. Il Pd, da Parma in particolare, non ha mai risposto alla mia richiesta ufficiale sulle primarie e quindi si è deciso con altri componenti della giunta, 3 su 5, di intraprendere questo nuovo percorso che ci ha fatto riprendere quell’entusiasmo che avevamo perso e riteniamo, con la nostra scelta, di poter recuperare il consenso di quelle persone che non sarebbero andate a votare».

La rottura all’interno della giunta sta tenendo banco.

Gambazza
«Le primarie sono state chieste a metà aprile: gli atti che parlano. Non ci sono motivazioni o divergenze visto che non risultano infatti agli atti. Tutte le delibere, sia in consiglio comunale che in giunta, sono sempre state approvate all’unanimità fino alla scorsa settimana. Se il vicesindaco e gli assessori volevano prendere strade diverse potevano comunque affrontare questa scelta, legittima, nei tempi dovuti: per esempio un anno fa quando si parlava poi di fusioni, tema che è stato affrontato il 30 marzo 2015. A 20 giorni dalle elezioni, la pretesa di primarie, quando io ero uscita già pubblicamente con la mia ricandidatura, è stato un atto politicamente poco corretto».

Concari
«Il sindaco era uscito con un’auto ricandidatura, senza confronti con le varie forze della coalizione. Comunque non ho mai avuto una risposta ufficiale dal Pd sul non poter fare le primarie».

Gambazza
«Se ne doveva parlare prima. A metà aprile penso che i tempi fossero superati. Comunque non c’è alcuna resa dei conti. La maggioranza c’è e continua con fermezza la sua attività amministrativa».

Il tema d’attualità del riordino territoriale, e delle fusioni in particolare, come vi vede?

Iacopini
«Ho valutato attentamente i pro e i contro e rimango di un parere granitico. La fusione in questo momento, a queste condizioni, è molto pericolosa. Fino a quando non ci saranno certezze, la cosa ci interessa poco. Vengono promessi benefici e incentivi, ma non è detto che arrivino e si rischia di perdere la nostra identità. Busseto deve mantenere la sua caratura secolare e la nostra identità non è confondibile con le realtà vicine. Inoltre, a fronte della perdita delle divisioni fra province, abbiamo più contiguità con paesi quali Villanova sull’Arda e Besenzone per i percorsi e i legami verdiani che ci sono. E perché ad esempio Parma e Piacenza non potrebbero essere annesse alla Lombardia che ha una marcia in più a livello economico, abbandonando un territorio che ha il freno a mano tirato? Anche dal punto di vista dei servizi abbiamo una vicinanza enorme con Cremona, che offre a livello scolastico e industriale grandi sbocchi».

Concari
«Sul riordino territoriale la prossima amministrazione deve entrare a «gamba tesa». Terre verdiane si è rivelata un fallimento e penso sia un errore riprendere in considerazione l’argomento unioni. Bisogna approfondire, e siamo già in ritardo, eventuali percorsi sulle fusioni e analizzare bene, insieme ad altri Comuni interessati, i pro e i contro, e non scartarle a priori con giudizi preconfezionati. Il percorso va affrontato insieme ai cittadini, con incontri e il referendum, che sarà l’ultimo atto che, per quanto non vincolante, ci porterà a decidere. Andiamo verso il referendum di ottobre e verso la cosiddetta Area Vasta: è importante informare i cittadini anche su questo. Infine non si devono sottovalutare i contributi economici derivanti dalla fusione che potrebbero creare un indotto importante per il nostro territorio. Non dobbiamo rimanere isolati: arroccarsi troppo potrebbe essere rischioso».

Contini
«Unioni e fusioni vanno attentamente studiate non soltanto dall’amministrazione e dai Comuni limitrofi ma anche da strutture che possono fare la valutazione dei pro e dei contro, dei benefici che possono arrivare, e la ricerca positiva dei risultati a favore dei cittadini. Logicamente occorre una grande informazione a tutti, un referendum finale e quindi si decide. Solo i cittadini avranno ragione: se poi sbaglieranno, avremo sbagliato tutti. Vox populi vox Dei».

Gambazza
Il pensiero che ho espresso già più di un anno fa riguarda l’ampio dibattito che si deve aprire in primis con la cittadinanza. Io e la mia lista riteniamo obbligatorio un referendum esplorativo fra i cittadini e attivare tutte le forme di cittadinanza attiva, attraverso le consulte, l’associazionismo, la società civile con dibattiti atti a garantire partecipazione e trasparenza. Occorre condivisione e convergenza da parte di tutta la comunità perché il cittadino è sovrano in una decisione epocale quale dovesse essere la fusione. Attualmente tale decisione appare prematura. Vanno approfonditi, con studi di fattibilità, vantaggi e svantaggi partendo da un’attenta analisi dei volumi di bilancio, dalla spesa complessiva e corrente, dai patrimoni, dai mutui, dai contenziosi. L’ipotesi migliore in questa fase è quella di individuare con i Comuni limitrofi una serie di funzioni associate per gestire insieme personale e servizi. Da lì si può partire con approfondimenti diversi, ma sempre con molta gradualità».

Busseto rappresenta un «unicum» in quanto terra del maestro Verdi.
Cosa pensate in tema di turismo e cultura?

Concari
«Il turismo negli ultimi anni è cresciuto anche se non ha avuto a disposizione risorse dedicate. Riteniamo che per fare il salto di qualità sia indispensabile investire sulle infrastrutture e sui servizi dedicati. Busseto ha strutture ricettive di grande qualità ma di piccole dimensioni. La prossima amministrazione deve investire, far investire o comunque incentivare in particolare i privati puntando su strutture ricettive dai 40-50 posti letto in su. Ben vengano anche quelle inferiori ma si deve alzare l’asticella per permettere ai gruppi organizzati, che sono la maggior parte a livello statistico sul nostro territorio, di pernottare almeno 1-2 giorni investendo sull’economia e sul commercio di tutto il nostro territorio. Dobbiamo inoltre investire su aree camper, chiuse, recintate e a pagamento perché il turismo plein air è in forte. Pensiamo anche a pacchetti dedicati per il cicloturismo su tutto il territorio delle Terre verdiane e infine si deve investire nella promozione territoriale perché possiamo anche creare l’evento più bello del mondo, ma se non riusciamo a comunicarlo, con un ufficio stampa dedicato, non andremo mai a prendere quei pacchetti turistici internazionali che sono fondamentali».

Contini
«Il turismo a Busseto ha bisogno di cose semplicissime e basilari. Non è il grande evento, anche se importantissimo, costruito a teatro, che fa venire la gente perché crea invece un turismo mordi e fuggi e ci fa consumare centinaia di migliaia di euro che vanno nelle tasche di altri. Se i cittadini e i commercianti pagano le tasse, noi dobbiamo reinvestire il loro denaro, istituendo tutti i weekend un turismo che non sia mordi e fuggi ma che si fermi nelle strade con mercatini continui, ad esempio degli spartiti d’epoca, degli strumenti musicali, delle biciclette d’epoca e tanto altro in modo che cittadini commercianti abbiano il ritorno delle tasse che pagano. Pensiamo anche all’istituzione di un marchio “Made in Busseto” da porre sui prodotti di Busseto, magari col nostro bel Verdi di Boldini, quello col cilindro che io vorrei mettere anche a fianco dello stemma di Busseto. Prima che qualcuno ce lo usurpi, e questo me lo prefiggo, Busseto deve avere il bel «ritrattone» del pittore Boldini a fianco del bosso. Il turismo va comunque incrementato con tante piccole cose. Il grande evento è importantissimo ma non deve farci dissanguare le casse dirottando sul turismo del denaro necessario in altre situazioni. Per organizzare le cose che dicevo i costi sono minimi e gli introiti sono tanti».

Gambazza
«Per parlare di turismo si deve partire dalla cultura. Col bicentenario verdiano sono arrivati nelle casse comunali 1 milione e mezzo di euro serviti per allestire due musei: quello della Casa natale con un indotto turistico importantissimo e quello dedicato a Renata Tebaldi dopo il recupero delle scuderie. Partendo dalla cultura si è arrivati a tutta una serie di eventi lirico musicali attraverso il Concorso internazionale voci verdiane, l’Accademia di vocalità verdiana e il Festival Verdi di Parma e Busseto per la produzione lirica di giovani cantanti provenienti da tutto il mondo. Busseto ha un cuore e questo cuore è Verdi. Partendo da questi eventi si sono costruite tutta una serie di attività legate anche al turismo, intercettando numerosi tour operator, in raccordo con Parma Incoming, e partecipando alle maggiori fiere nazionali, internazionali e intercontinentali. L’ultima è la collaborazione con la Cina, che parte proprio quest’anno, e che vedrà nei prossimi anni uno sviluppo importante a livello musicale, turistico e quindi di indotto economico. Da qui vogliamo creare il primo distretto culturale: abbiamo già presentato il sito in raccordo con Ascom e con tutte le associazioni culturali del territorio. E’ una rete culturale che si apre a livello regionale, interregionale, nazionale e internazionale. Si deve continuare in questa direzione: il distretto culturale è utile per valorizzare i territori e gli itinerari verdiani, aumentare la ricettività turistica e l’indotto economico del territorio per incrementare appunto nuovi flussi internazionali. C’è anche una visione, legata al museo internazionale del melodramma: stiamo già intercettando fondi europei, tramite la Regione, e attraverso tutta quella rete istituzionale che abbiamo creato in questi anni portando a Busseto quasi 4 milioni di euro nonostante la crisi economica. Dal 2013 a oggi Busseto ospita oltre 200 eventi annui, che non gravano sulle casse comunali perché abbiamo sempre avuto contributi legati al Festival Verdi e da quest’anno sono legati anche a quelle relazioni fondamentali creato con Regione, Ministero, Europa e sponsor privati».

Iacopini
«In una fase di crisi così forte la cultura è fondamentale. Abbiamo eccellenze come Verdi e Guareschi di cui non siamo ancora riusciti a sfruttare l’immagine universale portando il numero sufficiente di turisti sul territorio. Mancano le strutture d’accoglienza e i collegamenti con tour operator internazionali che garantiscano quotidianamente un afflusso costante di turisti. Non possiamo sopravvivere di weekend o di giornate. Abbiamo bisogno di persone che ogni giorno arrivino a Busseto: abbiamo stimato un numero minimo di 150 persone al giorno che a Busseto devono mangiare, dormire e frequentare i nostri negozi che sono in grande sofferenza. Busseto dovrebbe avere l’aspetto della vera cittadina turistica e invece oggi è desolante. Mancano eventi quotidiani, a basso costo, che possano attirare persone. E’ vero che abbiamo fatto grandi eventi culturali ma questo non basta. Possiamo creare legami con Salsomaggiore e Tabiano per migliorare la ricettività. Dobbiamo inoltre investire sull’enogastronomia. Ci sono tanti modi fantasiosi con cui potremmo attirare a far fermare i turisti attirando così anche gli sponsor per poter costruire, ad esempio, un PalaVerdi che possa ospitare anche 3 mila utenti e creare ulteriori eventi, non solo legati alla lirica. Così potrà nascere un’economia florida, che oggi invece langue».

Gambazza
«Il turismo è in forte aumento, i dati lo dimostrano.

Uno dei temi caldi resta quello della sicurezza.

Contini
«Con la cessazione di Terre verdiane torneremo a 3 vigili anziché a 6. La sicurezza va improntata sul territorio, sui vigili, sulle situazioni davanti alle scuole, sul controllo degli extracomunitari. Io non sono buonista: gli extracomunitari vanno controllati. Diamo atto che le telecamere nuove sono state installate ma sulle auto della polizia municipale vanno installati quegli apparecchi automatici che consentono di verificare se i veicoli in transito sono per esempio assicurati».

Gambazza
Questi sistemi sono già in funzione».

Contini
«Dopo 5 anni solo adesso sento che sono in funzione. Siamo inoltre stati i primi a verificare, insieme al capo della comunità indiana il perché di tutti gli accoltellamenti che ci sono stati. Ci è stato spiegato e sicuramente prenderemo provvedimenti se il sogno si avvera. D’accordo inoltre sull’ampliamento dell’area camper ma che nessuno si sogni di metterci i rom e quindi l’iniziativa va regolamentata alla perfezione. Occorrono maggiori pattugliamenti davanti alle scuole e nei mercati per evitare i borseggi. Per sicurezza intendiamo anche il controllo dei nocivi che sono sul territorio: per esempio le nutrie che sono portatrici di leptospirosi e le volpi che determinano la diffusione della rabbia silvestre che è mortale. Pensiamo anche all’istituzione di pattuglie durante la notte per migliorare la sicurezza dei cittadini e a garantire la permanenza della caserma dei carabinieri visto che il Ministero dell’Interno ventilava l’idea di toglierla. Si parla inoltre, da parte del provveditorato agli studi, della eventuale chiusura della scuola delle Roncole. Tutti ci siamo battuti affinchè rimanga aperta e noi pensiamo di incentivarla realizzandoci un asilo nido che potrebbe servire anche Soragna. L’eventuale chiusura, ventilata dall’alto, della scuola potrebbe comportare la realizzazione di un centro di accoglienza per extracomunitari e questo mi vedrebbe assolutamente contrario».

Gambazza
«Rafforzeremo il piano di sicurezza comunale che è attivo da 5 anni. Sicurezza sulle strade e nei posti di lavoro. Continuerà il progetto di una comunità integrata per la salvaguardia del bene pubblico ed amplieremo la videosorveglianza estendendola anche nelle frazioni ed in altri luoghi strategici del comune. Inoltre alle aziende e alle attività commerciali offriremo l’opportunità di allacciarsi alla rete municipale con telecamere di controllo. Continuerà il raccordo con le forze dell’ordine al tavolo tecnico di prefettura e questura e rafforzeremo la polizia municipale. Il distretto rientrerà in capo al Comune dall’1 gennaio 2017 con 5 vigili che sono a pieno titolo operativi a Busseto. E’ partito anche un progetto, unico a livello provinciale, per il contrasto dei parcheggiatori abusivi, in raccordo con Auser e Ciac, con ottimi risultati. Si conferma il fondo di sicurezza e garanzia contro i furti gestito dal Comune a tutela in particolare delle fasce deboli e degli anziani. A nostro avviso la cosa più importante è avere un paese vivo e attivo, ricco di eventi e manifestazioni. Questo è il miglior presidio contro il degrado».

Iacopini
«Se il paese vivesse di turismo e fosse affollato di cittadini e persone per bene la sensazione di sicurezza aumenterebbe. Data però la scarsità di personale e visto che gli stessi carabinieri sono in orario ridotto con la caserma che chiude alle 17 e si attiva così il 112 con inevitabili rallentamenti negli interventi d’urgenza, si potrebbe avere un presidio della polizia stradale di cui noi avevamo già parlato col comando di Bologna, se offrissimo in cambio la logistica gratuita. Così avremmo un maggiore controllo del territorio specie nelle ore notturne. Sollecitiamo inoltre il cosiddetto controllo di vicinato col coinvolgimento quindi dei cittadini. La sicurezza riguarda anche le infrastrutture. Le strade sono impraticabili e necessitano di un intervento corposo. Le scuole sono antiche e obsolete. Da anni sollecito due scale d’emergenza esterne nel cortile della scuola perché se dovessero verificarsi un incendio o un terremoto i bambini non sarebbero in grado di uscire in sicurezza. La scala di sicurezza è un obbligo».

Gambazza
«Abbiamo in previsione ed è già stato approvato nel Dup 2016/18, un milione e mezzo di finanziamenti sui lavori pubblici comprese le strade. Sulle scuole sono stati fatti interventi migliorativi nel 2012 ed i bambini non sono più al secondo e al terzo piano dove erano prima. Rimarco che la scuola è sicuro».

Concari
«Il problema sicurezza è territoriale e stiamo forse meglio rispetto ad altri Comuni del territorio. Dobbiamo assolutamente mantenere gli occhi aperti, specie in determinati momenti dell’anno. Ho seguito direttamente l’installazione delle 5 nuove telecamere che sono in una fase sperimentale ma importantissime perché rilevano targhe, auto tubate o prive di assicurazione. Devono essere messe in raccordo col territorio. Ci sono economie a bilancio per poterle ampliare sulle frazioni. La prossima amministrazione, e noi lo abbiamo in programma, deve assolutamente andare a integrare e sostituire le telecamere obsolete e non funzionanti. Un punto forte del nostro programma riguarda poi l’illuminazione pubblica con la riqualificazione di tutti i 1700 lampioni presenti sul territorio comunale e l’ampliamento dell’illuminazione in zone che necessitano di questo deterrente. Fondamentale è la riorganizzazione della polizia municipale che deve essere sempre in raccordo coi carabinieri. Carabinieri e polizia sono i primi veri attori della sicurezza: lo Stato dovrebbe rimettere risorse a favore di questi reparti. La governance della municipale tornerà in capo al Comune di Busseto e così il sindaco potrà impartire quelle direttive atte ad assicurare un maggior controllo del territorio. Anche la scuola è un punto importantissimo del nostro programma: ci sono delle risorse a bilancio per completare la messa in sicurezza che non sono ancora state spese e vanno assolutamente utilizzate. Bisogna rivedere gli spazi interni ed esterni della scuola e la viabilità all’interno dell’anello di viale Pallavicino creando un percorso più sicuro».

Gambazza
«Tutto quanto diceva il candidato Concari è già nella programmazione approvata. Nel Dup 2016/2018 dove si parla di riqualificazione dell’illuminazione pubblica, interventi di risparmio energetico negli edifici pubblici e manutenzioni agli asili nido, materna e all’edificio scolastico».

Concari
«Contesto il fatto che 60 mila euro fermi da parecchi anni non sono ancora stati spesi sulla scuola di Busseto».

Gambazza
«Ci sono cifre ulteriori al di là dei 60 mila euro. Li abbiamo a bilancio, sono già finanziati e spendibili. Andavano spesi prima e c’erano delle motivazioni legate al fatto che non sono stati spesi. L’assessorato alla pubblica istruzione faceva capo a un assessore che è con te in lista e che non ha seguito quello che doveva seguire».

Concari
«Andava seguita dai lavori pubblici, settore che fa capo a un assessore che è con te in lista».

Una cosa su cui puntate

Gambazza
«Continuare la buona amministrazione per raggiungere nuovi obiettivi nel segno della continuità e della concretezza insieme ai cittadini, alle imprese, all’artigianato, al commercio e alle associazioni. Desideriamo una città più viva, sicura, curata, con più lavori pubblici e più attenzione alla manutenzione del verde, più produttiva e più attrattiva».

Iacopini
Più cultura, più turismo e quindi più risorse economiche per creare lavoro e anche quelle attività ludiche che sono necessarie, come la piscina e un PalaVerdi. E creare un territorio più bello da vivere».

Concari
«Il nostro slogan è «Busseto Smart City» che significa una Busseto più innovativa, più tecnologica e più accessibile ai cittadini. Per avere così una Busseto più efficiente sotto tutti i punti di vista. Sottolineo la visione altamente economica che la nostra lista ha, per risparmiare e avere più economie».

Contini
«Come direbbe il maestro Verdi contadino: «Poche balle e lavorare».

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